Al Horford: tre franchigie pronte a farsi avanti per la sua firma

Al Horford

Il futuro di Al Horford potrebbe essere davvero lontano dai Boston Celtics: il centro non ha esercitato la player option da circa 30.1 milioni di dollari nel suo contratto, aspirando alla firma di un nuovo accordo quadriennale (come puntualizzato da Bleacher Report) Accordo che però la franchigia del Massachusetts sembra restia a concretizzare, per questo ora l’ex Atlanta Hawks è pronto a guardarsi intorno e ad affrontare una nuova avventura.

Alcune franchigie sono pronte a farsi avanti per lui: come riportato da Kevin O’Connor, i Dallas Mavericks e i due team di Los Angeles, Lakers e Clippers, potrebbero essere interessati alla sua firma.

Questo inizio di off-season si è rivelato alquanto movimentato per i Celtics, che rischiano di perdere sia Kyrie Irving che, appunto, Horford. Danny Ainge dunque dovrà eventualmente rivedere la strategia del team. Cambio di casacca possibile, se non probabile, per Horford, che a Boston ha trascorso le ultime tre stagioni della sua carriera. 13.6 punti, 6.7 rimbalzi e 4.2 assist le medie dell’ultima regular season, nella quale ha disputato in tutto 68 partite.

Nella giornata di martedì Shams Charania di The Athletic aveva riferito di una squadra pronta “ad affrontare scenari imprevisti”, ed un futuro del quale ne Kyrie Irving (sempre più disconnesso dagli ambienti Celtics) ne Al Horford faranno parte.

Horford aveva lasciato tre anni fa Atlanta in direzione Boston, firmano un quadriennale da 113 milioni di dollari complessivi.

Dirk Nowitzki si gode il ritiro: “Un sogno, mangio e bevo quanto mi pare!”

Dirk Nowitzki

Da buon texano d’adozione, il tedesco Dirk Nowitzki ha avuto l’onore del primo lancio in una delle partite settimanali dei Texas Rangers della MLB.

L’evento è stata l’occasione per “WunderDirk”, ritiratosi lo scorso aprile dopo una carriera leggendaria, spesa interamente con la maglia dei suoi Dallas Mavericks, per parlare della sua vita da “pensionato”, e dei progetti per il futuro di uno dei più grandi giocatori di pallacanestro della sua epoca.

Sono sicuro che il futuro mi riserverà un’altra sfida” Così Nowitzki “Vedremo. Ora voglio dedicarmi a tutte quelle cose che per 20 anni non ho potuto concedermi, e col passare del tempo sentirò sicuramente il bisogno di una nuova sfida“.

Il presente di Dirk è fatto di visite ai genitori nella natia Germania, con famiglia e figli al seguito, comparsate ad eventi sportivi nella sua Dallas (come testimoniato dall’agghiacciante tiro dal dischetto tentato prima di una partita del FC Dallas della MLS), ed.. eccessi alimentari.

Il ritiro? E tutto quello che ho sempre sognato: posso bere e mangiare tutto quello che mi pare, mangio tutto quello che mi passa davanti agli occhi! Sicuramente riprenderò a tenermi in forma presto o tardi, per ora non è una cosa a cui penso, sono proprio in vacanza da due mesi“.


Una vacanza meritata, per Nowitzki. 21 stagioni NBA, un titolo vinto e due finali NBA giocate, un premio di MVP (2007), 14 convocazioni all’All-Star Game, due medaglie mondiali ed europee con la nazionale tedesca, il sesto posto nella classifica marcatori NBA ogni epoca, ed onori in quantità.

Nel giorno del suo ritiro, il proprietario dei Dallas Mavericks Mark Cuban aveva promesso a Dirk un posto in squadra in qualsiasi momento ed in qualsiasi veste. Nowitzki ci penserà al momento opportuno, dopo aver superato quel comprensibile momento di adattamento ad una vita più tranquilla, dopo 21 stagioni (senza considerare la breve carriera europea che precedette l’arrivo in America) vissute al massimo.

