Cavs-Kevin Love si ascolteranno le offerte: giocatore in uscita

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Cavs-Kevin Love: lavori in corso. Secondo quanto riportato nelle ultime ore da Brian Windhorst di ESPN infatti, il big man della franchigia dell’Ohio, ex campione NBA con LeBron James e Kyrie Irving, ed ultimo rimasto dei big three di Cleveland, potrebbe salutare i Cavs in caso di offerta giusta.

I Cavaliers avrebbero reso disponibile l’ex Twolves per uno scambio, ed aspettano che si faccia avanti qualcuno con un’0fferta interessante.

Cavs-Kevin Love: chi alla finestra?

Se i Cavaliers vogliono privarsi di Kevin Love, chi potrebbe ora mettere in piedi uno scambio con quel contratto che si porta dietro il numero 0?

Love guadagnerà 25 milioni di dollari il prossimo anno, entrando nel primo del nuovo contratto sottoscritto la passata estate. Ed ora cosa è cambiato? I Cavs vogliono rifondare la squadra su giocatori giovani? La scelta è quella giusta, ma è difficile immaginare chi potrà essere disponibile a scambiare una o più scelte future e giocatori giovani per arrivare a Kevin Love, alle prese con qualche infortunio di troppo e con un contratto garantito da qui a quattro anni, e 145 milioni di dollari complessivi.

I Phoenix Suns si erano fatti avanti tempo fa, i Dallas Mavs sono fuori dai giochi dopo la trade che ha portato i Texas Kristaps Porzingis, come i Bulls (che hanno Lauri Markkanen).

Le franchigie con maggiore spazio salariale e giocatori da scambiare potrebbero non farsi avanti allora. Giusto scambiarlo o meglio tenerlo per fondare con lui la squadra del futuro, ripartendo da zero, anzi dal numero zero?

Cavs, Lindsay Gottlieb di California nuova assistente di coach John Beilein

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Lindsay Gottlieb, ex allenatrice di California nella NCAA, è nuovo assistente allenatore dei Cleveland Cavs.

La notizia è stata riportata da Adrian Wojnarowksi di ESPN. Gottlieb è stata per 8 anni a capo della panchina delle Golden Bears, squadra con cui ha raggiunto per 7 volte la qualificazione al torneo NCAA (una Final Four nel 2013).

Prima di California, Linsday Gottlieb aveva trascorso 3 anni a UC Santa Barbara, raggiungendo il Torneo NCAA al primo anno da capo allenatrice nel 2008.

Ai Cleveland Cavs, Gottlieb entrerà a far parte dello staff di un altro ex allenatore NCAA, John Beilein, per 12 stagioni sulla panchina dei Michigan Wolverines e di recente subentrato a coach Larry Drew.

Dopo un solo primo incontro con lei” Così coach Beilein “Mi è stato subito chiaro che (Gottlieb, ndr) si sarebbe presto trovata alla perfezione con il resto dello staff e con i giocatori. Non vedo l’ora di vederla mettere a frutto i suoi anni di esperienza maturati al college e la sua visione di pallacanestro nel nostro staff“.

Con l’arrivo di Lindsay Gottlieb nella NBA, che segue di qualche giorno la nomina del’ex giocatrice WNBA Swin Cash quale Vice President of Basketball Operations dei New Orleans Pelicans, si fa sempre più folta la presenza di esponenti del movimento cestistico femminile nella maggiore lega americana.

Durante la stagione 2018\19,  l’ex giocatrice delle Washington Mystics Kristi Toliver ha ricoperto il ruolo di assistente allenatore agli Washington Wizards di coach Scott Brooks, mentre Kelly Krauskopf degli Indiana Pacers è diventata la prima assistente GM NBA della storia.

Ai Cavs, Beilein, Gottlieb e J.B. Bickerstaff – ex capo allenatore dei Memphis Grizzlies – formeranno dalla prossima stagione uno staff tecnico del tutto nuovo: “A livello personale, sono onorata di avere la possibilità di rappresentare un modello per le giovani donne, spero che il mio esempio possa ispirarle a seguire con fiducia i propri sogni e le proprie aspirazioni, ed a trasformarle in realtà“.

L’obiettivo è quello di avere una soluzione quanto più vicina al 50% di presenze uomo-donna nelle prossime promozioni” Così nelle settimane scorse il Commissioner NBA Adam SilverPer gli arbitri così come per gli staff tecnici e gli allenatori. Anche in questo settore non c’è alcun motivo che precluda una presenza femminile“.

