Home Lega Basket AGermani BresciaPoeta e il gruppo: i segreti della Germani Brescia finalista

Poeta e il gruppo: i segreti della Germani Brescia finalista

di Maurizio Mombelli

Una nuova pagina di storia è stata scritta per Peppe Poeta e per la sua Germani Brescia: con il successo in gara 3 contro Trapani, la Leonessa ha infatti raggiunto per la prima volta la finale Scudetto. Il risultato più importante di sempre per la società lombarda, a pari merito con la vittoria della coppa Italia nel 2023 e il record delle 22 vittorie in stagione regolare sempre di quest’anno.

E pensare che 14 anni fa, più o meno in questo periodo (maggio 2011) l’allora Centrale del Latte Basket Brescia Leonessa batteva nettamente la stessa Trapani nella finale promozione dell’ex serie b, oggi serie A Dilettanti. L’andamento di quella serie fu abbastanza simile rispetto a quello dei giorni nostri: prime due partite in Sicilia vinte dai lombardi, mentre il match decisivo, disputatosi in un San Filippo gremito di tifosi, fu senza storia: 95-57 il finale, Centrale del Latte di nuovo in A2 a 19 anni dall’ultima volta. Corsi e ricorsi storici storici che segnano il passo di un’avventura iniziata parecchi anni addietro e che ha trovato il suo culmine (per ora) nella serata di mercoledì 4 giugno.

Si potrebbero dire tantissime cose di questa stagione, la parola che le riassumerebbe tutte è però “resilienza”, termine fin troppo abusato ultimamente, ma che mai come in questo caso fotografa alla perfezione la stagione, il sogno dentro cui si trova la formazione lombarda in questo preciso istante. Perché questa squadra ha saputo andare oltre le aspettative di chiunque, navigando con prontezza tra gli scogli di una stagione particolare, trasformando in risorse quelli che ai nastri di partenza potevano sembrare dei limiti, come il roster corto solo per citarne uno. Resilienza, intesa come capacità di opporre resistenza a ostacoli e imprevisti, che è stata un fattore soprattutto nella serie di semifinale, dal momento che gli avversari avevano a disposizione una rotazione più lunga e molto più talentuosa. Dettaglio che però non ha intimorito la Leonessa, che non si è scomposta di un centimetro e ha saputo “sbranare” la preda nel momento giusto.

Germani Brescia, l’entusiasmo di Poeta nel dopo partita di gara 3

La Germani Brescia si trova dentro ad un sogno da cui non vuole più svegliare e, con lei, anche il suo allenatore Poeta. Lui, che arrivato la scorsa estate all’ombra del Cidneo da esordiente come capo allenatore e tra lo scetticismo generale, ha avuto il merito di trasformare i dubbi in applausi praticamente fin da subito. Lo ha fatto con la sua pacatezza e saggezza , grazie alle quali ha messo in moto una macchina che non ha quasi mai diminuito la velocità di marcia, oliandone gli ingranaggi alla perfezione. Sempre calmo in panchina, composto, mai un urlo o un atteggiamento fuori dalla righe. I suoi occhi lucidi dopo la sirena finale di gara 3, e poi anche in conferenza stampa, sono l’emblema delle emozioni che questa squadra ha saputo regalare ai suoi tifosi in questa annata.

Sono orgoglioso di tutti i ragazzi” – ha esordito Poeta davanti ai microfoni dei giornalisti – “Hanno giocato una serie pazzesca: il 3 a 0 è bugiardo, sono 3 partite finite in volata, il gap non è così ampio. Noi siamo stati più cinici e lucidi nei finali, come abbiamo fatto per il resto del campionato. Per tutta la stagione i ragazzi hanno avuto un grandissimo rifiuto verso la sconfitta, lo hanno dimostrato oggi, a Treviso quando eravamo a -18 contro Trieste. Finire con sole 6 palle perse in una partita così intensa fa capire la voglia di vincere di questa squadra”.

Resilienza dunque, ma anche capacità di saper soffrire insieme, come sottolineato anche dal coach campano: “Ho dato alla squadra la fiducia che si meritava, insieme a Mauro Ferrari abbiamo costruito una squadra molto intelligente E poi ci sono tutte le qualità di questi ragazzi: uno che arriva con 0 partite da allenatore e dice a Bilan, Della Valle, Ivanovic cosa devono fare e loro lo ascoltano… questo vuol dire che i ragazzi hanno un senso di appartenenza speciale. Ho provato a caricare il Gruppo come se fosse una partita di campionato, dovevamo rimanere leggeri e senza pressioni, giocare insieme e con fiducia”

Ora arriva il bello per la Leonessa, sognare è lecito, e per farlo bisogna essere tutti uniti: “Mi sento di dire grazie: un grazie gigante a tutti, alla città, all’ambiente. Fin da subito ho sentito fiducia e vicinanza nei miei confronti: non era scontato” – ha concluso Poeta – “Da giocatore non ho mai avuto l’opportunità di calcare il palcoscenico della finale. Ora due giorni di riposo e poi ci prepariamo e poi inizieremo a prepararci anche per quella “.

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