Rockets, Chris Paul ribadisce: “Non ho mai chiesto la trade, sto bene qui e voglio vincere”

chris paul

Chris Paul precisa: “Non ho mai chiesto di essere ceduto“, la star degli Houston Rockets nega ogni report di frizioni e contrasti con il compagno di squadra James Harden e con coach Mike D’antoni.

Rimarrò qui a Houston, non ho mai chiesto di andare via, sono contento qui e di della mia situazione” Così Paul a Jonathan Feigen dello Houston ChronicleOgni anno, alla fine, solo una squadra vince, le altre perdono tutte. Da quando sono qui, sin dal primo giorno, l’unico obiettivo è stato vincere le partite, non conta nient’altro (…) questo gioco è tutto per me, sono un giocatore dall’età di 5 anni, ed ora ne ho 34, la mia vita è questa“.

Nei giorni scorsi un “esplosivo” report di Vincent Goodwill di Yahoo Sports aveva definito “irrecuperabili” i logori rapporti tra Chris Paul e James Harden. Sempre secondo le fonti, Paul avrebbe richiesto uno scambio al front office dei texani in seguito ad un’affermazione di Harden del tipo “o io o lui”, dopo l’eliminazione dagli ultimi playoffs per mano dei rimaneggiati Golden State Warriors.

A seguito dei report – smentiti quasi in diretta da Chris Paul – ci aveva pensato il general manager dei Rockets Daryl Morey a gettare acqua sul fuoco, dichiarando l’assoluta incedibilità del giocatore: “Potete segnarvelo, scriverlo e riscriverlo: Chris Paul non ha mai chiesto di essere scambiato, mai, e sarà un Rockets la prossima stagione“.

Chris Paul, D’Antoni ed un payroll pesante le sfide per i Rockets

Muovere l’ex star dei Los Angeles Clippers sul mercato potrebbe rivelarsi d’altro canto davvero arduo per gli Houston Rockets. Il contratto di Paul è molto pesante: circa 40 milioni di dollari a stagione fino al 2022. Non sarà facile trovare una squadra disposta a sacrificare asset importanti in cambio di un contratto così gravoso, per un giocatore che per di più ha già ben 34 anni.

Gli infortuni durante la finale NBA 2019 di Kevin Durant e Klay Thompson, destinati a saltare per intero la stagione 2019\20, hanno di fatto allargato il panorama delle pretendenti alla finale NBA nella Western Conference. L’obiettivo dichiarato di Morey e del proprietario della squadra Tilman Fertitta rimane quello di “vincere un titolo NBA” durante il periodo di apice dell’MVP 2018 James Harden.

Gli Houston Rockets sono attualmente in trattative per il rinnovo contrattuale di coach Mike D’Antoni. Trattative arenatesi improvvisamente nelle scorse settimane e poi riprese, sulla base di un accordo triennale tra le parti.

Per la stagione 2019\20, oltre a Paul e naturalmente Harden saranno ancora sotto contratto Eric Gordon, Clint Capela, P.J. Tucker, Gary Clark e Nené (che aveva paventato il ritiro nelle scorse settimane). Le recenti acquisizioni Iman Shumpert, Austin Rivers ed il veterano Gerald Greendiventeranno invece free agent.

A pochi giorni dall’eliminazione, Shams Charania di The Athletic aveva riportato di tensioni tra James Harden e Chris Paul nei minuti successivi alla sconfitta casalinga di gara 6 delle semifinali della Western Conference contro dei Golden State Warriors privi di Kevin Durant. Tensioni che sarebbero nate e cresciute nel corso della stagione, e che avrebbero riguardato il sistema offensivo di D’Antoni ed il ruolo di Chris Paul.

Clint Capela-Celtics, si intensificano i contatti tra Houston e Boston?

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Clint Capela-Celtics, tra i potenziali obiettivi di mercato di Danny Ainge ci sarebbe sempre il lungo degli Houston Rockets.

Interesse trapelato già qualche giorno fa, e reso oggi ancora più concreto dalla notizia che Al Horford, da 3 anni lungo titolare dei Celtics, sonderà il mercato dei free agent e potrebbe lasciare il Massachussets in estate.

