Infortunio-Oladipo, il GM Pacers: “Forse torna a dicembre”

infortunio-oladipo

Infortunio-Oladipo, giungono nuove notizie dalla dirigenza dei Pacers che sono orfani della loro stella dallo scorso gennaio. La guardia di Indiana ha lasciato il campo a gennaio per la rottura di un tendine del quadricipite destro.

Infortunio-Oladipo: le parole del GM

Gli Indiana Pacers e tutti i loro tifosi aspettano con ansia il ritorno di Victor Oladipo dal suo infortunio. Il 23 gennaio durante una partita di regular season contro i Toronto Raptors, la stella ex Oklahoma City Thunder, atterrando male sul ginocchio, si ruppe il tendine dicendo addio definitivamente alla stagione.

I termini di recupero per una rottura di un tendine sono abbastanza lunghi e le parole del GM dei Pacers Kevin Pritchard lo confermano:

Potrebbe stare ancora fuori un po’, tornerà probabilmente a dicembre o gennaio

Per Victor Oladipo, l’infortunio lo sta obbligando a riscoprire il suo corpo e le sue funzionalità. L’età e la condizione fisica generale del giocatore potrebbero essere dalla sua parte per un recupero completo, ma i Pacers con cui ha giocato fino a gennaio probabilmente non esisteranno più. Darren Collison e Cory Joseph esploreranno la free agency e Indiana potrebbe pensare di (non) giocare per una scelta alta al prossimo draft.

Le parole di Oladipo

Non solo il GM degli Indiana Pacers si è esposto riguardo l’infortunio. Lo stesso Victor Oladipo ha commentato così il suo periodo di riabilitazione:

Le cose stanno cambiando. Conosco il mio corpo e mai come in questo periodo. So cosa devo fare e non devo esagerare

Prima dell’infortunio, l’All-Star dei Pacers viaggiava a 18,8 punti, 5,6 assist e 5,0 rimbalzi di media, confermando la sua importanza all’interno del roster. Una squadra che probabilmente dovrà ripartire dopo le perdite nella free agency dell’estate e che darà tempo a Oladipo di riprendersi, senza forzare il recupero.

Indiana Pacers, tre punti cardine: Bogdanovic, la salute di Oladipo, e Goga Bitadze

indiana pacers

Bogdan Bogdanovic, la salute di Victor Oladipo e Goga Bitazde, tre i punti cardine in vista della stagione 2019\20 per gli Indiana Pacers.

L’infortunio della star Oladipo aveva privato i Pacers della prima opzione offensiva della squadra, ma non della sua anima, mentre gli uomini di coach Nate McMillan riuscivano a issarsi a quota 48 vittorie in stagione d a lottare sino all’ultimo con i Boston Celtics per la quarta piazza nella Eastern Conference.

Ai playoffs, l’assenza di “Vic” ha pesato come un macigno sugli Indiana Pacers, incapaci per lunghi tratti delle quattro sconfitte subite contro dei Celtics tutt’altro che brillanti di anche solo generare un buon tiro.

A stagione conclusa, la situazione salariale dei Pacers è davvero delicata. Thaddeus Young, Darren Collison, Corey Joseph, Wesley Matthews e Bogdanovic sono in scadenza di contratto, i punti fermi della squadra rimangono Myles Turner (la cui estensione contrattuale da 80 milioni di dollari complessivi scatterà dalla prossima stagione) e Domantas Sabonis, coppia giovane e talentuosa, ma poco assortita, in attesa del ritorno di Oladipo.

Speriamo che Victor Oladipo possa essere di nuovo in campo per dicembreCosì il general manager degli Indiana Pacers Kevin PritchardAl momento però, stabilire una tabella di marcia non è ancora possibile“. In attesa che il mercato dei free agent porti rinforzi in un reparto guardie sguarnito (a partire dal prossimo 30 giugno, senza rinnovi dell’ultim’ora, il solo Aaron Holiday sarà sotto contratto), la squadra ha dato il suo benvenuto a due facce nuove: T.J. Warren da i Phoenix Suns ed il rookie Goga Bitadze.

Indiana Pacers, il gm Pritchard: “Goga Bitadze già da NBA, vogliamo continuare a vincere”

Warren è arrivato ad Indiana tramite trade la notte del draft assieme alla scelta numero 32 (Chikezie Okpala da Stanford, ceduto poi ai Miami Heat), sostanzialmente acquistato dai Pacers in una mossa che ha permesso ai Suns di scaricare i 44 milioni di dollari in 3 anni ancora previsti per il giocatore.

L’arrivo del 25enne Warren segnerà con ogni probabilità l’addio per il pariruolo Thaddeus Young. Il georgiano Bitadze, stellina del Buducnost e “rising star” dell’Eurolega 2019, è divenuto celebre in America per la foto virale che lo ritraeva abbandonato a sé stesso, mentre tutto l’interesse di cronisti e reporter si concentrava su Zion Williamson, seduto pochi metri più a destra durante la conferenza stampa pre draft.

