Miami Heat, Goran Dragic esercita la player-option ma al Draft…

Nelle ore che hanno preceduto la decisiva gara-6 delle NBA Finals 2019, che ha incoronato i Toronto Raptors NBA Champions per la prima volta della loro storia, lo sloveno Goran Dragic ha deciso di esercitare la player-option da $19.2 M che lo legherà ancora ai Miami Heat, secondo Shams Charania di The Athletic. La point-guard campione d’Europa nel 2017 con la sua nazionale era uno dei nomi maggiormente indiziati a partire in questa FA 2019, per dare ufficialmente il via al processo di rebuilding della franchigia della Florida.

Nella stagione 2018-2019, Dragic ha disputato solo 36 partite, di cui 22 da titolare nello starting-lineup di coach Erik Spoelstra a causa di un infortunio al ginocchio destro che lo ha costretto a saltare quasi 3 mesi di regular season ed un successivo affaticamento al polpaccio sinistro che lo ha tenuto per altri 15 giorni. In estate, l’ex Phoenix lavorerà molto sulla gamba destra per recuperare piena autonomia e forza esplosiva, soprattutto in fase di atterraggio sul parquet, per non rischiare ricadute. Le sue cifre nella scorsa RS: 13.7 punti (41.3% FG, 34.8% 3P), 3.1 rimbalzi e 4.8 assist di media a gara.

Miami Heat: Goran Dragic possibile pedina di scambio nella notte del Draft?

Premessa la volontà del giocatore di rimanere a Miami, nel corso degli ultimi mesi lo sloveno è stato spesso associato a possibili trades, anche a più teams, per liberare spazio salariale per la prossima stagione. Il principale obiettivo degli Heat è la Free Agency 2020-2021: per questo, contratti come quello di James Johnson e Dion Waiters, oltre a quello di Goran Dragic, possono diventare appetibili in vista del Draft di giovedì prossimo.

Non sorprende quindi la decisione di Dragic, che aveva già più volte ribadito a diverse testate americane di voler rimanere in Florida almeno per un altro anno, ma la tempistica della stessa. Con circa due settimane d’anticipo rispetto alla deadline del 29 Giugno per optare, il contratto dello sloveno è diventato scambiabile e disponibile per la notte del Barclays Center. E viste le innumerevoli franchigie alla ricerca di una point-guard (Bulls, Suns, Cavs e Twolves su tutte), i Miami Heat potrebbero anche pensare di cederlo non solo per fare trade-up, ma anche in una trade che coinvolga solo expiring-contracts (ovvero contratti in uscita per ridurre il cap sheet della franchigia). Sicuramente, uno scenario plausibile e da tenere d’occhio, in un Draft dove Pat Riley sarà molto attivo.

Miami Heat tra le squadre potenzialmente interessate a Chris Paul, Tucker ed Eric Gordon

miami heat chris paul

Ci sarebbero i Miami Heat tra le squadre potenzialmente interessate ad una trade per Chris Paul, point-guard degli Houston Rockets.

Come riportato da Barry Jackson del Miami Herald, gli Heat hanno intenzione di sondare il terreno con i Rockets per Paul, P.J. Tucker e per Eric Gordon, resi virtualmente disponibili sul mercato dal general manager di Houston Daryl Morey, che nei giorni scorsi avrebbe dato inizio ad una profonda operazione di rinnovamento del roster dei texani.

Seppur titolare di un contratto pesante (ancora 3 anni e circa 123 milioni di dollari complessivi) ed ormai giunto alla soglia dei 34 anni, Chris Paul potrebbe rappresentare un upgrade immediato per il roster dei Miami Heat.

L’intenzione del presidente della squadra Pat Riley rimane quella di condurre una ricostruzione “morbida” della franchigia, navigando attraverso la stagione 2019\20 in attesa che i ricchi contratti di Hassan Whiteside e Goran Dragic (player option sulla prossima stagione per entrambi) vadano a scadenza, liberando spazio salariale in quello che è al momento uno dei payroll più onerosi dell’intera lega.

Secondo Jackson, un’alternativa valida di Chris Paul potrebbe essere Mike Conley, in uscita da Memphis già probabilmente durante la presente off-season.