Come riportato Ian Begley di SNYtv, vi sarebbero stati recenti colloqui tra Celtics e Rockets per Capela. Il general manager dei texani programma in estate una rivoluzione della squadra, dopo la bruciante eliminazione al secondo turno dei playoffs per mano dei rimaneggiasti Golden State Warriors, ed i dissidi tra le due star James Harden e Chris Paul.

Clint Capela-Celtics, strada difficile?

Parlando dei Boston Celtics, Nella giornata di martedì Shams Charania di The Athletic aveva riferito di una squadra pronta “ad affrontare scenari imprevisti”, ed un futuro del quale ne Kyrie Irving (sempre più disconnesso dagli ambienti Celtics) ne Al Horford faranno parte.

L’ex giocatore degli Atlanta Hawks ha rinunciato alla player option da 30 milioni di dollari prevista sul suo ultimo ano di contratto, per negoziare – a Boston o altrove – un accordo quadriennale. I Celtics avrebbero invece proposto a Horford un triennale.

Difficile pensare – come riportato da Adam Himmelsbach del Boston Globe – ad un pacchetto che possa accontentare gli Houston Rockets, e che non preveda la presenza di almeno uno tra Jayson Tatum, Jaylen Brown, Marcus Smart o Gordon Hayward. Il 25enne Clint Capela aveva firmato nell’estate 2018 un quinquennale da 90 milioni di dollari complessivi con gli Houston Rockets.

Chris Paul-Harden rapporto “irrecuperabile”: CP3 chiede la trade?

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Chris Paul-Harden rapporti ormai irrecuperabili, situazione fuori controllo a Houston. Come riportato da Vincent Goodwil per Yahoo Sports, alcune fonti darebbero per spacciato il rapporto tra Chris Paul e James Harden.

Il sottile e delicato equilibrio che si era formato tra i due sarebbe arrivato ad un punto definibile come “irrecuperabile“. Sempre secondo le fonti, Paul avrebbe richiesto uno scambio al front office dei texani in seguito ad un’affermazione di Harden del tipo “o io o lui”, dopo l’eliminazione dagli ultimi playoffs.

Chris Paul-Harden cosa succederà oggi?

Sembrerebbe che i due, per un tratto della stagione lungo due mesi, non si siano rivolti la parola, creando un clima pessimo. Lo spogliatoio sarebbe stato segnato da dispetti e scortesie reciproche tra i due, che avrebbero influenzato anche l’umore di tutti i compagni.

Secondo quanto riportato, Paul avrebbe cercato di ristabilire un contatto con Harden in queste settimane di off-season, senza successo.

“Non c’è rispetto da nessuna delle due parti. Devono semplicemente allontanarsi. Paul non accetta il livello di Harden nella lega attuale, che a sua volta non vuole riconoscere quanto fatto negli anni dal compagno.” Ha affermato la fonte di Yahoo, che ha poi continuato tuonando: Non c’è soluzione.”

Ora i Rockets si troveranno con una situazione spinosa tra le mani. Il contratto della loro point-guard è molto pesante: circa 40 milioni di dollari a stagione fino al 2022. Non sarà facile trovare una squadra disposta a sacrificare assetti importanti in cambio di un contratto così gravoso, di un giocatore che per di più ha già ben 34 anni. Starà al GM Daryl Morey, che già nelle settimane scorse aveva dichiarato cedibile l’intero roster dei suoi, riuscire a strappare un’operazione decorosa, che non consegni il suo numero 3 ad un’altra franchigia in cambio di poco o nulla.

Intanto, mentre CP3 si dichiarava estraneo e all’oscuro dei fatti su Instagram, erano iniziati a circolare rumors riguardo un possibile accordo a tre squadre con Boston Celtics e Minnesota Timberwolves. Come riportato, i giocatori coinvolti sarebbero, oltre a Paul, Gordon Hayward e Andrew Wiggins.

