Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsI Kansas Jayhawks danno spettacolo a Roma e sono pronti per la stagione NCAA

I Kansas Jayhawks danno spettacolo a Roma e sono pronti per la stagione NCAA

di Giacomo Manini
Kansas University

La squadra allenata da coach Bill Self è in tour in Italia per disputare alcune amichevoli di preparazione alla stagione, lo scorso anno la squadra vantava Frank Mason III e Josh Jackson entrambi in NBA attualmente. Quest’anno i Jayhawks dovranno riscattare la brutta uscita di scena dalla march madness all’elite 8 contro Oregon per 70 a 64; per riuscire a fare di meglio avranno bisogno delle migliori versioni dei giocatori già facenti parte del roster (es: Graham), di un notevole apporto dei freshman (es: Preston) e del redshirt Malik Newman. Le due gare giocate a Roma sono state due successi per Kansas e alla prima di queste, noi di www.nbapassion.com  eravamo presenti.

La partita: tutto facile per Kansas

Il 2 Agosto 2017 al palazzetto Honey Sport City i Kansas Jayhawks hanno affrontato una selezione mista di giocatori della Stella Azzurra e HSC. Il quintetto degli americani era composto da: Vick, Graham, Newman, Preston, Azubuike, mentre il quintetto della formazione italiana era: Reale, Eboua, Bayehe, Fokou, Mouaha.

La squadra di coach Bill Self ha voluto imporre da subito un ritmo alto e sotto canestro la sfida era del tutto impari in favore ovviamente dei Jayhawks. Il protagonista del primo quarto è stato Devonte Graham con un 3/3 dall’arco che ha contribuito al 22-15. Nel 2° quarto i Jayhawks hanno iniziato a fare sul serio dominando il pitturato grazie ad un Azubuike on fire! Il centro degli americani ha danneggiato il canestro con una schiacciata paurosa, solo una delle 3-4 messe a referto.

Nel 3° quarto la partita smette di avere un senso e Kansas ne diventa padrona assoluta andando sul 73-32 per poi chiudere il quarto 83-42. Quarto di gioco dove Newman e Preston mostrano le loro qualità, assistiti sempre ottimamente da Garrett, Vick e soprattutto Graham. La gara termina poi 90 a 56 in un ultimo quarto dove i migliori giocatori d’oltreoceano restano seduti in panchina.

I migliori: Udoka Azubuike in 13 minuti di gioco ha messo a referto 13 punti 2 rimbalzi, 1 stoppata e 1 canestro danneggiato. Malik Newman all’esordio assoluto con i Jayhawks segna 16 punti, 4 rimbalzi, 3 assist e 2 stoppate; nonostante appaia ancora non in formissima, sembra pronto a rendersi protagonista della NCAA. Billy Preston, freshman, gioca al massimo meno dei 12 minuti in cui è in campo, ma colleziona 10 punti, 4 rimbalzi, 1 assist, 3 perse e 2 rubate; mostra già una notevole intesa coi compagni.

IL MIGLIORE: Devonte Graham ha vinto anche il premio a fine partita come MVP, davvero una prova di una maturità incredibile, sa sempre cosa fare con la palla in mano, raddoppiato scarica molto bene, segna da 3 punti divinamente e accelera solo quando necessario. Il futuro di Kansas è in buone mani!

Per la compagine capitolina da segnalare le buone prestazioni di Joel Fokou (4/13 dal campo, 11 punti, 4 rimbalzi, 1 stoppata [bellissima] 1 assist, ma anche 9 perse, davvero troppe). Agbanu con 8 punti e 4 rimbalzi in 12 minuti e anche Reale nonostante lo 0/2 dal campo, è sembrato più deciso con la palla in mano.

Devonte Graham: una macchina

Lo scorso anno il trio delle meraviglie era composto da Mason, Jackson e Graham. 2/3 non ci sono più e adesso il ruolo da protagonista sarà più di Devonte, coadiuvato dai suoi ottimi compagni e da un coach storico. Nel riscaldamento pre-partita avrà sbagliato 1 tiro, massimo 2 e provava conclusioni di tutti i tipi, marcato e non. Le sue skills offensive sono migliorate e continueranno a farlo per forza di cose, perchè avrà più possessi, poi i 9 assist sono la dimostrazione della sua visione di gioco e della sua abilità come passatore. Destra e sinistra al ferro, discreto giocatore di P&R, leader in campo, ma deve migliorare nel finire al ferro con traffico in area e il suo contributo difensivo deve essere maggiore, anche se il fisico non l’aiuta (188cm x 79 kg). Il senior 22enne è chiamato all’anno della verità, le potenzialità e lo spazio per dimostrarle ce l’ha ora sta a lui e coach Self portarlo ai gradini superiori.

 

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