Steph Curry torna alle finals 2016 e a “the stop” di Kevin Love: “Sbagliai io”, lui: “Sicuro?”

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Come solo i veri appassionati sanno, dopo “the block” e dopo “the shot”, le due giocate che decisero per i Cleveland Cavaliers le finali NBA 2016, venne “the stop“, la grandissima difesa uno vs uno di Kevin Love su Steph Curry, che con circa 40 secondi sul cronometro della partita di gara 7 tentava di liberarsi per il tiro da tre punti del possibile pareggio.

In quell’azione, Love – più alto, lento e pesante di Steph – riuscì a rimanere per 10 secondi davanti all’MVP in carica, negandogli per due volte un buon tiro e forzandolo ad un tentativo fuori equilibrio allo scadere dei 24 secondi.

E su quell’azione è tornato il diretto interessato, tre anni più tardi ed in questi giorni di NBA Finals per i Golden State Warriors.

Ogni volta che riguardo quell’azione mi dico che avrei facilmente potuto girare attorno a LoveCosì Curry a Jackie McMullan di ESPNAvrei potuto segnare due punti facili e poi avremmo potuto difendere sul possesso successivo, riavere il pallone, e poi avrei potuto segnare un altro tiro per vincere il titolo“.

Invece mi sono accontentato, ho voluto fare l’eroe con un tiro che ero convinto di poter segnare. Un tiro fuori controllo, e che ci è costato un titolo NBA

Steph Curry chiuse quella gara 7 con soli 17 punti a referto (6 su 19 al tiro), ed i pur leggendari Golden State Warriors diventarono la prima squadra nella storia delle finali NBA a perdere una serie dopo essere stati in vantaggio per 3-1.

Il secondo protagonista della storia, Kevin Love, non ha esitato a replicare in maniera ironica ma comunque “piccata” a Steph Curry, via Twitter. Love ha isolato e postato sul proprio account una clip di “the stop”, commentata dalle parole di Steph “avrei potuto facilmente segnare due punti…“, e sottolineando il passaggio “facilmente”:

J.R. Smith, ennesimo rumors: Miami Heat interessati ad una trade?

dieci giocatori

I rumors attorno a JR Smith, in questa stagione, non hanno mai smesso di circolare. All’inizio del campionato, infatti, la guardia dei Cavs fu pubblicamente scaricata dalla sua attuale squadra, e fu successivamente accostato a numerose squadre. Gli ultimi della lista, nello specifico, sembrerebbero i Miami Heat, i quali potrebbero essere disposti ad impostare una trade per arrivare al campione NBA 2016.

JR SMITH: I RUMORS SU UN EVENTUALE TRATTATIVA CON IL TEAM DELLA FLORIDA

L’ex guardia dei Nuggets è in Ohio dal 2015

Stando a quanto riferito da The Athletic e Bleacher Report, in particolare, la squadra guidata da Pat Riley appare interessata ad uno scambio con i Cavaliers al fine di sbarazzarsi, per l’occasione, di diversi contratti pesanti in vista della prossima off-season. Inoltre, al seguito del ritiro di Wade, gli Heat stanno cercando un sostituto in grado di ricoprire il ruolo di guardia di riserva: incarico che, nonostante gli ultimi due anni molto negativi, l’ex Knicks potrebbe degnamente ricoprire.

Nell’annata 2018-2019, il classe 1985 ha disputato senza ombra di dubbio il suo peggior campionato in carriera, come ben delineano le sue cifre raccolte in appena 11 partite compiute.

  • 6,7 punti
  • 1,6 rimbalzi
  • 1,9 assist
  • 34,2 FG%
  • 30,8 3P%
  • 80,0 FT%

Nonostante ciò, comunque, per Smith la franchigia della Florida potrebbe rappresentare l’ultimo treno per rilanciarsi come uomo chiave, riacquistando quella fondamentale importanza che il nativo di Freehold aveva assunto nei suoi primi anni di militanza a Cleveland. La stessa squadra che, lo scorso ottobre, fu ampiamente criticata dal veterano 33enne per il suo atteggiamento remissivo e perdente.

Qui non si gioca per vincere. L’obiettivo, a mio avviso, sembra quello di perdere il più possibile per poter ottenere una scelta al prossimo draft, in modo tale da ricostruire lentamente la franchigia

Aldilà di ogni singola considerazione, una cosa è certa: qualora questa trattativa andasse effettivamente in porto, Miami avrebbe nelle sue mani una scommessa che potrebbe ancora riservarci delle piacevoli sorprese.