Daryl Morey ha però voluto mettere immediatamente un freno alla questione, smentendo ogni voce riguardo la richiesta di CP3, che a detta sua rimarrà saldamente ai Rockets. Si proverà a ricostruire il rapporto?

Rockets-Jimmy Butler: Houston molto aggressiva nel cercare di convincerlo

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Rockets-Jimmy Butler due strade diverse che potrebbero coincidere nel prossimo futuro. Jimmy è free agent, unrestricted, dai Sixers. Testerà il mercato e potrebbe voler tornare a giocare nella sua Houston. Ecco che continuano a susseguirsi i rumors in casa texana: i Rockets sarebbero veramente aggressivi su Jimmy Butler per portarlo alla corte di Mike D’Antoni.

Si prospetta una free agency di grandi cambiamenti in casa Houston Rockets. Nonostante il general manager Daryl Morey abbia recentemente dichiarato che Chris Paul non lascerà la squadra, infatti, in molti riportano che CP3 non sia più contento alla corte di Mike D’Antoni, in particolar modo a causa di un rapporto ormai logoro con l’uomo franchigia James Harden. L’ex point guard dei Los Angeles Clippers potrebbe dunque partire, una mossa che avrebbe senso anche e soprattutto alla luce del quadriennale al massimo salariale firmato dal classe ’85 la scorsa estate (160 milioni fino al 2023, di cui circa 35 guadagnati nella passata stagione).

“Chris Paul vuole andarsene dagli Houston Rockets, non è felice.”, ha rivelato il giornalista di ESPN Stephen Smith in merito alla situazione del nove volte All-Star in quel di Houston. Stando a numerosi rumors, pare che quest’ultimo abbia avuto un confronto acceso con Harden dopo l’eliminazione in sei gare per mano dei Golden State Warriors nei recenti playoff.

Houston Rockets-Jimmy Butler: Harden fa da mediatore

Duello tra James Harden e Jimmy Butler nella sfida tra Houston Rockets e Philadelphia Sixers in regular season.

Il Barba, dal canto suo, sarebbe in contatto con Jimmy Butler per convincerlo a raggiungerlo agli Houston Rockets, squadra della sua città natale. Il prodotto di Marquette University, reduce da un’annata più che positiva con la maglia dei Philadelphia Sixers – i quali possono offrirgli un quinquennale al massimo salariale da 188 milioni di dollari – si trova attualmente a Tomball, in Texas, e potrebbe prendere seriamente in considerazione Houston come sua prossima meta.

Dal punto di vista tecnico, Butler potrebbe essere il giocatore ideale per far coppia con Harden e rilanciare le quotazioni degli Houston Rockets in ottica titolo. Resta però da capire la fattibilità dell’operazione, anche perché se Chris Paul restasse in Texas, i Razzi dovrebbero sborsare un’esorbitante luxury tax per potersi permettere di ingaggiare l’ex Chicago Bulls e Minnesota Timberwolves. In questo senso, il fatto che sia nato a Houston e che con i Rockets potrebbe avere la chance di competere concretamente per l’anello sono i due fattori che fanno ben sperare la franchigia texana.

Gli Houston Rockets, però, dovranno fare attenzione alla concorrenza: oltre ai già citati Sixers, infatti, anche i Los Angeles Lakers della neonata coppia LeBron James-Anthony Davis potrebbero puntare alla guardia free agent, così come i Brooklyn Nets, i New York Knicks e i Los Angeles Clippers.

Houston Rockets: Chris Paul vuole restare, è caccia alla terza stella

Al termine di una stagione in cui, per il secondo anno consecutivo, gli Houston Rockets sono usciti di scena dai playoff per mano dei Golden State Warriors, stavolta per 4-2 in semifinale di Conference, numerosi rumors di mercato hanno riguardato la franchigia texana in queste prime settimane di off-season.

Tra questi, molti erano incentrati sulla possibile partenza di Chris Paul, anche e soprattutto in virtù dell’età che avanza (34 anni compiuti lo scorso 6 maggio), del rendimento che cala gradualmente e dell’esorbitante contratto che l’ex play di New Orleans Hornets e Los Angeles Clippers percepisce in quel di Houston (poco più di 124 milioni fino al 2022).