Il 20enne Goga Bitadze sarà parte della squadra 2019\20: “Di tutti i giocatori che abbiamo scelto negli ultimi anni” prosegue Pritchard “(Bitadze, ndr) è forse già oggi più pronto per giocare nella NBA, più completo rispetto ad un giocatore di college“.

Sul mercato dei free agent, tutta l’attenzione dei Pacers sarà probabilmente su Ricky Rubio, sostituto ideale di Darren Collison ed in uscita da Utah dopo l’arrivo di Mike Conley. La priorità estiva per Indiana rimane però la riconferma di Bogdan Bogdanovic, il miglior giocatore della squadra nella scorsa stagione: “Abbiamo parecchi buchi da tappare, ed abbiamo tanto spazio per chiuderli, dal 1 luglio (30 giugno, ndr) si inizierà a fare sul serio, dovremo rimboccarci le maniche. Vogliamo rimanere dove siamo, siamo una buona squadra senza bisogno di ricostruire o ripartire dai giovani, vogliamo continuare a vincere“.

Pacers idea Rubio? Indiana cerca rinforzi e pensa al giocatore spagnolo

pacers idea rubio

Pacers idea Rubio? La point-guard spagnola in uscita da Utah nel mirino degli Indiana Pacers, che sul mercato estivo dei free agent tenteranno di rinforzare un reparto guardie indebolito dall’infortunio di Victor Oladipo.

Ricky Rubio non sarà con ogni probabilità trattenuto dagli Utah Jazz in estate, dopo due ottime stagioni passate a Salt Lake City, e l’ex giocatore dei Minnesota Timberwolves corrisponderebbe all’identikit della point-guard che andrà a sostituire i due restricted free agent Darren Collison e Corey Joseph.

A riportare la notizia e Kevin O’Connor di The Ringer, che cita fonti interne alla lega. Rubio è reduce da una stagione da 12.7 punti e 6.1 assist a partita con la maglia dei Jazz di fianco alla giovane star della squadra Donovan Mitchell. Per i Jazz e per Rubio due qualificazioni consecutive ai playoffs della Western Conference.

Pacers idea Rubio in attesa di Oladipo

Particolarmente sguarniti in posizione di guardia gli Indiana Pacers, capaci la scorsa stagione di vincere 48 partite di regular season nonostante il grave infortunio della star Victor Oladipo. L’ex Magic e Thunder potrebbe rientrare solo a stagione inoltrata, e la squalifica per due anni subita da Tyreke Evans ha privato Indiana della possibilità di rinnovare il contratto dell’ex Kings e Pelicans.

Rubio porterebbe punti, play-making e difesa per la squadra di coach McMillan, di fianco a Myles Turner e Domantas Sabonis ed in attesa del ritorno in campo di Oladipo. I Pacers dovranno affrontare in estate la free agency del 30enne Bojan Bogdanovic, uno dei migliori giocatori nella passata stagione per Indiana.

Indiana Pacers, Tyreke Evans squalificato per due anni per violazione della anti-drug policy

tyreke evans squalificato

Guai seri per Tyreke Evans: il giocatore degli Indiana Pacers e futuro free agent è stato squalificato per due anni dalla NBA in seguito alla violazione della anti-drug policy.

La notizia è stata riportata da Adam Zagoria del NY Times. Ancora non chiare le circostanze che hanno portato alla squalifica, e solo allo scadere dei due anni di sospensione, come comunicato dalla lega e previsto da regolamento, Tyreke Evans potrà richiedere la “riabilitazione”.

In 69 partite con la maglia degli Indiana Pacers, Evans ha viaggiato quest’anno a 10.2 punti e 2.4 assist a partita, con il 38.9% al tiro in 20.9 minuti a gara. Veterano con alle spalle 12 stagioni NBA, Tyreke Evans ha vestito in carriera le divise di Sacramento Kings (squadra che lo scelse nel 2009 in uscita da Memphis University), New Orleans Pelicans, Memphis Grizzlies ed Indiana Pacers.

Nel 2009\10, Evans fu nominato rookie dell’anno. Durante la stagione 2011\12, in pieno lock-out NBA, l’ex Memphis Tigers firmò un contratto con la Virtus Lottomatica Roma, ma non disputò mai alcuna partita in Italia con la fine della serrata e l’inizio posticipato della stagione regolare NBA.

Nel 2016 l’ultimo caso di sanzione analoga per un giocatore NBA: al pari di Tyreke Evans, O.J. Mayo fu squalificato per due anni a seguito di un test anti droga fallito mentre militava nei Dallas Mavericks.

Pacers, ancora incerta la data del rientro di Victor Oladipo

Il recupero di Victor Oladipo procede bene ma la data del rientro in campo è ancora incerta. Ad affermarlo è stato Kevin Pritchard, GM degli Indiana Pacers, che ha parlato nella conferenza stampa di fine stagione.

La 26enne guardia del Maryland aveva subito la rottura del tendine del quadricipite femorale della gamba destra il 23 gennaio 2019 nella gara contro i Toronto Ratpors e, da quel momento, non ha più rimesso piede sui parquet NBA, con i suoi che sono stati sconfitti nel primo turno ai playoff con un secco 4-0 dai Boston Celtics.