Dan Gilbert, proprietario dei Cavs, in ospedale dopo un infarto

dan gilbert cavs

Dan Gilbert, proprietario dei Cleveland Cavs, è stato ricoverato in ospedale nella mattinata di domenica per un infarto, come rivelato da Quicken Loans, la compagnia di proprietà di Gilbert.

Il 57enne Gilbert sarebbe ricoverato al Beaumont Hospital di Royal Oak, nell’area cittadina di Detroit.

Nelle prime ore del mattino, Dan Gilbert si è recato all’ospedale dopo aver accusato sintomi riconducibili ad un principio d’infarto“. Così Quicken Loans in un comunicato “Mr Gilbert ha ricevuto immediate cure mediche e le sue condizioni non destano al momento preoccupazione (…) la famiglia chiede il massimo riserbo in questo momento difficile“.

Dan Gilbert è proprietario dei Cleveland Cavs dal 2005, sotto la sua guida i Cavaliers hanno raggiunto 5 volte la finale NBA, ed hanno vinto un titolo nel 2005.

Nella giornata di lunedì, i Cleveland Cavaliers hanno diramato un comunicato ufficiale, in cui si annuncia che Dan Gilbert “è vigile, risponde bene alle cure e sta recuperando” dopo il grande spavento.

Cavs, Dan Gilbert: “Gran colpo la trade di Irving, Kyrie lascerà i Celtics”

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Dan Gilbert, proprietario dei Cleveland Cavaliers, è un tipo orgoglioso.

Dopo l’addio di LeBron James nel 2010, l’anno della pacchiana “The Decision“, Gilbert promise a caldo che i suoi Cavs “avrebbero vinto un titolo prima del cosiddetto King James”, salvo poi fare marcia indietro nei mesi ed anni successivi.

Gli dei del basket risarcirono nel 2011 i traditi Cavaliers con la prima scelta assoluta al draft NBA e Kyrie Irving da Duke, l’uomo che nel cuore dei tifosi avrebbe preso il posto di LeBron James, volato in Florida.

James che – come noto – sarebbe ritornato quattro anni più tardi per completare l’opera e portare a Cleveland uno storico titolo NBA e ben quattro finali consecutive. Un Kyrie Irving sempre più a disagio nel ruolo di spalla di lusso del Re finì nell’estate del 2017 per chiedere ai Cavaliers di essere ceduto, di essere lasciato libero di poter brillare di luce propria altrove.

Due anni malcontati dopo la trade che spedì Kyrie Irving ai Boston Celtics in cambio di Isaiah Thomas, Jae Crowder, Ante Zizic ed una scelta al draft tramutatasi in Collin Sexton da Alabama, Dan Gilbert si dice convinto di aver messo a segno un grande colpo con quell’operazione di mercato.

Fummo costretti a cedere Kyrie (Irving, ndr), e quello fu il momento adatto: chi avrebbe voluto in giocatore prossimo alla scadenza contrattuale, senza assicurazioni di rinnovo? Se avessimo aspettato saremmo rimasti a mani vuote“.

Dei tre giocatori coinvolti nella trade, il solo Zizic indossa ancora la maglia dei Cavs. Il general manager della squadra Koby Altman ha adoperato i contratti di Jae Crowder e degli altri veterani (George Hill, Derrick Rose, Kyle Korver) per ottenere scelte future e lanciare la ricostruzione della franchigia una volta terminata – stavolta per sempre – l’era LeBron James.

Dan Gilbert, che di certo può sostenere di conoscere Kyrie Irving meglio di tanti addetti ai lavori, è dell’opinione che il 6 volte All-Star finirà per lasciare i Boston Celtics:

Non posso dirlo con certezza, ma credo che Kyrie se ne andrà, che lascerà Boston. Se guardiamo a quella trade, ed al rischio che abbiamo corso di perderlo per nulla, direi che Koby (Altman, ndr) ha fatto un gran bel colpo

Cleveland Cavs, J.B. Bickerstaff nuovo associate head coach, affiancherà Beilein

cleveland cavs bickerstaff

I Cleveland Cavs portano in squadra J.B. Bickerstaff, ex capo allenatore dei Memphis Grizzlies. Avrà il ruolo di “associate head coach” del neo capo-allenatore John Beilein.