Un altro nome eccellente, seppur davvero in là con gli anni come Vince Carter potrebbe considerare Miami quale metà prediletta per la sua ultima stagione NBA. Dopo 22 stagioni, Carter appenderà infatti le scarpette al chiodo al termine dell’annata 2019\20.

Dwyane Wade in libreria col suo secondo libro: “3 Dimensional”

dwyane wade 3 dimensional

Dwyane Wade, ritiratosi dal basket giocato al termine della stagione 2018\2019, ha annunciato la pubblicazione di “3 Dimensional” libro di memorie legato alla sua vita dentro e fuori dal parquet.

La casa editrice William Morrow ha infatti reso noto che il libro uscirà il 22 ottobre con il titolo “3 Dimensional. Wade ripercorrerà la sua leggendaria carriera focalizzandosi su alcuni momenti chiave come le 13 convocazioni all’All Star Game e i 3 titoli vinti con i Miami Heat, due dei quali condivisi con l’amico ed ex compagno di squadra LeBron James. 

The Flash ha inoltre affermato che all’interno del libro saranno presenti immagini e aneddoti inerenti alla sua carriera nella massima lega. Una carriera che Wade ha paragonato ad un “viaggio sulle montagne russe“.

3 Dimensional andrà così ad aggiungersi nella bibliografia di Dwyane Wade a “A Father First: How My Life Became Bigger Than Basketball“, uscito nel 2012 e fortemente incentrato sulla vita privata dell’ex giocatore dei Miami Heat.

J.R. Smith, ennesimo rumors: Miami Heat interessati ad una trade?

dieci giocatori

I rumors attorno a JR Smith, in questa stagione, non hanno mai smesso di circolare. All’inizio del campionato, infatti, la guardia dei Cavs fu pubblicamente scaricata dalla sua attuale squadra, e fu successivamente accostato a numerose squadre. Gli ultimi della lista, nello specifico, sembrerebbero i Miami Heat, i quali potrebbero essere disposti ad impostare una trade per arrivare al campione NBA 2016.

JR SMITH: I RUMORS SU UN EVENTUALE TRATTATIVA CON IL TEAM DELLA FLORIDA

L’ex guardia dei Nuggets è in Ohio dal 2015

Stando a quanto riferito da The Athletic e Bleacher Report, in particolare, la squadra guidata da Pat Riley appare interessata ad uno scambio con i Cavaliers al fine di sbarazzarsi, per l’occasione, di diversi contratti pesanti in vista della prossima off-season. Inoltre, al seguito del ritiro di Wade, gli Heat stanno cercando un sostituto in grado di ricoprire il ruolo di guardia di riserva: incarico che, nonostante gli ultimi due anni molto negativi, l’ex Knicks potrebbe degnamente ricoprire.

Nell’annata 2018-2019, il classe 1985 ha disputato senza ombra di dubbio il suo peggior campionato in carriera, come ben delineano le sue cifre raccolte in appena 11 partite compiute.

  • 6,7 punti
  • 1,6 rimbalzi
  • 1,9 assist
  • 34,2 FG%
  • 30,8 3P%
  • 80,0 FT%

Nonostante ciò, comunque, per Smith la franchigia della Florida potrebbe rappresentare l’ultimo treno per rilanciarsi come uomo chiave, riacquistando quella fondamentale importanza che il nativo di Freehold aveva assunto nei suoi primi anni di militanza a Cleveland. La stessa squadra che, lo scorso ottobre, fu ampiamente criticata dal veterano 33enne per il suo atteggiamento remissivo e perdente.

Qui non si gioca per vincere. L’obiettivo, a mio avviso, sembra quello di perdere il più possibile per poter ottenere una scelta al prossimo draft, in modo tale da ricostruire lentamente la franchigia

Aldilà di ogni singola considerazione, una cosa è certa: qualora questa trattativa andasse effettivamente in porto, Miami avrebbe nelle sue mani una scommessa che potrebbe ancora riservarci delle piacevoli sorprese.