Ritorno Victor Oladipo: le ultime

Riguardo il ritorno di Victor Oladipo, Pritchard ha dichiarato che il ragazzo avrebbe avuto bisogno di circa 12-13 settimane (almeno 3 mesi dunque, ndr) prima di poter iniziare la fase di fisioterapia, cominciata, come rivelato dal GM, da pochi giorni.

Non è stata ancora fissata una data sul calendario per il suo rientro in campo ma la dirigenza dei Pacers ha fatto sapere che nella prossima free agency verrà adottata una strategia aggressiva per rinforzare al meglio la squadra. In tal senso lo spazio salariale stimato di Indiana sarebbe pari a 43/45 milioni di dollari: “Questo ci eccita molto, e ci permetterà di essere super aggressivi. Non dico che i migliori giocatori firmeranno di sicuro con noi, ma ci proveremo“, ha dichiarato in merito Pritchard che poi ha risposto anche ad una domanda sul futuro di Domantas Sabonis: “Credo che lui voglia un ruolo più importante, dobbiamo trovare il modo per darglielo”.

Il futuro dei Pacers passerà, per forza di cose, dal pieno recupero di Victor Oladipo che, a proposito, ha fatto sapere che tornerà ancora più forte di prima, che ad oggi rappresenta il vero e proprio uomo franchigia di Indiana.

 

Tyreke Evans sulla free agency, “Punto a giocare con una buona squadra”

tyreke evans squalificato

Tyreke Evans non si sbilancia sul proprio futuro, aprendo tuttavia alla possibilità di rifirmare con gli Indiana Pacers durante la prossima estate, quando sarà free agent.

“Voglio giocare in una buona squadra”, ha detto Evans poche ore dopo che i Pacers sono stati eliminati dai playoff a causa della sconfitta in gara 4 contro i Boston Celtics.

Il Rookie of the Year della stagione 2009/2010 ha firmato un contratto annuale da 12,4 milioni di dollari la scorsa estate, nella quale era stato seguito anche da altre franchigie, tra cui spiccano Charlotte Hornets e Los Angeles Lakers.

Tyreke Evans e la free agency, a quale franchigia potrà essere utile?

Evans ha dimostrato di essere estremamente efficace quando porta palla, mentre di meno quando gli viene chiesto di giocare lontano dalla palla, come successo quest’anno sotto la guida di coach Nate McMillan.

“La situazione di gioco era leggermente diversa”, ha dichiarato all’Indy Star, “Non come mi aspettavo che fosse. Tutti hanno alti e bassi. Lavorerò per essere pronto per la prossima stagione”.

In 69 partite giocate durante la regular season, Tyreke Evans ha realizzato 10.2 punti, 2.9 rimbalzi e 2.4 assist. Queste cifre, seppur ottime, rappresentano un drastico calo rispetto ai 19,4 punti a partita del 2017/2018.

I 15,3 punti messi a segno nel primo turno dei playoffs fanno tuttavia ben sperare in ottica futura, e consacrano definitivamente Evans come uno dei migliori veterani a disposizione in vista del prossimo anno. Si prospetta dunque una cospicua concorrenza per firmare l’attuale n°12 di Indiana.

Celtics-Pacers: “colpa” delle stelle

Celtics-Pacers

Celtics-Pacers sarebbe dovuta essere una delle serie più interessanti ed combattute di questo primo turno playoff, in quanto i Celtics nel corso della regular season avevano dimostrato di essere una squadra si forte e piena di talento, ma anche di avere dei seri problemi di equilibri di squadra; dall’altra parte gli Indiana Pacers avevano invece dimostrato di essere una squadra solida ed in grado di fermare chiunque con la propria difesa e la propria concretezza.

Generalmente l’incrocio tra la testa di serie numero 4 e la testa di serie numero 5 infatti regala serie equilibrate, con due squadre solitamente alla pari. Non è stato però questo il caso, dato che la serie Celtics-Pacers si è conclusa con un clamoroso sweep dei ragazzi di Brad Stevens ai danni dei malcapitati Indiana Pacers, dando quindi modo alla squadra di Boston di essere la prima squadra qualificata al secondo round playoff.

IL ‘NON ATTACCO’ DEGLI INDIANA PACERS

Nella serie Celtics-Pacers l’attacco degli Indiana Pacers è parso sterile e senza idee, sia per la mancanza di vere stelle a disposizione di coach Nate McMillan (ricordiamo che i Pacers fanno a meno ormai da mesi di Victor Oladipo) e sia ovviamente per la straordinaria difesa dei Boston Celtics. Infatti gli Indiana Pacers nelle quattro partite  hanno superato quota 100 punti soltanto nella quarta gara (106) e con tanti canestri nel disperato finale per tentare di evitare lo sweep; inoltre i Celtics hanno costretto gli Indiana Pacers a tirare con appena il 40% dal campo, facendo precipitare di quasi il 10% la percentuale di realizzazione dal campo (dato che hanno tirato con il 49% dal campo in RS). La pressione della difesa dei Celtics è risultata infatti fondamentale nel mettere fuori partita gli Indiana Pacers, facendo risultare il loro attacco veramente troppo statico e lento ed accontentandosi spesso dei tiri che la difesa dei Celtics volessero che i Pacers prendessero (ad esempio il tiro dalla media di Myles Turner).