A riportare la notizia è Adrian Wojnarowski di ESPN. Bickerstaff era stato licenziato dai Grizzlies a fine stagione ad aprile dopo una second annata negativa in Tennessee e la partenza via Toronto di Marc Gasol, storica colonna della squadra.

Nelle scorse settimane, Bickerstaff – figlio dell’ex allenatore di Seattle SuperSonics e Washington Bullets\Wizards Bernie Bickerstaff – aveva avuto contatti con Philadelphia 76ers, Los Angeles Lakers e Sacramento Kings per un ruolo di assistente allenatore, ma avrebbe preferito la soluzione Cleveland dopo un colloquio con Koby Altman.

Ai Cleveland Cavs Bickerstaff affiancherà coach Beilein, ex allenatore dell’università di Michigan con alle spalle ben 41 stagioni NCAA, nella fase di transizione alla NBA. Prima dell’approdo ai Memphis Grizzlies, J.B. Bickerstaff aveva ricoperto per una stagione (2015\16) il ruolo di capo allenatore degli Houston Rockets, dopo la cacciata a novembre 2015 di Kevin McHale.

Draft Cleveland Cavaliers, Kevin Porter Jr il più quotato

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I Cleveland Cavaliers, dopo la più che deludente draft lottery di questa settimana, avranno la quinta scelta al draft NBA 2019, e sono due i nomi più caldi per la squadra del neo head coach John Beilein: Kevin Porter Jr. di USC e Bol Bol di Oregon, come riportato da Chris Fedor di Cleveland.com.

Cleveland Cavaliers e le opzioni per il draft

Dopo aver trovato il nuovo allenatore, i Cavs potrebbero avere già le idee chiare su chi potrebbe essere scelto al prossimo draft, dopo la lottery che ha visto quasi sicuramente sfumare i vari Zion Williamson, Ja Morant e R.J. Barrett.

Oltre a Porter e Bol Bol, gli altri nomi papabili sono quelli di Darius Garland di Vanderbilt, DeAndre Hunter di Virginia, Jarrett Culver di Texas Tech e Cameron Reddish di Duke.

Bol Bol e Kevin Porter Jr. sembrano sembrano i nomi più gettonati, con Cleveland che parrebbe disposta ad assumersi il rischio di scegliere tra 2 giocatori (Bol Bol e Porter) che sono sicuramente tra i primi 10 migliori talenti, ma che potrebbero rivelarsi dei flop. I Cavs infatti, hanno già parlato con Kevin Porter Jr lo scorso mercoledì, e sperano di portarlo a Cleveland per un allenamento pre-draft nelle prossime settimane.

La stagione di Kevin Porter Jr e Bol Bol

Kevin Porter Jr, 19 anni, è stato sospeso nella passata stagione a causa di un “problema di condotta personale” a USC, ed ha anche avuto a che fare con degli infortuni nell’anno da freshman, che non gli hanno permesso di dimostrare il suo potenziale.

Il nativo di seattle, ha viaggiato ad una media di 9.5 punti a partita, tirando con il 47.1% da 2 punti e con il 41.2% da 3 punti in 21 gare disputate. Ha anche mostrato lampi del suo vero potenziale, come nella partita valida per i quarti di finale del torneo della Pac-12, dove ha messo a referto 17 punti contro Washington nella sua ultima partita di college.

Bol Bol, invece, non ha ancora rilasciato alcuna intervista e non ha potuto allenarsi visto l’infortunio al piede dello scorso dicembre, che lo ha tenuto fuori per il resto della stagione. Il figlio del grande Manute Bol Ha partecipato però alle misurazioni dei giocatori del Draft Combine di Chicago. In sole 9 partite disputate ad Oregon, Bol ha fatto segnare 21.0 punti, 9.6 rimbalzi e 2.7 stoppate di media, con il 56.1% da 2 punti e con il 52% da 3 punti.

John Beilein sull’offerta dei Cavaliers: “Proposta che non potevo rifiutare”

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Dopo 12 anni passati sulla panchina dei Michigan Wolverines, e 41 stagioni NCAA, coach John Beilein ha deciso che era giunto il tempo per lui di fare il grande salto nella NBA.

Così ha deciso di accettare la proposta dei Cleveland Cavaliers per il ruolo di head coach della franchigia.