Nonostante le tante indiscrezioni, i gravi infortuni occorsi a Kevin Durant e Klay Thompson (il primo salterà ufficialmente tutta la stagione 2019-2020, il secondo potrebbe rientrare in tempo per i playoffs) hanno indebolito considerevolmente la squadra che da cinque anni a questa parte domina la Western Conference, proprio quei Golden State Warriors che si sono rivelati l’unico vero ostacolo di rilievo tra gli Houston Rockets e il loro obiettivo di riportare il titolo NBA in Texas.

In attesa che la free agency apra ufficialmente i battenti, un’altra possibile rivale degli Houston Rockets nella corsa all’anello ha annunciato un colpo che potrebbe cambiare gli equilibri della Western Conference e della lega in generale: i Los Angeles Lakers, infatti, si sono assicurati Anthony Davis via trade, affiancando l’ex Pelicans a LeBron James. Houston, dal canto suo, lavora sottotraccia per migliorare la squadra e compiere quell’ulteriore passo di qualità per diventare la prima forza a Ovest.

Houston Rockets su una terza stella, Paul verso la conferma

Houston Rockets
Chris Paul, trasferitosi due anni fa agli Houston Rockets, potrebbe restare alla corte di D’Antoni anche l’anno prossimo.

In questo senso, i Razzi avevano comunicato di essere disposti ad ascoltare offerte per tutti i giocatori presenti nel proprio roster e sotto contratto per la stagione 2019-2020, eccezion fatta ovviamente per l’MVP in carica James Harden, reduce dalla miglior annata della sua carriera e insostituibile uomo franchigia per Houston. Tra i papabili partenti spicca Clint Capela, che per età e contratto risulta essere uno dei giocatori di punta più facili da piazzare altrove e piace molto ai Boston Celtics.

E Paul? Le voci riguardanti la sua intenzione di partire, magari per tornare a L.A., stavolta sponda giallo-viola, e giocare per la prima volta in carriera al fianco del suo grande amico LeBron James, sono state smentite dal general manager degli Houston Rockets Daryl Morey. “Non è affatto vero che Chris Paul abbia chiesto di essere scambiato, né che noi vogliamo cederlo. La nostra intenzione è quella di aggiungere un’altra stella a questo gruppo.”, ha dichiarato infatti quest’ultimo in merito alle mosse di mercato che vedranno protagonista la squadra texana.

Con il proprietario Tilman Fertitta che circa un mese fa ha annunciato di essere disposto a pagare la luxury tax per migliorare il roster a disposizione di Mike D’Antoni – che potrebbe rinnovare con i texani – e la quasi certezza della permanenza di Chris Paul, le strade possibili per arrivare a una terza stella, non avendo grossa disponibilità economica per agire in free agency, portano alle trade dei vari Clint Capela, Eric Gordon e P.J. Tucker, che potrebbero essere scambiati per aggiungere al quintetto un altro giocatore in grado di spostare gli equilibri e rendere ancor più competitivi gli Houston Rockets.

Mario Elie vede la Hall of Fame per coach Rudy Tomjanovich: “La merita”

rudy tonjanovich

Mario Elie, grande ex degli Houston Rockets ed autore del celeberrimo “Kiss of Death”, un decisivo tiro da tre punti dall’angolo nel finale di gara 7 delle semifinali della Western Conference 1995 contro i Phoenix Suns, vede un futuro da Hall of Famer per il suo vecchio head coach Rudy Tomjanovich.

E’ opinione di Elie, tre volte campione NBA tra Houston e San Antonio, che la carriera sia in campo che in panchina di “Rudy T” sia assolutamente meritoria di un’introduzione nella Hall of Fame di Springfield, Massachussets:

Coach Tomjanovich non ha mai ricevuto il giusto credito, merita la Hall of FameCosì Elie a Marc Berman di Fox26Come giocatore e come allenatore, ha inventato la figura dello ‘stretch 4’ con Robert Horry (ai Rockets, ndr), ha vinto un oro olimpico con Team USA (…) il fatto che non ci sia è incredibile, ha dato così tanto per il gioco, Un uomo che ha pure rischiato di morire in campo (il tristemente noto pugno di Kermit Washington, ndr), è stato un All-Star, è stato allenatore dell’anno. Lui e Hakeem Olajuowon furono gli artefici dei Rockets due volte campioni NBA“.