Quando si è così impegnati a vincere, a pensare alla prossima partita” Continua Dirk Nowitzki “Non è proprio possibile fermarsi a riflettere, a pensare a quante persone, a quante storie hai conosciuto in 20 anni“.

Dwight Powell-Mavericks: per l’ala canadese pronto il rinnovo da 55.2 milioni in 4 anni

dwight powell mavericks

Circa tre settimane fa era stata resa nota la scelta dell’ala dei Dallas Mavericks Dwight Powell, di rifiutare la player option presente nel suo contratto. Dopo il no dell’ex Celtics, la franchigia texana, ha allora deciso di offrire un max contract a Dwight (fonte Tim MacMahon di ESPN).

Powell-Mavericks in arrivo il maxi rinnovo

I Mavs, dopo il rifiuto del nativo di Toronto, si sono visti costretti a mettere sul tavolo un contratto da 55.2 milioni di dollari totali in 4 stagioni (13.8 milioni l’anno). La scelta (forse eccessiva?) del front office del team di Mark Cuban di non aspettare la free agent per trattare nuovamente con il giocatore, è dettata dall’intenzione di evitare la concorrenza delle altre franchigie NBA per Powell.

Il numero 7 dei Mavericks, infatti, dalle 18 del prossimo 30 giugno avrebbe potuto ascoltare le offerte e firmare con qualunque altra squadra.

L’ex Stanford fu scelto dagli Charlotte Hornets con la scelta numero 45 del draft del 2014. Nel dicembre di quello stesso anno era arrivato a Dallas via trade, in uno scambio che coinvolse Rajon Rondo, che finì ai Mavs. Il canadese nel 2016 firmò un triennale da circa 9 milioni l’anno, con l’opzione giocatore sulla quarta stagione.

In questa ultima stagione Dwight Powell ha disputato la sua miglior annata da quando gioca nella massima lega americana. Il 27enne di Toronto ha viaggiato a una media di 10.6 punti, 5.3 rimbalzi, 1.5 assist e 0.7 stoppate a partita. Molto buone anche le percentuali al tiro di Powell che in quest’annata ha concluso con il 70% dal campo e il 31% da oltre l’arco.

Mavericks, Capela può essere l’uomo giusto al fianco di Porzingis?

Nella giornata di ieri si è diffusa la voce, tramite un twitt di Adrian Wojnaroski, secondo cui l’intero roster degli Houston Rockets sarebbe sul mercato. Il general manager dei texani, Daryl Morey, sarebbe pronto ad ascoltare proposte per tutti i giocatori sotto contratto, fatta eccezione per il solo James Harden. Nemmeno Chris Paul sarebbe al sicuro, sebbene il suo contratto da circa 40 milioni annui, valevole fino al 2022, ne faccia calare l’appeal.

Ovviamente, nuovi rumors non hanno tardato ad insinuarsi tra i corridoi delle testate giornalistiche d’oltreoceano e degli stessi uffici delle franchigie NBA. Uno dei giocatori più appetibili tra tutti i membri di Houston, a livello di scambi, è certamente Clint Capela. Lo svizzero ha infatti un contratto del valore totale di 90 milioni, in scadenza nel 2023. Cifre importanti, senza dubbio, ma non esagerate, se considerato il livello del giocatore e soprattutto il valore di altri contratti all’interno della lega.

Capela-Mavericks, matrimonio possibile?

Capela è già stato accostato ai Dallas Mavericks, che mancano di un centro di livello. Avevano infatti scambiato, nello scorso gennaio, il loro centro titolare, DeAndre Jordan, per arrivare a Kristaps Porzingis. Proprio con il lettone, l’attuale giocatore dei Rockets potrebbe formare una coppia di lunghi davvero efficace. Sarebbero coadiuvati dal lavoro da point-guard del candidato “Rookie of the year” Luka Doncic.