LA LUNGHEZZA DEL ROSTER DEI BOSTON CELTICS

L’importanza della panchina dei Celtics: Hayward penetra, scarico per Irving e canestro di Morris.

Un altro fattore decisivo nella serie Celtics-Pacers è sicuramente la profondità del roster dei Boston Celtics: infatti il secondo quintetto dei Celtics è composto da molti dei giocatori che lo scorso anno arrivarono a giocarsi gara 7 contro i Cleveland Cavaliers di LeBron James nelle Eastern Conference Finals. Questo aspetto è sicuramente un aspetto molto importante del roster a disposizione di coach Stevens, dato che spesso e volentieri la panchina dei Celtics svolge un ruolo chiave nelle vittorie della squadra: infatti nelle quattro partite contro gli Indiana Pacers, la panchina dei Celtics ha segnato di media 32.7 punti, specialmente con Marcus Morris e Gordon Hayward. Ogni giocatore che esce dalla panchina dei Celtics porta il proprio contributo, chi come i due giocatori citati prima portando punti e chi invece mette in campo un’intensità difensiva superiore come Terry Rozier. E nel secondo round potrebbe tornare anche un certo Marcus Smart

 

CELTICS-PACERS: LA PRESENZA DELLE STELLE

Una star come Kyrie Irving può segnare in tutti i modi possibili, come in questo caso.

La differenza principale tra i Boston Celtics e gli Indiana Pacers e che nella serie Celtics-Pacers si è evidenziata parecchio è la presenza di stelle nel roster dei Celtics, cosa che manca nel roster di coach McMillan vista l’assenza di Oladipo. Infatti Kyrie Irving è stato un vero enigma per la difesa dei Pacers, dato che ha concluso la serie con 22.5 punti di media e quasi 8 assist in una serie in cui non si è segnato tantissimo. E oltre a Kyrie Irving a turno si sono alternati Gordon Hayward, Al Horford ed il più costante braccio destro di Irving è stato Marcus Morris (che ha steccato solamente gara 2). Insomma, i Boston Celtics hanno un roster veramente ben costruito e pieno di talento, potrebbero quindi essere una delle squadre principali per impensierire i Golden State Warriors.

Indiana Pacers, Bogdanovic: “Troppo forti per perdere due partite così”

indiana pacers

La guardia degli Indiana Pacers Bojan Bogdanovic si dice sicuro di poter riuscire a vincere le prossime 2 sfide alla Bankers Life Fieldhouse di Indianapolis contro i Boston Celtics.

Bogdanovic, che in gara 2 ha messo a referto 23 punti, ha riflettuto molto sulle 2 sconfitte nel primo turno di playoffs al TD Garden, come ha riportato J. Michael per The Indianapolis Star’s: “Dobbiamo vincere le prossime due partite in casa per rientrare nella serie e per mostrare che possiamo giocarcela contro di loro. Dobbiamo essere concentrati. Siamo troppo bravi per perdere due partite in quel modo”.

Le due partite al TD Garden

All’inizio del quarto periodo di gara 2 , mercoledì, i Pacers avevano 11 punti di vantaggio (77-68). Boston, grazie alla super prestazione di Kyrie Irving, ha piazzato un parziale devastante di 29-9 per chiudere definitivamente la gara.

Alla fine i Celtics si sono portati a casa la partita grazie soprattutto ai 37 punti di Irving e ai 26 di Jayson Tatum. Indiana ha avuto l’occasione di pareggiare i conti a 12.1 secondi dal termine sul 94-91 Boston. Ma sfortunatamente Wesley Matthews ha sbagliato totalmente la rimessa in attacco, buttando il pallone fuori dal campo. “Dobbiamo giocare meglio”, ha proseguito Bojan, “Dobbiamo restare calmi. Abbiamo un po’ perso la testa”.

Anche il centro degli Indiana Pacers Myles Turner è intervenuto sulla sconfitta di mercoledì: “Abbiamo fatto schifo, questa è la verità”. In gara 1 le cose sono andate più o meno allo stesso modo. Il parziale questa volta è arrivato nel terzo quarto, e anche lì ha deciso la partita in favore dei Celtics, che si sono poi imposti per 84 a 74.

In vista di gara 3

Gli Indiana Pacers sono pronti per gara 3, e venerdì si deciderà molto probabilmente l’esito di questo primo turno: una sconfitta significherebbe quasi sicuramente l’uscita dai playoffs, mentre una vittoria potrebbe far rientrare i Pacers nella serie.

Bogdanovic quest’anno ha dimostrato molto, soprattutto dopo l’infortunio di Victor Oladipo, viaggiand a 18.0 punti, 4.1 rimbalzi e 2.0 assist durante la regular season. Lui e i suoi compagni dovranno mettercela tutta per allungare la serie. Vedremo se venerdì riusciranno a dimostrare di che pasta sono fatti questi Indiana Pacers.