Pat Riley su Miami: “E’ arrivato il momento di investire, siamo promettenti”

Pat Riley è tornato a dire la sua su Miami. In particolare, l’ex allenatore di Lakers e Knicks si è soffermato sul futuro della franchigia, aprendo alla possibilità di grandi investimenti, come aveva già in precedenza annunciato.

LE DICHIARAZIONI DELL’EX COACH DEGLI HEAT SULLA FRANCHIGIA 

Miami Heat

Riley ed Erik Spoelstra: i due insieme hanno vinto 3 titoli Nba.Il Presidente del team della Florida, ai microfoni del Miami Herald, ha ribadito la sua frustrazione per il campionato appena concluso, facendo riferimento anche alla cultura sportiva venutasi a creare nella squadra negli ultimi anni.

Dal 1995, quando sono venuto qui, ho cercato di impostare un certo modo di pensare e una certa cultura. Ogni team di professionisti ne ha una, per mettere i suoi atleti nella migliore condizione possibile. E’ difficile farlo, perché ci vuole molto impegno e la dedizione totale dei giocatori.

Riley ha poi continuato ammettendo la volontà di voler aggiungere tasselli importanti al roster durante la prossima estate, in grado di innalzare il livello complessivo del team e tornare definitivamente tra le contender.

Nelle scorse annate, dato che non siamo riusciti a prendere Kevin Durant o Gordon Hayward, abbiamo pensato di ingaggiare elementi con buon potenziale. Abbiamo scoperto così una gran bella squadra che può ambire a grandi traguardi in futuro. Dalla prossima free agency e dal draft possiamo ricavare qualche giocatore in grado di darci una grossa mano. Sono fiducioso.

Infine, l’Hall of Fame ha voluto sottolineare l’importanza di ricostruire quella mentalità vincente che, negli ultimi mesi, sembra essere venuta meno dalle parti di Miami.

Detesto far venire i tifosi a vedere un match, condotto anche di 20 lunghezze di vantaggio, che poi alla fine risulterà perso. E’ una delusione per me e per tutta la squadra. In questa stagione spesso sono accadute situazioni del genere che non possono essere più tollerate.

In conclusione, dunque, come già osservato nei giorni scorsi, dalle parole di Pat Riley emerge una chiara e netta voglia di riscatto per la prossima annata. La speranza dei tifosi del Calore è quella di rivedere al più presto la franchigia tra le migliori della Lega Americana, anche se tale processo richiederà ancora del tempo.

 

 

 

Delusione Miami Heat, Pat Riley: “Ci saranno novità, in tanti ambiti”

scontro Riley-Thibodeau

Stagione deludente per i Miami Heat, appena addolcita dall’ultima, grande passerella in carriera per Dwyane Wade ma comunque al di sotto delle aspettative minime per una squadra incompleta ma di grande talento.

Il lungo stop di Goran Dragic, miglior giocatore della squadra, ha influito più di ogni altra cosa, e si è sommato alle prestazioni non sufficienti di giocatori dai contratti onerosi come James Johnson e Dion Waiters (a sua volta reduce da un lungo stop).

E’ toccato dunque al “presidentissimo” Pat Riley tirare le somme di una regular season amara: “Ogni tanto c’è bisogno di un giro di vite. Se ci si accorge che nel sistema c’è qualche falla, o qualche leggerezza, allora è lì che bisogna agire” Così Riley a Ira Winderman del Sun Sentinel “Parliamo di preparazione atletica dei giocatori, ma non solo. E’ tempo di fare un’analisi e vedere cosa non ha funzionato“.

I Miami Heat (39-43) hanno mancato i playoffs per la terza volta in cinque stagioni dalla fine dell’era James-Wade-Bosh e delle quattro Finali NBA consecutive. Un risultato lontano dal potersi considerare disastroso, rispetto al destino che di consuetudine attende le grandi squadre in disfacimento.

Salutato ed omaggiato a dovere il grande Dwyane Wade, per gli Heat si apre oggi una off-season che potrebbe portare novità, partendo dai soli  punti fermi della squadra Erik Spoelstra e Pat Riley.