La soluzione sembrerebbe congeniale per la squadra di Coach Rick Carlisle, che tuttavia dovrebbe prodigarsi per costruire un pacchetto accettabile per i vicini di casa del Texas. La sensazione è che, tolti dalle trattative Doncic e Porzingis, il cui contratto è in scadenza nel prossimo mese, il giocatore a cui Dallas dovrebbe rinunciare sarebbe Tim Hardway Jr. La guardia, arrivata dai New York Knicks nell’ambito dell’affare Porzingis, ha un contratto da 17 milioni annui, valido fino al 2021. Le cifre sarebbero abbastanza simili a quelle di Capela, tali da permettere ai Mavericks una buona base di partenza.

Chiaramente non sarebbe abbastanza, e Dallas dovrebbe aggiungere altri assetti, magari qualche scelta o qualche giovane promessa, come Justin Jackson o Jalen Brunson. L’uno ha fatto intravedere del buon potenziale nei suoi due anni tra i Sacramento Kings e la sua squadra attuale, mentre il rookie, ex campione NCAA con Villanova, ha fatto bene in uscita dalla panchina in questa stagione, e ha davanti a sé altri 3 anni del suo contratto da matricola.

Insomma, i mezzi per concludere la trattativa sarebbero in possesso di Dallas. Resta da vedere se Houston sarà interessata ad ascoltare le proposte che arriveranno dalla città vicina.

Knicks, Steve Mills: “Porzingis ci ha minacciati di tornare in Europa”

Il 31 gennaio scorso i New York Knicks avevano spedito Kristaps Porzingis ai Dallas Mavericks. La squadra con sede al Madison Square Garden aveva ricevuto in cambio del lettone, Courtney Lee e Tim Hardaway Jr un pacchetto composto da Dennis Smith Jr, Wesley Matthews e DeAndre Jordan.

Il giocatore, tuttavia, non è sceso in campo per l’intera stagione 2018/19, a causa del lungo recupero dal crociato rotto nel febbraio 2018. Porzingis non è rimasto tuttavia lontano dalle attenzioni dei media: in questi mesi è emersa un’accusa di stupro risalente ai tempi dei Knicks. Inoltre, di recente sono state diffuse delle immagini che lo ritraggono insanguinato, probabilmente in seguito ad una colluttazione in un locale notturno in patria.

Come se la sua vita mediatica non fosse già abbastanza turbolenta, nella giornata di ieri sono emersi nuovi dettagli riguardo lo scambio che l’ha allontanato da New York. Il presidente dei Knicks, Steve Mills, ha raccontato ad un evento di come sia stato lo stesso Porzingis a forzarne la mano, relativamente alle trattative.

Queste le parole del dirigente:

“Porzingis è entrato nel mio ufficio e dal nulla mi ha detto che voleva essere scambiato, e che altrimenti se ne sarebbe tornato in Europa: <Non ho intenzione di firmare con voi (Il lettone sarà free-agent a luglio, ndr) e vi do 7 giorni per scambiarmi, o me ne tornerò in Europa>.”

Mills ha poi raccontato di come il suo ufficio avesse ricevuto diverse offerte di scambio già da settembre scorso e di come siano stati pronti ad agire immediatamente dopo la sconvolgente minaccia:

“Per fortuna avevamo già tante proposte pronte e ordinate… appena è uscito dal mio ufficio ho fatto partire le chiamate necessarie a scambiarlo”.

Ecco che allora un altro tassello si aggiunge al mosaico della delicata situazione di Porzingis. La sua immagine sta perdendo diversi punti per tutte le questioni che l’hanno investito negli ultimi mesi. Tutto questo non è da sottovalutare, proprio perché tra 40 giorni il suo contratto scadrà. Forse non è così vantaggioso offrire un accordo al massimo salariale ad un giocatore che ha dimostrato di poter creare così tanti problemi extra-campo. Tuttavia, non resta altro da fare se non aspettare e vedere quali saranno le intenzioni dei Mavericks e del resto delle franchigie NBA.