Coach McMillan: “Difficile difendere Kyrie Irving uno contro uno”

kyrie irving-brooklyn nets

L’head coach degli Indiana Pacers Nate McMillan ha commentato le difficoltà di difendere su Kyrie Irving, sostenendo come sia molto più facile a dirsi che a farsi.

La superstar dei Celtics Kyrie Irving è stato il trascinatore questa notte della vittoria di Boston contro Indiana in gara 2 per 99-91, portando i suoi a condurre la serie per 2-0. I Pacers sono sembrati smarriti in difesa nell’ultimo quarto, e in particolare nell’ultimo minuto, cedendo sotto i colpi di Kyrie Irving e Jason Tatum. A fine partita coach McMillan ha ammesso le difficoltà della sua squadra nel marcare Irving.

È davvero difficile marcare Irving quando ti trovi in isolamento contro di lui e cerchi di rimanergli davanti

View this post on Instagram

Lethal.

A post shared by Boston Celtics (@celtics) on

Le difficoltà da parte dei Pacers sono state palesi, Irving ha chiuso infatti con 37 punti tirando col 57% dal campo (15 su 26) tra cui un ottimo 6 su 10 da tre punti. L’All-Star ha anche servito 7 assist, catturato 6 rimbalzi, concluso con 2 stoppate ed una palla rubata.

Il 6 volte All-Star si è fatto sentire nell’ultimo decisivo quarto, concluso con un parziale di 12-31 in favore dei Celtics. Irving ha segnato infatti 12 dei suoi 37 punti nell’ultima frazione, e guidato i suoi in una rimonta che ha evitato di far perdere ai suoi il vantaggio del fattore campo, prima che la serie si sposti nell’ostile palazzetto dei Pacers.

Oltre ad Irving, positive sono state le prestazioni di Jason Tatum e Gordon Hayward. Il primo ha concluso con 26 punti, 3 su 4 da 3 punti, 4 rimbalzi e 2 assist. Il secondo ha invece chiuso con 13 punti e 5 rimbalzi, mentre Al Hordford chiude con soli 4 punti ma con 10 rimbalzi e un‘importante difesa su Bojan Bogdanovic nell’ultimo minuto.

La serie ora si sposta a Indiana per la terza e quarta partita della serie. Appuntamento venerdì notte con gara 3 alla Bankers Life Fieldhouse di Indianapolis.

Celtics-Pacers, la serie delle difese, e di Kyrie Irving

kyrie irving-brooklyn nets

Quella che vede protagonisti i Boston Celtics e gli Indiana Pacers, quarta e quinta forza della Eastern Conference, si prospettava per molti come una serie equilibrata. Per quanto fatto vedere in campo dalle due squadre le aspettative sono state rispettate, con diverse rimonte e capovolgimenti di fronte. Tuttavia, il risultato della serie, al momento, è fermo su un perentorio 2-0 in favore di Boston, che ha saputo sfruttare a pieno il fattore campo nelle prime due uscite della serie.

Ad interpretare il ruolo di protagonista ci hanno pensato, fin dai primi scambi di gara 1, le difese. L’unico che è riuscito, in entrambi i confronti, ad emergere nella metà campo offensiva è stato il solito Kyrie Irving. Nessuna delle due squadre, infatti, è riuscita ancora a superare la soglia dei 100 punti.

Le cause della mancanza di incisività offensiva delle due compagini sono state in parte le difese molto decise ed abili, soprattutto nei cambi in uno contro uno, anche dei lunghi. In parte, invece, sono mancate idee e fantasia sotto il canestro avversario. Gli attacchi di Boston e Indiana hanno mostrato poche alternative, facilmente annullate dalle rispettive difese, sicuramente più in forma.

CELTICS-PACERS GARA 1: GLI ATTACCHI SBATTONO CONTRO LE DIFESE

Gara 1 al TD Garden si è conclusa sul 74-84 in favore dei padroni di casa. Un risultato davvero insolito per la moderna NBA, dai ritmi molto alti e dai punteggi che raramente nemmeno si avvicinano a quota 100. In effetti, ad un occhio distratto, questo punteggio potrebbe sembrare un parziale di fine terzo quarto. Così non è, ovviamente, e questi numeri sono figli di difese estremamente attente contrapposte, come detto, ad attacchi non altrettanto ispirati.

Boston si era presentata alla serie forte della sua capacità di segnare punti facili in contropiede contro Indiana in regular season, alla quale, dopo l’infortunio di Victor Oladipo, aveva rifilato ben 122.0 punti di media. Queste premesse non sono state rispettate, ed i primi minuti dell’incontro sono particolarmente emblematici.