John Beilein sull’offerta dei Cavaliers e sulla sua decisione di fare il grande salto

‘Non c’è mai un buon momento per lasciare” Così il nuovo allenatore dei Cavs ”È tutta una questione di scelte e di opportunità. Non sai quando arriverà la chiamata e non sai se è quella giusta. Puoi andare nella NBA troppo presto oppure arrivarci troppo tardi, anche perché non sai mai quando arriva la chiamata per te. Questa era un’opportunità molto importante per me e non potevo lasciarmela sfuggire. Era la cosa giusta da fare”.

Beilein è considerato come uno dei migliori coach in fase offensiva, a livello collegiale, tanto che con il suo gioco votato all’attacco e spregiudicato ha ristabilito i Wolverines tra gli atenei più importanti a livello nazionale.

Ora dovrà riuscire in una magia simile a quella fatta a Michigan nell’Ohio. I Cavaliers, infatti, vengono da una stagione con 19 partite vinte e 63 perse, nella prima annata post LeBron James. Il coach 66enne, però, si dice fiducioso e pronto a questa nuova, anche se difficile, avventura:

Abbiamo buoni giovani, su cui si può lavorare bene, abbiamo un giocatore del calibro di Kevin Love, che sa come si vince un titolo, e abbiamo qualche veterano che ha già alzato al cielo dei trofei. Ho già parlato con tutti i giocatori, l’anno scorso, anche se è stata dura per tutti, hanno imparato molto. Tutti si alleneranno e cresceranno quest’estate così da iniziare il prossimo anno con entusiasmo, spirito e ottimismo“.

John Beilein su Love, sui i giovani e sul futuro dei Cavaliers

L’ormai ex allenatore di Michigan vede un grande potenziale in una squadra che presenta, oltre al’All-Star Kevin Love, un pacchetto di giovani promettenti come: Collin Sexton, Larry Nance Jr. e Jordan Clarkson. I Cavaliers hanno anche la due scelte al primo giro al prossimo draft, la numero 5 e la numero 26, arrivata via trade da Houston.

Beilein, che viene dal mondo dei college, oltre a conoscere i volti del suo nuovo front office dovrà imparare il linguaggio e le regole (scritte e non scritte) della NBA.

Devo imparare in fretta il linguaggio NBA che è ovviamente diverso da quello a cui sono abituato io. Questo è fondamentale per iniziare una buona relazione con i miei giocatori e costruire una cultura cestistica solida”.

Il 66enne di New York aveva avuto contatti già l’anno scorso con una squadra NBA, i Detroit Pistons, ma la trattativa non andò in porto. L’opportunità di aiutare a ricostruire i Cavaliers, era per Beilein una di quelle che l’ex coach di Michigan non poteva lasciarsi scappare.

Penso che abbiamo tanti giovane talenti, abbiamo un ottimo front office e un’All-Star. Se si mischia bene il tutto, con l’arrivo di qualche altro veterano in estate cresceremo tutti insieme, siamo sulla buona strada per rinascere”.

John Beilein: una carriera di 41 anni al college che gli è valsa la panchina dei Cavaliers

Beilein è l’allenatore con il maggior numero di partite vinte sulla panchina di Michigan, il suo record personale è di 278-150.

Nel 2007 prese le redini di un college che mancava alla “March Madness” dal 1998 e lo ha portato al torneo NCAA per ben 9 volte negli ultimi 12 anni. In queste 9 presenze al torneo, i Wolverines sono arrivati due volte alle Sweet 16, una volta alle Elite Eight e due volte in finale (perdendole entrambe con Louisville nel 2013 e Villanova nel 2018). A completare il tutto ci sono stati i due titoli della Big Ten (nel 2012 e 2014) e i due titoli di Conference (nel 2017 e 2018).

Michigan è stato il college più blasonato in cui John Belein ha allenato, ma il coach nativo di New York si è tolto grandi soddisfazioni anche con le università di Canisius, Richmond e West Virginia. In totale vanta ben 829 partite allenate in 41 stagioni NCAA.

Tra i giocatori più importanti che Beilein ha allenato ci sono le guardie dei Mavs Trey Burke e Tim Hardaway Jr, l’ala dei Cavaliers Nik Stauskas (che ritroverà a Cleveland) e il lungo tedesco dei Lakers Moe Wagner. L’ultimo prospetto lanciato ai piani alti da Belein potrebbe esser il lituano Iggy Brazdeikis, che è in lizza per il draft di quest’anno e che molti “mock draft” danno a metà del secondo giro.