L’ultima di Dwyane Wade, LeBron James, Chris Paul e Carmelo Anthony lo applaudono: “Come un fratello”

E’ una sconfitta l’ultima partita NBA in carriera di Dwyane Wade. Sconfitta indolore per dei Miami Heat già eliminati dalla corsa playoffs, e l’occasione per un’ultima passerella per il 3 volte campione NBA, alla presenza di famiglia, amici e tra i tanti omaggi degli avversari di sempre.

La “Banana Boat Crew” – LeBron James, Carmelo Anthony e Chris Paul – è tutta in prima fila per Wade, che in una partita priva di motivazioni agonistiche chiude con una tripla doppia da 25 punti, 11 rimbalzi e 10 assist in 36 minuti di gioco, con 10 su 28 al tiro.

Non sono abituato a tirare così tanto” Scherza Wade a fine gara “Non ero proprio a mio agio nel prendere tutti quei tiri, non è il mio stile di gioco (…) ma sono anche riuscito a coinvolgere i miei compagni e fare tanti assist, poi con tripla doppia… è andata“.

Sulla presenza di James, Anthony e Paul a bordo campo: “E’ importante averli avuti qui, significa molto per me. Loro sanno che potranno contare a loro volta su di me in momenti come questo. Qualsiasi cosa dovesse accadere, farò in modo di esserci quando giocheranno la loro ultima partita. Sono contento che siano venuti, anche se continuavano a dirmi di tirare ogni volta che avevo la palla in mano! Ma è stato bello, i ragazzi sono come dei fratelli per me“.

Il pubblico di Brooklyn tributa più d’una standing ovation a Dwyane Wade, la prima all’annuncio dei quintetti base. La partita è naturalmente un “contorno” alla passerella di Wade, con i Nets che scappano subito e chiudono il primo tempo in vantaggio di 19 punti (63-44).

Il vero show lo mettono in piedi James, Paul e Anthony in prima fila, che si divertono ad agire da coach aggiunti per Wade e “pressano” coach Eric Spoelstra durante i time-out: “Abbiamo iniziato le nostre carriere assieme” spiega LeBron James “Abbiamo sviluppato negli anni un legame fraterno, che va oltre la pallacanestro. CP (Paul, ndr) ha giocato ieri (martedì, ndr), la nostra stagione è finita e Melo (Anthony, ndr) era già qui a New York, quindi abbiamo deciso di esserci“.

E’ tempo di bilanci dunque per Dwyane Wade:

Sono contento della mia stagione. Non abbiamo raggiunto i playoffs, che erano il nostro obiettivo, ma sono felice di essere stato in grado di completare la stagione (…) sono grato per tutto quello che ho avuto, mi ritiro da uomo e da giocatore felice, felice per la mia carriera e per tutto quello che sono riuscito a realizzare

L’ultimo momento della carriera di Dwyane Wade, prima di abbandonare il campo, è tutto per Carmelo Anthony, fermo dallo scorso dicembre dopo una breve e negativa parentesi agli Houston Rockets.

L’ultimo, rituale scambio di magliette della stagione è proprio tra Melo e Dwyane, al centro del campo: “Quest’anno non ho avuto l’opportunità di affrontarlo in partita (…) era l’ultima cosa che mancava da fare in questa stagione, ed oggi abbiamo riparato“.

Ripensamenti?” Risponde Wade a chi gli chiede se la decisione di ritirarsi sia definitivaNo, non ho mai dubitato, ed ho avuto il totale supporto da parte di tutti, qualcosa di straordinario. La decisione è presa, e non tornerò indietro“.

Heat fuori dai playoffs, Wade ai saluti: “Grazie per quest’ultimo ballo insieme”

I Miami heat sono ufficialmente fuori dalla lotta playoffs nella Eastern Conference. La vittoria dei Detroit Pistons contro i Memphis Grizzlies vanifica i 30 punti segnati da Dwyane Wade ed il 122-99 con cui i Miami Heat hanno battuto dei rimaneggiati Philadelphia 76ers.

Saranno Pistons (40-41) e Charlotte Hornets (39-42) a giocarsi dunque l’ottavo ed ultimo posto nella Eastern Conference, con gli uomini di coach Dwane Casey in vantaggio di una gara su Kemba Walker e compagni e padroni del proprio destino.