L’oggi 71enne Tomjanovich ha disputato 11 stagioni NBA tra San Diego e Houston, con 5 convocazioni all’All-Star Game. Nel 1991, Rudy divenne capo allenatore dei suoi Rockets, conducendoli a due titoli NBA (1994 e 1995), in una squadra forte di Hakeem Olajuwon, Robert Horry, Mario Elie, Sam Cassell, Kenny Smith e Clyde Drexler.


La carriera da giocatore di coach Tomjanovich fu segnata da uno degli episodi più violenti mai occorsi su di un parquet NBA. Nel 1977, il giocatore dei Los Angeles Lakers Kermit Washington sferrò un pugno in pieno volto a Tomjanovich, che dovette ricorrere a numerosi interventi chirurgici per recuperare dalle fratture e dai danni provocati dal colpo.

Dopo 12 anni passati sulla panchina degli Houston Rockets, nel 2004 Rudy Tomjanovich accettò l’incarico di capo-allenatore dei Los Angeles Lakers nella prima stagione dopo la partenza via Miami di Shaquille O’Neal, sostituendo Phil Jackson. Dopo appena 41 partite ed un record positivo di 24-19, Tomjanovich si dimise per motivi di salute, di fatto ritirandosi.

La Hall of Fame? Sarebbe un bel riconoscimento senza dubbio” Rudy Tomjanovich replica alle parole di Mario ElieMa non è una cosa a cui penso, oggi sono concentrato su altre cose. Se dovesse arrivare ne sarei più che onorato, il premio migliore è stato però poter vivere facendo ciò che ho sempre amato, e che ho sempre voluto fare da ragazzo (…) la mia vita si è rivelata migliore dei mie sogni più belli“.

I Boston Celtics sondano il terreno per Clint Capela degli Houston Rockets

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Interesse dei Boston Celtics per Clint Capela, lungo degli Houston Rockets e tra i giocatori considerati in partenza in caso di rivoluzione in Texas.

Come riportato da Steve Kyler di BasketballInsiders.com, i Celtics avrebbero espresso un potenziale interesse per il giocatore svizzero, una delle tante operazioni di mercato valutate dal front office dei bianco verdi che si preparano ad ogni tipo di scenario futuro, che comprenda o meno la permanenza a Boston di Kyrie Irving.

Un giocatore come Clint Capela arriverebbe ad un prezzo meno “caro” di quello necessario per portare ai Celtics Anhtony Davis dei New Orleans Pelicans. Nonostante l’abbondanza di giocatori giovani e scelte future di cui disporrebbe per favorire una trade con i Pelicans, la destinazione Boston – con o senza Irving – non ha mai suscitato grandi entusiasmi nell’entourage della star di New Orleans.

L’appena 25enne Clint Capela entrerà nel secondo anno di un contratto quinquennale da 90 milioni di dollari complessivi. Per arrivare allo svizzero, i Celtics dovrebbero rinunciare ad un pacchetto che comprenda presumibilmente Marcus Smart, Jaylen Brown\Aron Baynes ed un giovane come Robert Williams da Texas A&M.

Tra le ipotesi di mercato vagliate da Danny Ainge, che nei giorni scorsi ha negato le voci di un Kyrie Irving ormai lontano da Boston, c’è anche il rinnovo di Terry Rozier, in scadenza contrattuale e reduce da una stagione difficile, alle spalle dell’ex star dei Cleveland Cavaliers.

Tante le squadre interessate ai giocatori degli Houston Rockets. Il general manager della squadra Daryl Morey potrebbe rendere disponibili sul mercato tanti pezzi pregiati dell’attuale roster, giocatori di spessore come Capela, Eric Gordon, P.J. Tucker e persino Chris Paul, titolari però di contratti onerosi.

