Nuovo innesto in cabina di regia per l’Allianz Trieste, è arrivato infatti a disposizione di coach Franco Ciani il classe ’97 Cory Sanders. Si tratta del secondo innesto dopo la firma di Alessandro Lever.
Il giocatore statunitense si appresta a diventare il playmaker titolare della squadra triestina, con Juan Manuel Fernandez pronto a subentrare dalla panchina per dare il cambio al nuovo innesto e combinare per un misto di esperienza e gioventù.
Sanders nelle ultime due stagioni ha giocato in Europa, prima in Portogallo all’UD Oliveirense, e poi in Polonia con l‘Astoria Bydgoszcz. Nell’ultima esperienza in Polonia ha chiuso con 18 punti di media con 50.9% da due punti e 31.2% da oltre l’arco dei 6,75.
Inoltre è un regista compatto a cui piace giocare di squadra ma se c’è la necessità di mettersi in proprio è in grado di scollinare spesso anche i 20 punti individuali.
Cory Sanders: la carriera
Cory Sanders, playmaker di 188 cm per 82 kg, è un prodotto della Rutgers University (New Jersey).
Con la maglia degli Scarlet Knights disputa tre stagioni tutte chiuse in doppia cifra di media e portando alla causa della propria squadra 14.6 punti, 3.6 rimbalzi e 3.5 assist nel proprio percorso universitario.
Dopo di che nel 2019 firma per la prima volta oltreoceano, in Georgia con il Mega Basket Georgia, prima di tornare in America l’anno successivo e vestire la maglia dei Rio Grande Valley Vipers nella G-League.
Nel gennaio 2020 torna in Europa, prima in Portogallo e poi nel campionato polacco.
I comunicati
In seguito le parole di Franco Ciani, neo-allenatore di Corey Sanders:
E’ un prospetto molto interessante che ha già conosciuto il basket europeo in queste ultime due stagioni facendo molto bene. Ci hanno colpito i suoi numeri in particolare dell’ultima annata, che l’ha visto primo del campionato per numero di assist e con tante altre statistiche importanti. Sono numeri che raccontano un giocatore disponibile nei confronti della squadra, di grande atletismo e una buonissima attitudine difensiva. Chi lo conosce bene per aver lavorato con lui negli Stati Uniti ci ha confermato queste caratteristiche e anche le qualità che dimostra fuori dal campo con l’approccio giusto al lavoro. Inoltre, avendo solo 24 anni, ha grandi margini di miglioramento su cui lavoreremo per fargli esprimere tutto il suo potenziale

