Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBoston Celtics Mitchell e i Cavs fanno 1-1. E i Celtics sono vulnerabili senza tiro da tre

Mitchell e i Cavs fanno 1-1. E i Celtics sono vulnerabili senza tiro da tre

di Michele Gibin
celtics cavs gara 2

Come successo contro Miami al primo turno, i Boston Celtics si fanno scappare gara 2 in casa nella serie contro i Cleveland Cavs, che un grande Donovan Mitchell da 29 punti impattano sull’1-1.

Al TD Garden termina 118-94. I Celtics incappano in una serata artica al tiro da tre punti, e inusuale per le loro abitudini. 8 su 35 dalla lunga distanza con 13 errori su 14 tentativi di Jaylen Brown e Derrick White. Boston cede nettamente nel secondo tempo in cui segna appena 40 punti e i Cavs prendono il largo (102-83 a inizio quarto periodo).

I Cavaliers sono ancora senza Jarrett Allen ma trovano la miglior partita in attacco di questi playoffs. Segnano 13 triple, Caris LeVert dalla panchina segna 21 punti così come Evan Mobley che ci aggiunge 10 rimbalzi, tutto il quintetto titolare va in doppia cifra con 12 punti di Isaac Okoro e 14 di Darius Garland. Mitchell riempie il suo tabellino con 7 rimbalzi, 8 assist e 10 su 19 dal campo con 5 su 7 da tre.

Senza Kristaps Porzingis alla difesa di Boston manca un rim protector. Cleveland non era riuscita a approfittarne in gara 1 ma nella seconda partita la musica cambia, soprattutto perché gli esterni dei Celtics, Holiday, White e Brown, faticano a contenere le penetrazioni. Garland, Mitchell, LeVert e anche Max Strus eseguono, Mobley trova punti e schiacciate facili.

I Celtics rispondono nel secondo quarto con 30 punti ma Cleveland sa di aver trovato un punto di cedimento. Mitchell continua a attaccare i cambi difensivi con Sam Hauser, Payton Pritchard e White e LeVert spinge la transizione offensiva. La difesa dei Celtics sceglie poi di passare dietro ai pick and roll di garland e si espone al tiro da fuori dell’ex Vanderbilt, che non esita e chiuderà con 4 su 5. Cleveland costruisce così un vantaggio di 10 punti e le percentuali dei Celtics nel frattempo si inabissano, ancora Mitchell sigilla il terzo periodo con un buzzer beater da tre per il 90-78 Cavs.

Mitchell e Pritchard aprono il quarto periodo con due triple, ma Boston ha finito le energie per gara 2. Sempre l’ex star di Utah attacca un Al Horford troppo lento per avere speranze, Joe Mazzulla prova a pescare Xavier Tillman dalla panchina ma non può essere l’ex Grizzlies la risposta in difesa. Un tiro da tre di Strus fa 102-83 Cleveland e chiude i conti con ancora 8 minuti da giocare.

E’ sempre bello vincere fuori casa ma è solo una partita” così Donovan Mitchell dopo gara 2 “Ora dobbiamo sfruttare il nostro fattore campo, proteggere casa nostra. Io? Faccio tutto quello che serve per vincere, a volte con gli assist, a volte con i punti. Tutto ciò che occorre. Stasera abbiamo fatto bene tante cose“. Mitchell ha segnato 23 punti nel secondo tempo.

La differenza per Mitchell in gara l’ha fatta anche la difesa di Evan Mobley, che ha battuto a rimbalzo i lunghi di Boston e contenuto gli esterni. Contro di lui i Celtics hanno rimediato appena un 8 su 21 dal campo. “Lì è al suo meglio, quando può proteggere l’area. Stasera ha dovuto difendere tanto anche sulle loro guardie e ha saputo contestare tanti tiri e layup. Non è facile attaccare un difensore come lui e in più ci ha dato tanto in attacco“.

Non è la prima volta che i Cavs sorprendono i Celtics in stagione, a marzo Boston perse a Cleveland una partita in cui era in vantaggio di 20 punti nel quarto quarto. Jaylen Brown ha bollato gara 2 come “una brutta partita, in cui abbiamo tirato male. In difesa siamo stati inaccettabili, davvero deludente per noi. 118 punti concessi e abbiamo pure perso a rimbalzo. Ci siamo fatti del male da soli“.

Non possiamo pretendere di vincere tutte le partite di 25 punti e lo sappiamo” così Jayson Tatum “Anche se gli altri pensano che dovremmo vincere sempre. Ci sono solo buone squadre arrivati a questo punto, sono i playoffs. Ma risponderemo al meglio, quest’anno abbiamo perso appena 16 volte e abbiamo sempre risposto dopo una sconfitta“.

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