Gli Heat regolano senza problemi dei 76ers privi di Joel Embiid (riposo) e con la testa alla post-season ed al primo turno di playoffs, che li vedrà affrontare una tra Brooklyn Nets ed Orlando Magic. Nel giorno in cui anche Dirk Nowitzki annuncia il suo ritiro al termine della stagione, Dwyane Wade chiude la sua ultima partita casalinga con 30 punti in 34 minuti, partendo eccezionalmente in quintetto base: “Non c’era nemmeno da discuterne” Racconta coach Erik Spoelstra “Era doveroso… mi è sembrato di tornare indietro al 2008, è stato davvero un bel momento“.

L’ultimo show di Wade nella sua American Airlines Arena inizia con un lungo video-tributo.

Zaire, figlio di Dwyane e talento mancino in erba, introduce e chiama dunque al centro del campo il padre per un omaggio al pubblico di casa, che lo accoglie con un coro di “MVP, MVP”.

State cercando di farmi piangere prima della partita… vi voglio davvero bene ragazzi, sono grato per questo momento, e sono grato per questa stagione. Quest’anno si è parlato ovviamente molto di me, e questo lo ho apprezzato davvero tanto, ma a tutti i miei compagni (li elenca uno ad uno, ndr) dico: grazie per aver ballato con me quest’ultimo ballo, grazie per la pazienza, per l’affetto, per la generosità. Questa è stata la mia stagione e sono felice di averla vissuta con dei fratelli al mio fianco. Grazie, Heat Nation!

Tra i tanti omaggi video riservati a Wade prima e durante la gara, quello dell’ex compagno di squadra ed amico fraterno LeBron James, di Shaquille O’Neal, di Udonis Haslem, di Pat Riley e quello dell’ex Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

I Miami Heat chiuderanno al Barclays Center di Brooklyn contro i Nets una stagione in parte deludente, per una squadra che – roster alla mano – avrebbe potuto ambire ad una posizione di classifica più nobile.

Alcuni infortuni, tra cui il lungo stop di Goran Dragic ed il recente guaio muscolare di Josh Richardson hanno via via minato le possibilità di playoffs della squadra.

Giunto alla sua 16esima stagione NBA, il 37enne Dwyane Wade si è dimostrato una guida e presenza costante in campo per i suoi Heat, viaggiando a quasi 15 punti ed oltre 4 assist di media a a partita, in 71 gare disputate.

Heat, ritiro Wade: “E’ stato un viaggio fantastico. Spero nei playoff”

Dwyane Wade ha parlato della sua ultima partita in maglia Miami Heat che, inesorabilmente, sta arrivando. La squadra di coach Spoelstra, infatti, a 2 gare dal termine si trovano ad un successo di distanza dall’ottavo posto dei Detroit Pistons ed hanno lo stesso record, 38 vinte e 42 perse, degli Charlotte Hornets, ma hanno il calendario più complicato delle rivali e difficilmente accederanno ai playoff NBA.

Philadelphia Sixers e Brooklyn Nets saranno le prossime avversarie della franchigia della Florida e, salvo sorprese, queste saranno le ultime due presenze con questa maglia per Flash. Proprio per questo motivo il veterano ha deciso di rilasciare alcune dichiarazioni in merito.

Ritiro Wade: “E’ stato incredibile”

“E’ stato incredibile, è stato fantastico”, ha detto Wade al termine del match di domenica a Barry Jackson del Miami Herald. “Un sacco di persone in quell’arena mi hanno visto crescere, hanno visto i miei errori ma hanno visto anche grandi prestazioni e giocate incredibili, davvero grandi cose”.

In una recente intervista concessa a Rachel Nichols di ESPN, il giocatore degli Heat aveva affermato che nella scorsa stagione c’erano stati dei momenti in cui non aveva voglia di allenarsi o svegliarsi presto per allenare per poi trovare un ritorno al passato, ritrovando le giuste motivazioni per chiudere al meglio la sua carriera: “Sono grato per tutto questo. Miami è stata una costante nella mia vita e sarà sicuramente emozionante il mio ultimo match all’American Airlines Arena. Speriamo che le cose vadano per il meglio e che potremo tornarci a giocare nei playoff”.