James Ennis III e Dwight Powell saranno free agent, non eserciteranno la player option

james ennis

Sarà un’estate caldissima quella che aspetta James Ennis III, l’ala piccola dei Philadelphia 76ers ha infatti deciso di non esercitare la sua player option da 1.8 milioni e sarà unrestricted free agent.

Stesso discorso vale per l’ala grande dei Dallas Mavericks Dwight Powell, che rinuncerà a 10.2 milioni per diventare anche lui free agent.

Ennis III nel 2018, aveva firmato un contratto di due anni con gli Houston Rockets per poi essere scambiato con i Sixers prima della trade deadline. La capacità di essere decisivo in uscita dalla panchina, su entrambi i lati del campo, ha messo in luce il giocatore californiano che ha fatto registrare 7.5 punti di media in 21 minuti di utilizzo durante i playoffs.

C’è aria di pluriennale quindi, e sarebbe il primo in carriera per Ennis, che ha vestito in carriera 6 maglie diverse in 5 stagioni senza mai trovare una vera e propria casa.

Il contratto firmato da Dwight Powell con i Mavericks risale al lontano 2016. 37 milioni in 4 anni, con l’opzione per uscire dal contratto nel suo ultimo anno, proprio quello che ha deciso di fare il nativo di Toronto. Nella passata stagione con i Mavs ha fatto registrare il suo massimo in carriera per punti segnati. 10.6 punti di media a partita in 21.6 minuti.

Movimentati anche per Powell i primi passi nella NBA: scelto degli Charlotte Hornets al secondo giro nel 2014, scambiato dopo nemmeno un mese ai Cleveland Cavaliers. A inizio stagione ancora una trade ed il trasferimento a Boston con i Celtics.

Boston che poi lo avrebbe incluso nell’affare Rajon Rondo, 3 mesi dopo il suo arrivo. Da qui l’arrivo a Dallas con cui conclude la stagione e firma poi il suo primo contratto pluriennale.

Per James Ennis III è il momento della consacrazione. Per Dwight Powell quello della riconferma, la corsa ai free agent sta per partire.

Dallas Mavericks, occhi su Kemba Walker e Khris Middleton?

Khris Middleton dei Milwaukee Bucks e la star degli Charlotte Hornets Kemba Walker sarebbero gli obiettivi mercato principali dei Dallas Mavericks, come riportato da Marc Stein nel NY Times.

“Atletismo, tiro dalla distanza ed esperienza” gli obiettivi dei Mavs che verranno, che saranno costruiti attorno al talento d’oro di Luka Doncic e Kristaps Porzingis. I Mavericks disporranno in estate di spazio salariale sufficiente per attrarre un grande free agent (circa 45 milioni di dollari), spazio che virtualmente potrebbe permettere al proprietario Mark Cuban di portare a Dallas due giocatori di alto livello.

In estate i Mavs dovranno affrontare inoltre la questione rinnovo di Porzingis, reduce da una stagione di stop dopo il grave infortunio al ginocchio del febbraio 2018. Porzingis è eleggibile per un’estensione contrattuale plurieannale, ed i Mavs hanno già- ovviamente – reso note le proprie intenzioni.

Per la stagione 2019\20 i Mavericks hanno attualmente solo 7 giocatori sotto contratto, mentre incombono le scadenze di giocatori come Dorian Finey-Smith (qualifying offer), Trey Burke e JJ Barea. Sarà difficile per le squadre interessate smuovere Khris Middleton da Milwaukee, squadra in cui l’ex scelta numero 39 al draft NBA 2012 è sbocciato sino a raggiungere lo status di All-Star in questa stagione.

Middleton è giocatore di complemento perfetto per Giannis Antetokounmpo, e tiratore tra in più abili, ed i Bucks saranno con ogni probabilità pronti ad offrire un contratto al massimo salariale al prodotto di Texas A&M.