John Beilein è il nuovo allenatore dei Cleveland Cavaliers

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Dopo settimane di ricerche anche i Cleveland Cavaliers hanno un nuovo allenatore: si tratta di John Beilein, ormai ex head coach di Michigan.

Secondo quanto riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, Beilein ha raggiunto un accordo sulla base di cinque anni di contratto. Il sessantaseienne siederà dunque sulla panchina della franchigia dell’Ohio, dopo ben 12 stagioni su quella di Michigan.

Beilein, che già lo scorso anno era stato inserito tra i candidati per il ruolo di allenatore di Orlando Magic e Detroit Pistons; avrebbe trovato l’intesa con la dirigenza dei Cavs già nella giornata di domenica.

 

Cleveland Cavaliers, Ettore Messina e Ime Udoka in corsa per la panchina

Il nuovo head coach dei Cleveland Cavaliers potrebbe arrivare dai San Antonio Spurs. La dirigenza dei Cavs ha infatti ottenuto il permesso per intervistare Ettore Messina e Ime Udoka, entrambi assistenti di Gregg Popovich sulla panchina della squadra texana.

Per Ettore Messina e Ime Udoka potrebbe quindi giungere finalmente la consacrazione definitiva nella lega americana, dopo averla sfiorata diverse volte in passato. Messina, che può contare su una grande esperienza dovuta anche al periodo trascorso con la nazionale italiana; era stato preso in considerazione dai Sacramento Kings prima dell’approdo di Luke Walton in California.

Udoka, agli Spurs dal 2012, è stato invece al centro dei rumors la scorsa estate, durante la quale aveva ottenuto l’interesse dei Toronto Raptors ed i Detroit Pistons, prima che queste due franchigie scegliessero di puntare rispettivamente  su Nick Nurse e Dwane Casey

Cleveland è alla ricerca di un nuovo allenatore in seguito alla risoluzione contrattuale con Larry Drew. Sono stati accostati in molti alla franchigia dell’Ohio, tra cui J.B. Bickerstaff, Juwan HowardeJordi Fernandez. 

La decisione riguardo al nuovo capo allenatore dovrebbe giungere in seguito alla Draft Lottery del prossimo 14 maggio, in cui i Cavs hanno grandi possibilità di ottenere una primissima scelta, dopo aver collezionato un record di 19-63 nella regular season.

 

Cleveland Cavaliers, per la panchina spunta il nome di Jordi Fernandez

I Cleveland Cavaliers si stanno muovendo per sistemare il ruolo di capo allenatore. Dopo alcune voci riguardanti J.B. Bickerstaff, secondo altre indiscrezioni la franchigia dell’Ohio avrebbe ottenuto l’ok dai Denver Nuggets per discutere con l’attuale assistente allenatore Jordi Fernandez.

Cleveland Cavaliers, non solo Fernandez per la panchina?

Kevin Love, stella di Cleveland dalla partenza di LeBron James lo scorso anno.

In particolare, stando a quanto riferito da Chris Fedor di Cleveland.com, il front office dei Cavaliers ha ottenuto l’autorizzazione ad intervistare l’assistente spagnolo, ma non è stata fissata alcuna data, nel rispetto degli impegni di playoffs della franchigia del Colorado, ancora in competizione nelle semifinali di Conference contro i Portland Trail Blazers.

Fernandez, 36 anni, è a Denver dal 2016. In precedenza, ha lavorato dal 2009 al 2013 come player development coach proprio per conto dei Cavaliers, valorizzando tra gli altri giocatori del calibro di Kyrie Irving, Tristan Thompson e Dion Waiters. Tra il 2013 e il 2016, poi, lo spagnolo ha guidato come head coach i Canton Charge, squadra satellite di G-League dei Cleveland Cavs. Sul suo conto, diverse sono state le opinioni positive, come dimostra quanto dichiarato da Mike Gansey. assistant general manager di Cleveland.

Chiunque entri da quella porta, Fernandez sa come comportarsi. E’ un elemento davvero prezioso.

Nonostante questo, comunque, l’assistant coach dei Nuggets non è l’unico candidato alla panchina dei Cavaliers. Altri nomi sono in lizza per il ruolo di capo allenatore, tra questi il già citato Bickerstaff, ex coach dei Memphis Grizzlies, Alex Jenson, assistente degli Utah Jazz e Jamahl Mosley, dello staff dei Dallas Mavericks. Quest’ultimo, in particolare, sembrerebbe aver lasciato ottime impressioni, tanto da essersi guadagnato un secondo colloquio nelle prossime settimane.