In attesa del voto del board of governors che nelle prossime ora dovrà approvare la riforma della draft lottery NBA, il commissioner Adam Silver è apparso ospite al Pat McAfee Show per parlare (anche) di arbitri, polemiche e del futuro dell’implementazione dell’intelligenza artificiale nella lega che presiede.
Il voto del board of governors coronerà un lavoro lungo mesi di studio di una nuova forma della draft lottery che dovrebbe, nelle speranze della NBA, ridurre al minimo il fenomeno del cosiddetto tanking, e disincentivare le squadre peggiori a giocare a perdere da un certo punto di una stagione in poi, per aumentare le proprie chance di una scelta al draft successivo la più alta possibile. La riforma entrerà in vigore dal 2027, dopo il voto favorevole del consesso delle 30 squadre della lega, e per l’approvazione servirà una maggioranza di almeno 23 team su 30.
Il tema a margine del campo di cui si parla maggiormente in questi giorni di finali di conference (a Ovest, a Est la questione è già risolta coi Knicks in finale), è quello del flopping con gli Oklahoma City Thunder e Shai Gilgeous-Alexander. Accusati, rigorosamente a mezzo social, di essere di fatto una banda di simulatori che la fa franca con la connivenza degli arbitri.
“Se n’è parlato, della questione dei giocatori che cercano di indurre gli arbitri a fischiare” dice Silver “io penso che ci sia una differenza tra esagerare un contatto, cercare un contatto e simulare platealmente cercando di ingannare un arbitro. A volte anche quando sono all’arena a vedere una partita e vedo un giocatore che cade a terra, la mia reazione è di pensare che non si tratti di un tentativo di simulare, quanto di come ai giocatori oggi venga insegnato di cadere in quelle situazioni. E l’arbitraggio si può sempre migliorare e noi siamo costantemente al lavoro su questo. E’ possibile che episodicamente un arbitro sia indotto in errore da una simulazione plateale? Altro aspetto che monitoriamo sempre. Penso però che la qualità degli arbitri sia incredibile“.
Da qui l’idea di un intervento tecnologico sempre più presente. Adam Silver ha confermato che dalla prossima stagione, il replay center che coadiuva gli arbitri e gestisce gli instant replay dalla sede di Seacaucus, New Jersey, “si avvarrà di modelli IA che useranno le immagini di telecamere disposte a bordo campo, e che decideranno su alcune chiamate specifiche al posto degli arbitri. Sarà un processo automatizzato e immediato, senza pause nel gioco e senza bisogno di usare un challenge“. Situazioni dunque come assegnazione di una rimessa e ultimo tocco, e di un tiro da due o tre punti e piedi sulla linea, e un sistema di gestione delle chiamate arbitrali “oggettive” come le ha definite Silver (quindi non su falli di gioco e contatti, o potenziali infrazioni), simile alla tecnologia “occhio di falco” in uso da diversi anni nel tennis.