Diverso il panorama per Kemba Walker. La star degli Hornets ha fallito per la seconda stagione consecutiva l’ingresso ai playoffs, e la situazione salariale compromessa della squadra di Michael Jordan complica ogni operazione di rinforzo del roster. La priorità di Charlotte è ovviamente quella di trattenere Walker, ed i Mavericks dovrebbero confrontarsi con la concorrenza di (almeno) Brooklyn Nets, Los Angeles Lakers e New York Knicks per l’ex stella di UConn.

Coach Dirk Nowitzki? “Perché no? Tra un paio d’anni… mi piacerebbe”

Coach Nowitzki? Non una brutta idea, e qualcosa a cui persino il fuoriclasse tedesco pensa, a pochi giorni dal ritiro dal basket giocato.

Tempo un anno o due… poi mi vedrei bene nei panni dell’allenatore, o del manager” Così Dirk Nowitzki a Die ZeitMi piacerebbe diventare un mentore per i giovani, accompagnarli lungo la loro carriera“. Un ruolo da sempre rivestito dal Nowitzki giocatore, ai Dallas Mavericks così come con la maglia della nazionale tedesca.

Suo il ruolo di chioccia “personale” per l’erede e futura star dei Mavericks Luka Doncic, con la quale il tedesco ha instaurato da subito un rapporto speciale.

Un Nowitzki che per il momento si gode il meritato riposo, dopo 21 stagioni NBA ed una carriera leggendaria: “Mi sono concesso il primo bicchiere di vino in 10 anni… e me ne sono pure accorto (scherza, ndr), e sono ritornato ai dolci. Il ritiro? Era il momento giusto, ciò che non avrei mai voluto è avere rimpianti, smettere quando ancora avevo qualcosa da dire, e la voglia di scendere ancora in campo“.

Ma il mio fisico non ne poteva davvero più. Anche mesi dopo l’operazione il piede ha continuato a darmi problemi, ed andando avanti sarebbe stato sempre peggio. Era il momento giusto

Mavs, Luka Doncic si allenerà privatamente con Carlisle in estate

Dodicesima giornata Dunkest NBA

I Dallas Mavericks hanno già iniziato a lavorare su Luka Doncic per farlo diventare il nuovo volto della franchigia. Il capo allenatore Rick Carlisle ha infatti rivelato di avere intenzione di lavorare con lo sloveno per tutta l’estate.

In un’intervista a a The Dallas Morning News, Carlisle ha rivelato che userà la prossima estate per lavorare costantemente con Doncic e il resto dei giovani dei Mavs. Oltre a ciò, Carlisle non ha dato date specifiche dei workout per evitare l’attenzione dei media.

“Ci sarà un periodo di riposo ora. Luka tornerà a Dallas per una settimana a maggio e un’altra settimana a giugno con altri nostri giovani ragazzi per due settimane di allenamento. Dopodiché andrò in Slovenia, non vi dirò quando per evitare il circo dei media, per andare in palestra con Luka insieme a un altro ragazzo dello staff.”

Carlisle ha anche aggiunto che oltre al riposo, Doncic dovrà essere in grado di capire quanto gli allenamenti della prossima estate saranno importanti per migliorare il suo gioco la prossima stagione: “Deve capire che quest’estate sarà molto importante per lui. Sarà il giusto mix di riposo e di duro allenamento in palestra. Non ha mai passato una off-season così lunga negli anni passati. Gli impegni di Eurolega duravano fino a giugno, e lui era sempre nelle squadre migliori.”

Doncic è stato impressionante nella sua stagione da rookie, ma Carlisle ritiene che lo sloveno possa e debba fare meglio. Il coach dei Mavs è ottimista sul fatto che Luka approccerà quest’estate al meglio.

Se approccerà quest’estate nel modo che credo farà, avrà una grande possibilità di puntare sempre più in alto”.

I Dallas Mavericks hanno delle grandi aspettative per la prossima stagione, e Doncic sarà il loro centro. I successi della squadra in futuro saranno strettamente connessi a Luka e al suo nuovo compagno di squadra Kristap Porzingis.

