Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsIndiana Pacers“Avete esagerato” la NBA multa Jazz e Pacers per “troppo tanking”

“Avete esagerato” la NBA multa Jazz e Pacers per “troppo tanking”

di Michele Gibin
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La NBA ha multato Indiana Pacers e Utah Jazz rispettivamente per 100mila e 500mila dollari per condotta “dannosa nei confronti della lega, per violazione della participation policy. In sostanza, per tanking troppo evidente.

I Pacers sono stati multati per aver tenuto a riposo in una partita del 3 febbraio scorso Pascal Siakam, Andrew Nembhard e Aaron Nesmith senza giustificazione sufficiente. Partita giocata proprio contro Utah e persa per 131-122.

Per i Jazz multa da mezzo milione di dollari per aver di proposito tenuto in panchina nel quarto periodo di due partite, del 7 e 9 febbraio contro Orlando Magic e Miami Heat, i titolari Lauri Markkanen e Jaren Jackson Jr nel quarto periodo. Delle due partite, Utah ha poi perso contro Orlando e vinto con Miami.

Comportamenti del genere, che mirano platealmente a perdere delle partite per dare priorità al posizionamento al draft, minano il fondamento dello spirito competitivo della NBA e la lega risponderà adeguatamente a ulteriori azioni che compromettano l’integrità delle nostre partite” così la NBA a firma Adam Silver in un comunicato in cui si annunciano le sanzioni. “Siamo al lavoro con il competition commitee e il nostro board of governors per implementare misure che sradichino questo tipo di condotte“.

Più facile a dirsi che a farsi. La NBA ha già riformato nel 2019 la sua draft lottery diminuendo la probabilità per le squadre peggiori di aggiudicarsi una scelta più alta al draft, l’introduzione dei play-in sarebbe dovuta servire a disincentivare il “tanking” e dare più possibilità anche alle squadre meno attrezzate di giocarsi l’accesso ai playoffs ma l’effetto non è stato quello sperato, se non a macchia di leopardo. Spesso, soprattutto per le posizioni di rincalzo dalla nona e decima piazza in classifica, si tratta di squadre che finiscono impigliate in questa sorta di rete che sono i play-in, e costrette a giocare una partita a eliminazione diretta ulteriore prima di concludere la propria stagione, senza l’interesse (né i mezzi, vista la classifica) di competere per la post-season.

Quali altre riforme il CdA NBA potrà concepire è difficile da dire. Eliminare in toto la draft lottery e scegliere arbitrariamente tra le squadre peggiori, con un sorteggio “orizzontale” e senza coefficenti, l’ordine di scelta non disincentiverebbe le suddette squadre a tirare i remi in barca una volta fuori dalla lotta per i playoffs, e a risparmiare i giocatori migliori e i veterani dando più spazio ai prospetti giovani. Un sistema di penalità che punisca non solo economicamente le squadre che esagerano, come nel caso di Jazz e Pacers oggi, introdurrebbe dei principi arbitrari secondo cui sarà un comitato a decidere chi stia esagerando e giocando apertamente apposta a perdere. E quali sarebbero in ogni caso queste penalità? Come influirebbero sul posizionamento al draft?

Oggi, classifica alla mano e alla vigilia dell’All-Star Game, la “corsa” ai play-in a Ovest è già terminata con Jazz, Mavericks, Grizzlies, Pelicans e Kings che hanno già tirato i remi in barca da settimane, e resta solo da definire negli ultimi due mesi di regular season il posizionamento di Clippers, Trail Blazers, Warriors e della squadra che si piazzerà settima. A Est i Chicago Bulls oggi undicesimi hanno indebolito la squadra alla trade deadline in ottica ricostruzione e draft, e solo i Milwaukee Bucks dodicesimi a oggi giocano ancora per risalire posizioni in classifica e accedere alla post-season.

Tutte questioni che la NBA affronterà, e di cui il commissioner Adam Silver dovrà parlare nella tradizionale conferenza stampa in occasione dell’All-Star Game, quest’anno a Los Angeles tra 13-15 febbraio.

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