Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsHouston RocketsI Rockets si liquefano in gara 3, passano ancora i Lakers. Udoka: “Noi orrendi”

I Rockets si liquefano in gara 3, passano ancora i Lakers. Udoka: “Noi orrendi”

di Michele Gibin

In 40 secondi di scempiaggine gli Houston Rockets perdono anche gara 3 in casa contro i Los Angeles Lakers, e si scavano una buca a forma di 0-3 in una serie in cui partivano da favoriti, viste le pesanti assenze in casa gialloviola.

E invece è finito tutto al contrario di come avrebbe dovuto, coi Rockets privi di Kevin Durant per una storta a una caviglia rimediata in gara 2, e che aveva già saltato la prima partita della serie. E anche così, coi Lakers senza Luka Doncic e Austin Reaves e con un LeBron James 41enne a guidare i superstiti, non c’è una ratio del perché Houston non sia riuscita a vincere neppure una partita della serie, persino quando come in gara 3, nonostante una fatica bestiale, ci era di fatto riuscita.

Due palle perse incredibili in 40 secondi di Tari Eason e Reed Sheppard hanno generato due giochi da tre punti di Marcus Smart e LeBron James, dopo che Alperen Sengun in contropiede dopo un recupero aveva fatto 101-95 e la partita sembrava chiusa. Macché. Prima Eason combina un pasticcio, passa il pallone direttamente a Smart contro la pressione a tutto campo dei Lakers e l’ex Celtics si guadagna tre tiri liberi, che manda a bersaglio. Sul possesso successivo LeBron sfila il pallone dalle mani di Reed Sheppard, Rui Hachimura recupera e serve ancora James, il quale rischia di restituire il favore ai Rockets (8 palle perse alla fine per LeBron) ma si salva, tocca per Luke Kennard che non si azzarda a tirare e rimette la forma di parmigiano in mano al suo Re. James finta poi si prende la tripla. E la segna a 13.1 secondi dalla sirena.

I Rockets hanno un’ultima chance ma la sprecano con un tiraccio di Sengun, si va ai tempi supplementari dove Houston riesce a perderla, contro un James con la lingua di fuori dalla fatica e facendosi battere a rimbalzo dal più piccolo in campo, Marcus Smart che uccella gente che ha 10 anni meno di lui, e pure la metà della scaltrezza cestistica (a essere gentili).

112-108 il risultato finale, che è un disastro per i Rockets e un fallimento. Nessuna squadra nella storia dei playoffs NBA ha mai rimontato una serie dallo 0-3 per vincerla e Houston non sarà la prima nell’impresa, questo è certo. Non così, senza neppure sapere se Kevin Durant sarà della partita in gara 4.

Alperen Sengun è l’unico a salvarsi dei suoi, segna 33 punti con 16 rimbalzi e 6 assist con 15 su 27 dal campo e nel quarto periodo quando nessun altro suo compagno vuole saperne di avere il pallone tra le mani, si prende tutte le responsabilità e con la schiacciata del +6 sembra aver risolto tutto. Jabari Smith Jr segna 24 punti ma sparisce nel quarto periodo, Amen Thompson segna 26 punti con 11 rimbalzi ma è una guardia che non tira, e che va a pestarsi i piedi con Sengun. Reed Sheppard è un cataclisma con 6 su 21 dal campo e 4 su 13 da tre, 7 assist e 5 palle perse.

Per la disperazione coach Ime Udoka butta in campo persino la salma di Dorian Finney-Smith (guardate il suo contratto) e Jeff Green (!) mentre osserva i suoi giovani farsi mangiare in testa da Smart, da Jaxson Hayes e Rui Hachimura. E da LeBron James che dopo aver riacciuffato la partita non ne ha più, termina con un paio di spingardate da 8 metri su cui solo maglie gialle arrivano a rimbalzo. Per LBJ sono 29 punti con 13 rimbalzi e 6 assist, e un’altra piccola grande impresa di una carriera infinita.

“Siamo arrivati fin qui per cui ho provato a risolverla, come si dice non è finita finché non è finita” ha detto James “Non abbiamo al momento il lusso di essere né compiacenti né passivi, la nostra mentalità deve essere di giocare partita dopo partita e possesso dopo possesso per vincere, sapendo che margine per l’errore non ce n’è. Abbiamo scoperto negli ultimi giorni di stagione che non avremmo avuto (Doncic e Reaves, ndr) e stiamo imparando sul momento come fare a meno di loro“.

Nel post partita lato Rockets, tocca a coach Udoka provare a spiegare: “Errori tremendi da parte nostra, non so se per paura o per che cosa. Chiaramente siamo deboli nel chiudere le partite, la mole di errori che commettiamo è incredibile e non ce li possiamo permettere. Cosa dobbiamo fare? Crescere, non siamo più quella squadra giovane“.

Udoka non ha voluto poi speculare sulla presenza o meno di Kevin Durant per gara 4, parlando di “progressi” e rimandando la questione alle ore precedenti alla partita di domenica. Che rischia di essere l’ultima della stagione per i suoi Houston Rockets.

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