Indiana ha confermato di basare tutte le sue aspirazioni in postseason, privata della sua stella Victor Oladipo, sulla difesa. Mentre infatti il loto attacco non funzionava al meglio, con Darren Collison che non riusciva a produrre giocate incisive, abusando del pick and roll con il lungo Myles Turner, o degli scarichi per la mano calda di Wesley Matthews da 3, i Pacers hanno costruito il loro vantaggio sugli stop difensivi rifilati agli avversari. Dopo 5 minuti di gioco i Celtics avevano 4 palle perse, a 7 minuti dalla fine del secondo periodo erano diventate già 8. Le squadre sono così andate al riposo lungo sul 45-38 in favore degli ospiti.

L’attacco di Boston dipende molto dalla sua stella, Kyrie Irving, che infatti nel primo tempo ha fatto registrare solo un 3/10 dal campo. A tenere a galla i Celtics sono stati i punti prodotti in uscita dalla panchina da Marcus Morris. Le offensive della squadra si basano molto infatti sul palleggio di Irving, che è poi in grado di produrre una penetrazione, un tiro dalla media, da 3 o uno scarico per un compagno. Non essendosi reso mai pericoloso, il Uncle Drew non è così riuscito nemmeno ad attirare su se stesso le attenzioni della difesa per liberare i compagni.

Nel secondo tempo, tuttavia, la musica è cambiata. Il terzo quarto è stato il turning point degli eventi. Indiana ha segnato solo 8 punti, mentre Boston 26. La situazione, entrando nell’ultimo periodo, era così sul 53-64. La squadra di casa è riuscita a migliorare ancora la difesa, mentre in attacco Irving si è reso più pericoloso dal palleggio e Morris ha continuato a segnare punti importanti. A chiudere il quarto, e probabilmente anche la partita, a livello mentale, una tripla acrobatica di Terry Rozier per battere la sirena finale.

Kyrie Irving in contropiede attrae sul suo palleggio l’attenzione della difesa, scaricando sul perimetro per Marcus Morris, che per tutta la partita ha segnato tiri del genere.

Nell’ultimo periodo i Celtics hanno suggellato la loro vittoria, confermando la buona difesa, anche dei lunghi Al Horford e Aron Baynes, sui cambi, e riuscendo a colpire in contropiede. Risultato finale: 74-84, con i 20 punti segnati da Irving e Morris a spingere la squadra alla vittoria. Si tratta della prima volta in stagione in cui Boston segna meno di 100 punti ed ottiene il segno W.

CELTICS-PACERS GARA 2: ANCORA DIFESA, MA ECCO KYRIE

Anche nel secondo incontro della serie a spuntarla sono stati i Celtics. Le difese delle due squadre sono state ancora incisive, con il punteggio che anche stavolta è rimasto relativamente basso: 91-99. La grande differenza rispetto a gara 1 è stata nella prestazione di Kyrie Irving. Il numero 11 di Boston è riuscito in quello che aveva fatto vedere solo in parte nell’incontro di domenica: si è reso pericoloso dal palleggio.

Fin dal primo quarto l’ex giocatore dei Cleveland Cavs ha preso in mano l’attacco dei suoi. Iniziava l’azione palleggiando al vertice alto dell’area, dove uno dei lunghi, Baynes, Horford, o Theis quando era in campo, gli portava un blocco. Da questa situazione Irving è in grado di essere molto pericoloso, con una conclusione efficace al ferro, con un tiro direttamente dal palleggio oppure attirando la difesa su di sé con una penetrazione seguita da uno scarico per un compagno così liberato.

Irving sfrutta il blocco di Al Horford, dopo un hand-off dello stesso centro, per sfruttare il mismatch creatosi contro il lungo avversario.

Sebbene la bravura dei Pacers sulla difesa uno contro uno anche in situazioni di cambi non sia indifferente, non è stata una dinamica semplicissima da leggere. Nonostante questo, i primi due quarti sono stati tutto sommato equilibrati, con le squadre andate a riposo sul 50-52 in favore dei padroni di casa.

Il terzo quarto, che aveva sorriso a Boston in gara 1, ha sorriso stavolta a Indiana. I Pacers hanno tirato con efficienza da fuori e da sotto il ferro, provocando, come nei primi due quarti di gara 1, tante palle perse per i Celtics. A fine periodo gli ospiti conducevano 79-68, forti anche di un parziale di 10-0 che li aveva portati sul 70-58.

Il quarto quarto è stata tutta un’altra storia. Irving ha continuato a pungere la difesa avversaria, che, nei casi in cui riusciva a chiuderlo efficacemente, si trovava scoperta sul perimetro, o nel pitturato, dove il numero 11 è stato bravo a spedire la palla nei momenti giusti. La difesa dei Celtics è migliorata molto rispetto al periodo precedente, forte ancora dell’abilità dei suoi due lunghi titolari, Baynes e Horford, di cambiare su ogni tipo di giocatore. Sebbene Kyrie non abbia segnato negli ultimi 3 minuti di partita per le chiusure degli avversari, l’attenzione che ha attirato a sé per tutto l’incontro faceva sì che i Celtics avessero sempre qualche uomo parzialmente libero pronto a segnare.