Dopo lo stop, rinnovo finalmente vicino tra i Rockets e Mike D’Antoni

mike d'antoni

Si riavviano dopo un brusco stop i lavori sul rinnovo contrattuale tra coach Mike D’Antoni e gli Houston Rockets.

I colloqui tra l’agente di D’Antoni e la proprietà della squadra sarebbero a buon punto, e l’intesa sempre più vicina, come riportato da Tim MacMahon di ESPN.

Alcuni giorni fa, divergenze sui termini di una potenziale estensione contrattuale avevano portato Mike D’Antoni ad annunciare pubblicamente – sempre tramite il suo agente Warren LeGarie – la fine delle trattative. Tra i problemi individuati, alcune non meglio precisate pretese sulla clausola di buyout del nuovo contratto da parte del proprietario della squadra Tilman Fertitta.

Solo 2.5 milioni sull’ultimo anno di contratto sarebbero infatti stati garantiti dalla bozza di accordo poi saltata: “I 5 milioni sarebbero stati garantiti solo se D’Antoni fosse stato ancora effettivamente a capo della panchina, e solo se la squadra avesse raggiunto la post-season” Così LeGarie a Jonathan Feigen dello Houston ChronicleIn caso di esonero, i 5 milioni sarebbero diventati 2.5. Mike (D’Antoni, ndr) sarebbe stato dunque alla mercé di scenari imponderabili, come un infortunio chiave o movimenti di giocatori“.


L’attuale contratto di Mike D’Antoni scadrà al termine della stagione 2019\20. Una rivoluzione in estate attende i Rockets nelle intenzioni del general manager Darryl Morey, determinato a vincere un titolo NBA negli anni di apice della star ed MVP in carica James Harden.

Le parti sarebbero dunque oggi vicine ad un nuovo accordo, i cui termini non sono però ancora noti.

Siamo consapevoli che il nostro obiettivo riguardi la costruzione di un roster più competitivo rispetto a quello attuale. Sono sicuro che Mike rimarrà con noi” Così Tilman Fertitta nei giorni precedenti lo stop delle trattative con coach D’Antoni “É un allenatore molto amato dai giocatori. Continuo a ripetere che i futuri free agent devono conoscere sia il nome del proprietario che il nome dell’allenatore. Sembra scontato, ma vi assicuro che tutto questo influisce nella decisione di firmare o meno per una squadra. Io e Mike continueremo il nostro percorso insieme. Ovviamente speriamo in un percorso ricco di vittorie e soddisfazioni

Houston Rockets, nuovo logo e nuove divise in arrivo

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Nuovo logo e restyling grafico per gli Houston Rockets, la franchigia texana ha annunciato per giovedì 20 giugno l’anteprima delle nuove divise e del nuovo set grafico per la stagione 2019\20.

I Rockets manderanno in pensione uno dei volti grafici più longevi della NBA moderna. Ad eccezione di alcune modifiche minori, l’attuale divisa bianco-rosso-grigio è in uso ormai dal lontano 2003, ovvero dalla stagione precedente l’arrivo in Texas di Tracy McGrady.

Sopravviverà al restyling il logo classico, la grande “R” circondata dal cerchio rosso al centro, mentre la scritta “Houston Rockets” campeggerà ora davanti ad una sagoma di un pallone da basket, circondato a sua volta da un anello a richiamare la forma di un pianeta (una citazione dell’Agenzia Spaziale statunitense, la NASA, di cui uno dei più importanti spazioporti ha sede a Houston).

All’operazione di rifacimento grafico potrebbe inoltre aggiungersi un pesante intervento di riorganizzazione del roster. Il general manager dei Rockets Daryl Morey tenterà di rinforzare la squadra, arrivando a rendere disponibile sul mercato ciascuno dei giocatori oggi in rosa, ad eccezione del solo James Harden, nel tentativo di condurre la franchigia all’agognato titolo NBA, sogno sfumato nel 2018 con la sconfitta in 7 partite nella finale della Western Conference contro i futuri campioni Golden State Warriors.