Davvero dura, però, rientrare tra le prime 8 ad Est come si può vedere dalle proiezioni di ESPN, che danno agli Heat l’1,2% di possibilità di disputare i playoff, mentre secondo Basketball-Reference la percentuale sale fino all’1,6%.

 

 

Gli Heat rilasciano Rodney McGruder e firmano il rookie Yante Maten

Yante Maten

I Miami heat firmano il rookie Yante Maten con un contratto pluriennale, e rilasciano la guardia-ala Rodney mcGruder, come riportato da Shams Charania di The Athletic.

Mossa a sospresa per gli Heat, che consente però alla squadra ulteriore flessibilità salariale scaricando gli 1.5 milioni di contratto ancora dovuti a McGruder. Qualora nelle prossime 48 ore una squadra dovesse richiamare l’ex giocatore di Miami dalla “lista degli svincolati”, accollandosene lo stipendio, il monte salari degli Heat calerebbe al di sotto della soglia della Luxury Tax.

Rodney McGruder, giocatore al terzo anno da Kansas State e divenuto in questa stagione titolare fisso per coach Eric Spoelstra, ha viaggiato quest’anno a 7.6 punti e 3.5 rimbalzi a partita, in circa 23 minuti d’impiego e 66 gare disputate.

Gli Heat non hanno reso noti i termini del contratto con Maten.

Yante Maten chi è il ragazzo? I suoi numeri

Con 207 cm di altezza per 109 kg di peso, Yante Maten si è messo in mostra all’università della Georgia, nella quattro stagioni e 128 partite disputate con la maglia degli Hoyas viaggiando a 14.7 punti, 6.9 rimbalzi, 1.6 stoppate e 0.4 palle rubate di media in 27.9 minuti di utilizzo, aggiudicandosi nel 2017\18 il premio di giocatore dell’anno nella SEC.

Yante Maten è approdato ai Miam Heat l’estate scorsa firmando un two-way contract, ed ha trascorso l’intera stagione 2018\19 nei Sioux Falls Skyforce, la squadra di G-league di Miami.

Nelle 30 partite disputate con gli SkyForce ha messo a referto numeri importanti: con 32.7 minuti in campo ha collezionato 23.5 punti, 9.6 rimbalzi, 1.2 stoppate e 0.8 palle rubate con il 54.3% dal campo, confermando quanto di buono già visto al college.

Pierce o Wade? Il web preferisce la guardia dei Miami Heat

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Nella notte tra venerdì e sabato Paul Pierce è stato ospite di “NBA Countdown“, trasmissione tv di ESPN. La discussione di quella notte era qual è il posto di Dwyane Wade nella storia del gioco? Proprio su questo tema che si è espresso l’ex Celtics e Clippers affermando che la carriera di “Flash” sia stata inferiore alle sua. Come ci si può immaginare l’affermazione di Paul, oltre che a stupire i presenti in studio, ha scatenato la reazione del web.

La carriera di Pierce migliore di quella di Wade? Il web dice di no

Il primo ad attaccare l’ex numero 34 dei Celtics è proprio il figlio di Dwayne, Zaire Wade. Il figlio della stella degli Heat ha postato una storia su Instagram dove non va per il sottile. Zaire dichiara di non credere alle parole di Pierce e chiude il commento con un gioco di parole legato al soprannome dell’ex Boston Celtics “The Truth”:

Non voglio nemmeno credere alle parole di Paul… Lui ha giocato 19 anni ed ha vinto solo un anello. Per non parlare del fatto che noi li abbiamo eliminati ai playoff. Questa è la verità

Da ieri su twitter in molti hanno risposto all’immagine che gira sui social e che chiede: “Meglio Pierce o Wade?” A dire la propria non sono stati solo i fan, ma anche tanti sono i vip. Quasi tutti hanno preso le difese del 3 volte campione NBA con la maglia della franchigia della Florida. Su Twitter Jared Dudley (attuale giocatore dei Nets) e Chris Martin Palmer sono stati anche ringraziati personalmente dalla guarda nativa di Chicago per i loro post pro Wade da loro scritti.