Indiana è stata ancora vittima di una cattiva prestazione durata un quarto intero. In gara 1 avevano segnato solo 8 punti nel terzo quarto, in gara 2, nell’ultimo periodo, ne hanno messi a segno 12, permettendo così a Boston di completare la rimonta segnandone ben 31, concludendo la partita sul 91-99. Irving chiude da vero leader, con 37 punti, 7 assist e solo 2 palle perse.

Horford accetta il cambio su Bogdanovic, lo stoppa, e dall’altro lato del campo Tatum segna la tripla del vantaggio decisivo per i suoi.

CELTICS-PACERS: COSA ASPETTARSI?

La serie ora si sposterà ad Indianapolis. I Pacers avranno il favore del tifo in una gara 3 che sarà fondamentale. Sarà infatti decisiva per il risultato della serie: se Boston dovesse andare sul 3-0 i giochi sarebbero praticamente conclusi. Nel caso in cui Indiana vincesse, portandosi sul 2-1, avrebbe dalla sua l’inerzia e l’entusiasmo dei tifosi amici per andare anche a pareggiare la serie in gara 4.

Il file rouge dei primi due incontri sono state chiaramente le difese, che hanno prodotto punteggi così bassi. Entrambe le squadre si sono dimostrate abili ed efficaci nel difendere il proprio ferro. Allenatori e giocatori hanno dimostrato rapidità di pensiero nella gestione dei cambi difensivi, molto spesso efficaci, anche in caso di mismatch del tipo lungo su guardia.

L’unico giocatore che è riuscito ad eludere più e più volte le chiusure difensive, costruendo tiri efficaci per sè ed i compagni è stato Kyrie Irving. E’ proprio la superstar con il numero 11 l’arma in più di Boston, in grado di creare occasioni dal nulla e di rendere vani gli ottimi movimenti difensivi avversari.

Indiana, purtroppo, ha perso per infortunio l’unico giocatore in roster ad essere davvero in grado di gareggiare con Irving in questi aspetti del gioco: Victor Oladipo. Ai Pacers servirà dunque continuare a giocare di squadra e cercare di difendere al massimo, per provare a superare una compagine con le stesse caratteristiche, ma che ha, in più, un uomo a cui guardare nei momenti difficili.

Gli Indiana Pacers resteranno ad Indianapolis per altri 25 anni

I Pacers non si muovono da Indianapolis. O quantomeno non lo faranno nei prossimi 25 anni. La franchigia dell’Indiana ha appena sottoscritto un nuovo accordo lungo 25 anni per usufruire del Bankers Life Fieldhouse, palazzetto della città.

La società nota come “Marion County Capital Improvement Board” (CIB), che gestisce le strutture sportive della città, ha all’unanimità deciso di rinnovare l’accordo. E si è impegnata, in questo periodo di tempo, a investire attorno ai 350 milioni di dollari nelle strutture e 120 nelle nuove tecnologie.

La presidentessa del CIB, Melina Kennedy, ha dichiarato a riguardo:

“I Pacers hanno una lunga storia ad Indianapolis, dal trasferimento alla Market Square Arena nel 1974, fino, 25 anni dopo, a quello al Bankers Life Fieldhouse. Oggi abbiamo molto piacere nell’affermare che i Pacers resteranno nel posto a cui appartengono per almeno altri 25 anni.”

L’attuale palazzetto dei Pacers fu inaugurato nel 1999 dalla franchigia NBA, e dal 2000 è anche casa della squadra WNBA Indiana Fever. Ospiterà inoltre il settantesimo All-Star weekend nel 2021.

Nei prossimi giorni invece sarà scenario della serie Playoff che vedrà i Pacers scontrarsi con i Boston Celtics. Sfida tra quarta e quinta classificata che si preannuncia molto interessante.

Inside the duel: Celtics-Pacers

indiana pacers

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E’ questa l’espressione che riassume i Playoff NBA, mai come quest’anno all’insegna dell’equilibrio soprattutto nella Eastern Conference. Già, perchè se ad Ovest i Golden State Warriors sono i candidati principali per la finale, ad Est regna uno stato di incertezza, con cinque squadre su tutte che daranno vita a grandi battaglie. Due di queste sono i Boston Celtics e gli Indiana Pacers.

Le due squadre vengono da due regular season opposte: da una parte, Boston ha deluso le aspettative degli addetti ai lavori che vedevano la franchigia allenata da coach Brad Stevens stabilmente fra le prime due posizioni della classifica nella Conference di appartenenza. Dall’altra, Indiana, protagonista di un’ottima annata a livello di risultati e di chimica di squadra trovata, vero punto di forza del team gestito da Nate McMillan.

LO SCORE IN REGULAR SEASON

Boston Celtics

  • Record: 49-33 (#4, Eastern Conference)
  • Offensive rating: 112.2
  • Defensive rating: 107.8
  • Team leaders: Kyrie Irving (23.8 PPG); Al Horford (6.7 RPG); Kyrie Irving (6.9 APG)

Indiana Pacers

  • Record: 48-34 (#5, Western Conference)
  • Offensive rating: 109.9
  • Defensive rating: 106.5
  • Team leaders: Victor Oladipo (18.8 PPG), Domatas Sabonis (9.4 RPG), Darren Collison (6 APG)

CELTICS-PACERS: IL DUELLO

La serie fra queste due squadre si preannuncia abbastanza equilibrata nonostante i risultati degli scontri diretti vedano in vantaggio la franchigia del Massachusetts per 3-1 (con due di queste vittorie arrivate sopra i 15 punti).