Una rivoluzione che potrebbe coinvolgere anche coach Mike D’Antoni. Le trattative per un rinnovo contrattuale triennale tra Mike ed i Rockets si sono interrotte la scorsa settimana, ed il contratto dell’ex allenatore dei Phoenix Suns andrà pertanto a naturale scadenza al termine della stagione 2019\20.

Rockets, niente rinnovo contrattuale per Mike D’Antoni

mike d'antoni rockets

Mike D’Antoni e gli Houston Rockets hanno sospeso i colloqui per l’estensione contrattuale, come riportato da Adrian Wojnarowksi di ESPN.

La richiesta di sospensione delle trattative è arrivata dall’agente del capo allenatore dei Rockets, Warren LeGarie, che ha informato i vertici della squadra della decisione. L’ex allenatore di Phoenix Suns e Los Angeles Lakers aveva proposto ai Rockets un’estensione triennale, proposta alla quale la franchigia aveva replicato avanzando un’ipotesi di estensione “basata sui risultati” ottenuti di anno in anno.

Soluzione che non avrebbe raccolto particolare entusiasmo: “Se fossimo riusciti a metterci d’accordo con Mike (D’Antoni, ndr), lo avremmo fatto. Sono cose che succedono, nello sport” Così Daryl Morey.

Dopo l’eliminazione in sei partite nella semifinale della Western Conference contro i Golden State Warriors, il proprietario della squadra Tilman Fertitta aveva confermato la posizione di D’Antoni, e nei giorni successivi le parti avevano iniziato le trattative per un’estensione triennale.

Ho confermato a Daryl Morey ed a Mr. Fertitta che sono pronto a proseguire, con la stessa energia di sempre, sono pronto per altri 3 anni. Voglio vincere un titolo qui a Houston” Aveva dichiarato D’Antoni pochi giorni dopo l’uscita di scena dei suoi Rockets ai playoffs.

Nella giornata di mercoledì però, report multipli avevano rivelato l’intenzione del general manager dei Rockets Daryl Morey di rivoluzionare la squadra, se necessario mettendo sul mercato persino gli uomini di punta Chris Paul e Clint Capela, freschi di ricco rinnovo contrattuale.

Mike D’Antoni entrerà dunque nella stagione 2019\20 nell’ultimo anno di contratto con gli Houston Rockets.

Credo che il suo agente (di D’antoni, ndr) ci abbia fatto un favore, in realtà” Così Mr Fertitta “Cosa sarebbe accaduto se l’anno prossimo avessimo avuto un’annata terribile e noi fossimo stati costretti a cambiare guida tecnica? Avremmo dovuto pagare due allenatori. La mia speranza e che saremo in grado vincere il titolo, e che Mike mi punti una pistola alla tempia chiedendo il rinnovo (…) coach D’Antoni è e rimane sotto contratto con noi“.

Mavericks, Capela può essere l’uomo giusto al fianco di Porzingis?

Nella giornata di ieri si è diffusa la voce, tramite un twitt di Adrian Wojnaroski, secondo cui l’intero roster degli Houston Rockets sarebbe sul mercato. Il general manager dei texani, Daryl Morey, sarebbe pronto ad ascoltare proposte per tutti i giocatori sotto contratto, fatta eccezione per il solo James Harden. Nemmeno Chris Paul sarebbe al sicuro, sebbene il suo contratto da circa 40 milioni annui, valevole fino al 2022, ne faccia calare l’appeal.

Ovviamente, nuovi rumors non hanno tardato ad insinuarsi tra i corridoi delle testate giornalistiche d’oltreoceano e degli stessi uffici delle franchigie NBA. Uno dei giocatori più appetibili tra tutti i membri di Houston, a livello di scambi, è certamente Clint Capela. Lo svizzero ha infatti un contratto del valore totale di 90 milioni, in scadenza nel 2023. Cifre importanti, senza dubbio, ma non esagerate, se considerato il livello del giocatore e soprattutto il valore di altri contratti all’interno della lega.

Capela-Mavericks, matrimonio possibile?