Mavs, col ritiro di Dirk Nowitzki “Altri dovranno dimostrarsi alla sua altezza”

Secondo Rick Carlisle, coach dei Dallas Mavericks, il ritiro di Dirk Nowitzki segnerà “l’avvento di una nuova era” per i Mavs.

Dopo 21 stagioni giocate con la stessa maglia, e con la stessa passione e professionalità dimostrata sin dal suo sbarco nella massima lega, le parole di coach Carlisle su Dirk Nowitzki non possono che essere un manifesto di stima e rispetto nei confronti di un giocatore che ha trascinato la franchigia alla conquista del loro unico (per ora) titolo NBA:

Questo è l’inizio di una nuova era, di una fase nuova per i Dallas Mavericks. I nuovi giocatori dovranno essere in grado di essere all’altezza di tanta grandezza

Dirk Nowitzki, One Last Dance

Che dovesse essere questa l’ultima stagione NBA per “Wunder Dirk” era cosa risaputa sin dalla prima partita di regular season.

Durante la pausa dedicata all’All-Star Game, siamo entrati nella storia ammirando l’ultima partita delle stelle sia di Nowitzki che di Dwyane Wade. Martedì scorso, dopo la vittoria dei Mavs, oscurata da un mai domo Jamal Crawford (51 punti,5 rimbalzi,5 assist), Dirk Nowitzki ha formalizzato il suo ritiro dal basket giocato. Lo ha fatto dopo una prestazione vintage, culminata con 30 punti, 8 rimbalzi e 3 assist. Prestazione non banale per un ragazzino di 40 anni.

Un’eredità pesante

L’eredità che WunderDirk ha lasciato ai Mavs è di primissimo livello. 31,560 punti segnati, 11,489 rimbalzi, 1,281 stoppate, 1,982 triple realizzate. Il tutto in 1,522 partite disputate. Senza dimenticare le 14 apparizioni all’All-Star Game, le quattro nomine nel miglior quintetto NBA ed i titoli di MVP (2007), ed MVP delle finali vinte contro i Miami Heat targati James-Bosh-Wade nel 2011.

I nuovi Dallas Mavs ripartiranno da due giocatori che di americano hanno ben poco: Kristaps Porzingis e Luka Doncic. Il lettone è già una realtà affermata nel panorama NBA. Memorabile la stagione dello scorso anno in maglia Knicks. Il talento sloveno è entrato, con prestazioni sublimi culminate da triple doppie e una personalità da All-Star,  nel cuore di ogni appassionato NBA.

Dirk ha scritto pagine memorabili di un romanzo eterno, titolato Dallas Mavericks. Al duo Doncic-Porzingis il compito di aggiungerne altre. Pagine che renderanno il romanzo Mavs una pietra miliare nella storia della NBA.

Perchè Luka Doncic è il rookie dell’anno?

Luka Doncic Rookie dell'anno

Lubiana, 28 Febbraio 1999. Queste coordinate potrebbero essere per lo sport mondiale molto più importante di quanto ad oggi crediamo: nasceva il nuovo volto del basket europeo, Luka Doncic. Faccia da bravo ragazzo, 2 metri di altezza e un talento incontenibile; è veramente Luka Doncic il miglior candidato al premio di rookie dell’anno?

Già dalle giovanili dell’Union Olimpija, sua prima squadra, si intravedeva che Luka era un ragazzo speciale. A Madrid l’esplosione: d’altronde non tutti possono vantare in 5 anni di cantera e giovanili premi quali Miglior Giovane della Liga, Miglior Giovane Eurolega, MVP del campionato spagnolo, MVP Eurolega e MVP Finals Eurolega. Ma i premi raccontano parzialmente quello che è questo ragazzo cresciuto a pane e basket, con un pizzico di Drazen che non guasta mai.

LUKA DONCIC ROOKIE DELL’ANNO? IL CONTESTO DI DALLAS

Dodicesima giornata Dunkest NBA
Luka Doncic a colloquio con coach Rick Carlisle.