Una delle chiavi sarà rappresentata dall’organizzazione difensiva dei due team dato che si affrontano due delle migliori interpreti della lega. Se Boston non è stata sempre solida e attenta in questo aspetto, Turner & soci hanno elevato le proprie prestazioni, soprattutto dopo l’infortunio di Victor Oladipo, leader e star della squadra, il quale ha dovuto terminare anzitempo la stagione.

Il duello principale sarà rappresentato perciò da Kyrie Irving e Bojan Bogdanovic, chiamati a caricarsi la squadra sulle spalle nei momenti più complicati. L’ex Cleveland Cavaliers viaggia a quasi 20 punti media contro i Pacers, impreziositi dal game winner della gara del 30 marzo al TD Garden. Il playmaker ha a disposizione un parco mosse ampissimo, divenendo indispensabile nei momenti clutch dei match con soluzioni personali e combinazioni con i compagni (in particolare il pick and roll con Horford).

Il layup vincente che ha assicurato ai Celtics il fattore campo nella serie.
Dall’altra parte Bogdanovic, dopo l’infortunio di Oladipo, è diventato la prima opzione offensiva del team registrando numeri da all star. Il croato, come insegna la scuola europea, è dotato di ottimi fondamentali, molto completo in attacco e capace di punire molti mismatch, che probabilmente saranno molto frequenti nel corso di queste partite. L’ex giocatore dei Brooklyn Nets ha compiuto dei miglioramenti anche in fase difensiva ma nonostante ciò verrà probabilmente attaccato dalle ali avversarie.

 

Un modo in cui Bogdanovic può far male è per esempio il midrange jumper.

 

Un altro aspetto fondamentale sarà rappresentato dalla sfida tra i lunghi: Al Horford, Aron Baynes e Marcus Morris per i biancoverdi e Myles Turner, Thaddeus Young e Domatas Sabonis. La continuità di rendimento di questo trio sarà probabilmente l’ago della bilancia della serie: dal punto di vista tecnico, le qualità che questi giocatori possono esprimere sono abbastanza simili e chi saprà essere più incisivo potrà portare molti vantaggi alla propria squadra.

Fattore assolutamente da non sottovalutare è sicuramente quelle che riguarda la panchina, con quella di Boston leggermente favorita data la presenza di Gordon Hayward (in crescita nell’ultimo periodo), probabilmente di Jaylen Brown (dipenderà dalle condizioni di Marcus Smart che potrebbe saltare le prime due serie playoff) e Terry Rozier contro Sabonis, Cory Joseph, Tyreke Evans e jolly come Doug McDermott e TJ Leaf.

CELTICS: ROSTER E ROTAZIONI

  • Kyrie Irving #11
  • Marcus Morris #13
  • Al Horford #42
  • Jayson Tatum #0
  • Jaylen Brown #7
  • Marcus Smart #36
  • Semi Ojeleye #37
  • Terry Rozier #12
  • RJ Hunter #28
  • PJ Dozier #50
  • Aron Baynes #46
  • Gordon Hayward #20
  • Robert Williams #44
  • Guerschon Yabusele #30
  • Daniel Theis #27
  • Brad Wanamaker #9
  • Jonathan Gibson #8

PACERS: ROSTER E ROTAZIONI

  • Bojan Bogdanovic #44
  • Myles Turner #33
  • Thaddeus Young #21
  • Domatas Sabonis #11
  • Victor Oladipo #4
  • TJ Leaf #22
  • Doug McDermott #20
  • Tyreke Evans #12
  • Wesley Matthews #23
  • Darren Collison #2
  • Cory Joseph #6
  • Edmond Summer #5
  • Davon Reed #32
  • Kyle O’Quinn #10
  • Aaron Holiday #3
  • Alize Johnson #24

CELTICS-PACERS STREAMING

Celtics-Pacers streaming della serie, dove cercarlo? Questa sarà una serie molto interessante. Si affrontano i Boston Celtics di Al Horford e Jayson Tatum e gli Indiana Pacers di Bojan Bogdanovic e di Myles Turner. Come vedere Celtics-Pacers in streaming?

Ci sono due metodi:

  • Celtics-Pacers streaming su Sky Go
  •  Celtics-Pacers streaming su NBA League Pass

Su Sky si potranno assistere anche ad altre sfide playoff, attraverso l’applicazione per smartphone, tablet e pc. Occorre avere un abbonamento con Sky da almeno un anno ed avere attivo il pacchetto sport. Le partite potranno essere viste in diretta oppure potranno essere registrate per guardarle quando si vuole. Riguardo la seconda opzione, invece basta abbonarsi sul sito web NBA League Pass, selezionare il pacchetto desiderato e potrete vedere tutte le gare anche in contemporanea.