Capela è già stato accostato ai Dallas Mavericks, che mancano di un centro di livello. Avevano infatti scambiato, nello scorso gennaio, il loro centro titolare, DeAndre Jordan, per arrivare a Kristaps Porzingis. Proprio con il lettone, l’attuale giocatore dei Rockets potrebbe formare una coppia di lunghi davvero efficace. Sarebbero coadiuvati dal lavoro da point-guard del candidato “Rookie of the year” Luka Doncic.

La soluzione sembrerebbe congeniale per la squadra di Coach Rick Carlisle, che tuttavia dovrebbe prodigarsi per costruire un pacchetto accettabile per i vicini di casa del Texas. La sensazione è che, tolti dalle trattative Doncic e Porzingis, il cui contratto è in scadenza nel prossimo mese, il giocatore a cui Dallas dovrebbe rinunciare sarebbe Tim Hardway Jr. La guardia, arrivata dai New York Knicks nell’ambito dell’affare Porzingis, ha un contratto da 17 milioni annui, valido fino al 2021. Le cifre sarebbero abbastanza simili a quelle di Capela, tali da permettere ai Mavericks una buona base di partenza.

Chiaramente non sarebbe abbastanza, e Dallas dovrebbe aggiungere altri assetti, magari qualche scelta o qualche giovane promessa, come Justin Jackson o Jalen Brunson. L’uno ha fatto intravedere del buon potenziale nei suoi due anni tra i Sacramento Kings e la sua squadra attuale, mentre il rookie, ex campione NCAA con Villanova, ha fatto bene in uscita dalla panchina in questa stagione, e ha davanti a sé altri 3 anni del suo contratto da matricola.

Insomma, i mezzi per concludere la trattativa sarebbero in possesso di Dallas. Resta da vedere se Houston sarà interessata ad ascoltare le proposte che arriveranno dalla città vicina.

Houston Rockets, Daryl Morey “aggressivo” sul mercato, rivoluzione in vista?

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Gli Houston Rockets pronti a mosse radicali? Come riportato da Adrian Wojnarowksi di ESPN, il general manager dei Rockets Daryl Morey sarebbe pronto a mettere pesantemente mano al roster attuale, nel tentativo di migliorare la squadra.

Fonti riportate da Wojnarowski riferiscono di un Morey “aggressivo” sul mercato, e pronto a mettere in discussione praticamente ogni pezzo della squadra allenata da coach Mike D’Antoni con la sola eccezione dell’MVP in carica James Harden, con lo scopo di rimodellare una squadra pronta a lottare di nuovo per il titolo NBA.

Persino Chris Paul, al secondo anno di un ricco contratto quadriennale da 158 milioni di dollari complessivi, potrebbe essere considerato sacrificabile in caso di offerta vantaggiosa. Come riportato da Marc Stein del NY Times, Clint Capela è uno dei giocatori su cui i Rockets avrebbero raccolto maggior interesse in giro per la lega. Il lungo svizzero è – al pari di Paul – fresco di ricco rinnovo contrattuale.

Dopo aver blindato la posizione di D’Antoni, gli Houston Rockets hanno provveduto a smantellare lo staff tecnico, non rinnovando il contratto di Jeff Bzdelik, e dando il benservito agli assistenti Mitch Vanya e Roy Rogers ed al video-coordinator John Cho.

Per la stagione 2019\20, oltre a Paul e naturalmente Harden saranno ancora sotto contratto Eric Gordon, Clint Capela, P.J. Tucker, Gary Clark e Nené (che aveva paventato il ritiro nelle scorse settimane). Le recenti acquisizioni Iman Shumpert, Austin Rivers ed il veterano Gerald Green diventeranno invece free agent.

Pochi giorni fa Shams Charania di The Athletic aveva riportato di tensioni tra James Harden e Chris Paul nei minuti successivi alla sconfitta casalinga di gara 6 delle semifinali della Western Conference contro dei Golden State Warriors privi di Kevin Durant. Tensioni che sarebbero nate e cresciute nel corso della stagione, e che avrebbero riguardato il sistema offensivo di D’Antoni ed il ruolo di Chris Paul.