L’impatto con la NBA molti addetti ai lavori lo pronosticavano, forse non a questo livello ma era un successo annunciato.

Nella scorsa estate Luka per non farsi mancare niente decide di caricarsi sulle spalle, insieme a Goran Dragic, una nazione e portarla al titolo europeo. Tornando a parlare di Luka e la NBA, la loro storia parte in sordina: selezionato alla 3 dagli Atlanta Hawks, scambiato subito a Dallas in cambio della scelta numero 5.
Tutti i riflettori sono su la prima scelta DeAndre Ayton, sul corso di LeBron a Los Angeles, e via discorrendo. Lui inizia subito a lavorare.

Dallas è uno dei contesti migliori in cui inserirsi per un giovane: un coach esperto e con una mentalità europea, una squadra ricostruita e senza troppe pressioni, un lungo da poter sfruttare per il gioco i pick and roll, specialità della casa Doncic ma soprattutto un maestro da osservare e da cui apprendere ogni dettaglio: Dirk Nowitzki.
L’impatto è devastante, a novembre il titolo di Rookie dell’anno sembra già suo. Ma Luka Doncic è il Rookie dell’anno? La risposta è si e no. Del rookie ha sicuramente l’età e l‘inesperienza NBA. Del rookie sicuramente non ha il timore nel gioco, la poca consapevolezza dei suoi punti forti, la determinazione.

Luka non è un rookie, pare non esserlo con quel palmares, con quelle responsabilità a Madrid e con il successo con la nazionale. La sfida per il titolo di matricola, per un affascinante gioco del caso, è proprio con il giocatore che ha ottenuto Atlanta al posto di Doncic, Trae Young. Una bella sfida, un duello a suon di triple e assist da una parte e triple doppie dall’altra.

IL FUTURO?

Kristaps Porzingis con la casacca dei New York Knicks.

Ora il futuro cosa ci riserva? Quanto può migliorare ancora il suo gioco? Sicuramente per quanto riguarda la difesa può e deve notevolmente crescere. Il suo essere clutch è già molto sviluppato,  ci sono già ottime capacità di playmaking unite alla visione di gioco e capacità realizzative.
Solo il tempo può darci la risposta e il prossimo anno ci sarà anche Kristaps Porzingis, per un duo tutto made in Europe niente male. Dallas scalda i motori, saranno una realtà da qui in avanti?

Mavs, Dirk Nowitzki si ritira: “Questa è stata la mia ultima partita a Dallas”

Dallas Mavericks, Dirk Nowitzki si ritira. La leggenda dei Mavs ha annunciato al termine della sfida casalinga tra Dallas ed i Phoenix Suns la sua intenzione di ritirarsi al termine della stagione.

Finisce con una grande partita d’addio e 30 punti finali l’ultima apparizione in maglia Mavericks sul campo dell’American Airlines Center un’avventura lunga 21 stagioni per Nowitzki. Nel consueto stile asciutto e leggero, un commosso Nowitzki prende il microfono ed annuncia al suo pubblico: “Come probabilmente avrete già intuito, vi dico che questa è stata la mia ultima partita qui a Dallas…” prima di essere sommerso dall’affetto dei quasi 20mila dell’American Airlines center con una grande ovazione.

Questa cosa è difficile da fare… comunque, ci sono davvero troppe persone da ringraziare. Assieme abbiamo fatto un viaggio lungo e tortuoso, pieno di alti e bassi, ma voi tutti siete sempre rimasti al mio fianco e mi avete sempre supportato al meglio, l’ho apprezzato davvero tanto“.

Dirk Nowitzki, uno dei giocatori più forti della sua generazione, ed uno degli atleti più influenti in campo e fuori, per anni immagine e volto della NBA internazionale e globale, giocherà la sua ultima partita ufficiale stanotte all’AT&T center di San Antonio, Texas, contro gli Spurs di coach Gregg Popovich, una delle rivali storiche del campione tedesco.