L’unico a non esprimersi è stato proprio l’ex Bulls e Cavaliers, che però ha fatto intendere la sua idea. Però, Zaire, non è stato l’unico famigliare a dire la sua sul caso Pierce-Wade. Anche la moglie di “Flash”, l’attrice Gabrielle Union, ha fatto capire a Paul che non condivide la sua opinione espressa venerdì sera. In più nessun vip, per ora, ha dato ragione all’ex stella dei Celtics.

Pierce o Wade? Ecco i loro numeri

Wade è stato MVP delle NBA Finals nel 2006, è stato due volte inserito nel primo quintetto All-NBA e chiuderà quest’anno una carriera nella quale ha avuto una media di 22 punti, 5.4 assist e 1.5 rubate a match in 16 stagioni. Pierce, invece, ha realizzato una media di 19.7 punti, 5,6 assi e 3,5 assist per partita in 1.343 presenze. Il 41enne di Oakland è stato nominato MVP delle Finals del 2008 e il suo numero 34 è stato ritirato dai Celtics.

Paul Pierce: “Chi meglio tra me e Dwyane Wade? Che domande, io!”

Paul Pierce maglia ritirata

E’ giunta alle ultime 3 partite (playoffs permettendo) la gloriosa carriera di Dwyane Wade, 3 volte campione NBA, 13 volte All-Star, medagliato olimpico, pluri-inserito nei 3 migliori quintetti stagionali ed uno dei più grandi giocatori della sua epoca.

I Miami Heat stanno lottando con le unghie per strappare l’ultimo pass per playoffs della Eastern Conference, e sono attualmente in ritardo di una gara su Detroit Pistons e Brooklyn Nets.

Playoffs o meno, a Miami città e squadra si preparano a rendere omaggio al grande campione, mentre addetti a lavori e fan si dilettano: qual è il posto di Dwyane Wade nella storia del gioco?

E’ ciò che ha tentato di stabilire la “crew” di ESPN Countdown”, tavola rotonda sportiva di ESPN con i grandi ex Paul Pierce, Jalen Rose ed i giornalisti di ESPN Brian Windhorst e Michelle Beadle. Un testa a testa – ovviamente semi-serio – tra Wade ed alcuni grandi ex giocatori come Isiah Thomas o Allen Iverson.

Paul Pierce: “Tra me e Dwyane Wade? Scelgo me!”

Nell’opinione di Windhorst, Paul Pierce e Jalen Rose, Dwyane Wade la spunterebbe contro Allen Iverson, ma arriverebbe dietro ad Isiah Thomas. D-Wade è riconosciuto inoltre quale il miglior prodotto mai uscito dall’università di Marquette, davanti a Jimmy Butler e Doc Rivers.

Il dibattito si “infiamma” sul paragone tra Big Three edizione Miami Heat (James-Wade-Bosh) e Big Three edizione Boston Celtics (Garnett-Pierce-Allen), con Paul Pierce a perorare la causa della squadra con cui divenne campione NBA nel 2008.

Questa è facile!” Esordisce Pierce “Loro sono stati assieme nel loro ‘prime’, noi tre (Pierce, Kevin Garnett e Ray Allen, ndr) avevamo già 33 anni o giù di lì, fossimo stati in squadra assieme quando eravamo più giovani avremmo vinto molto di più. Abbiamo forzato i Lakers ad una gara-7 a 35 anni suonati!“.

Sia LeBron (James, ndr) che Wade hanno vinto un titolo da soli” Obietta RoseCon Shaquille O’Neal!” Replica PierceE voi solo uno assieme” Chiude l’ex stella degli Indiana Pacers.  Michelle Beadle rievoca poi il record – perdente (9-13) – dei Celtics dell’epoca contro i Miami Heat targati James-Wade-Bosh, mentre scorrono le immagini di una “discussione” a gioco fermo tra Pierce e Wade in una delle tante sfide di playoffs tra le due squadre.

Paul Pierce non demorde, ed alla domanda: “Chi è stato il miglior giocatore tra voi due?” Risponde “Che domande! Io. Se mi avessero dato Shaq (Shaquille O’Neal, ndr) o LeBron James all’epoca, quando avevo 24-26 anni, avrei vinto tre o quattro titoli, almeno“.