Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsCleveland CavaliersJames Harden: “Le trade? Parola ‘lealtà’ sopravvalutata”. E i Cavs già pazzi di lui

James Harden: “Le trade? Parola ‘lealtà’ sopravvalutata”. E i Cavs già pazzi di lui

di Michele Gibin
james harden

C’è da dare atto a James Harden di essere probabilmente la superstar NBA più “adattabile” della sua epoca. Non c’è stata infatti squadra in cui abbia giocato, in cui non abbia saputo cambiare ruolo e adattarsi nel miglior modo possibile e anche nelle prime partite da Cleveland Cavs dopo la trade di settimana scorsa, la storia pare non essere cambiata.

Contro gli Washington Wizards (sic) alla sua terza partita in maglia Cavs, Harden ha chiuso con 13 punti e 11 assist, con 6 rimbalzi e appena 4 tiri (e 10 su 12 in lunetta) favorendo i 30 punti di Donovan Mitchell e i 32 punti di Sam Merrill, tiratore di assoluto valore che aspettava solo una grande point guard in grado di metterlo in ritmo per accendersi. Merrill ha chiuso con 11 su 12 dal campo e 9 su 10 da tre in 25 minuti, i Cavaliers hanno vinto la quinta partita di fila e la nona delle ultime 10, e entrano nella pausa per l’All-Star Game come squadra più in forma della NBA assieme a Spurs e Hornets.

Cleveland necessitava del resto di una point guard visti i continui problemi fisici di Darius Garland, sostanzialmente fermo dalla scorsa primavera e che ha giocato solo a singhiozzo. Giocatori come Merrill e un Jarrett Allen mai così a suo agio (21 punti con 8 su 8 dal campo contro gli Wizards) sono i beneficiati principali dell’arrivo di James Harden e all’appello manca ancora Evan Mobley che sta recuperando da un infortunio.

“Io sono qui per questo, oggi ho preso appena 4 tiri ma abbiamo vinto lo stesso, e di tanto. Conta questo, Sam Merrill era in ritmo e non importa se devo prendermi 4 tiri o segnare un sacco di punti” ha detto il Barba dopo la partita. L’avversaria era da oratorio, va detto, ma l’esordio casalingo davanti al suo nuovo pubblico di James Harden è stato il migliore possibile, il suo arrivo ha ridato entusiasmo a una squadra che pareva essersi spenta in questa stagione, dopo la grande occasione fallita lo scorso anno.

“James vede il gioco su più livelli, non mi ero reso conto che avesse tirato appena 4 volte. Ha creato gioco, mosso la palla e fatto cose diverse, poi esercita questa gravità attorno a lui. Ci apre spazi, poi in panchina fa anche da allenatore aggiunto. E’ qui per questo” così Donovan Mitchell.

Dopo la partita, Harden ha riflettutto sui suoi frequenti cambi di squadra. I Cavs sono la sua sesta fermata NBA dopo Thunder, Rockets, Nets, 76ers e Clippers, qualcosa di piuttosto inusuale per una superstar e ex MVP del suo livello. “Alla fine si tratta di sport, la parola ‘lealtà’ è un po’ sopravvalutata. Siamo in un business in cui ci sono tanti soldi e tante decisioni da prendere. Se c’è un giocatore che non sta facendo bene o che non fa parte di un progetto, un front office deve fare il proprio lavoro, magari cederlo e fare ciò che ritiene giusto per la squadra. E se un giocatore non è contento, può chiedere di essere ceduto. Alla fine però sono gli stessi problemi di tutti, solo più amplificati“.

“La mia priorità è sempre stata giocare per competere, e per assicurare stabilità finanziaria alla mia famiglia. Penso di essere stato saggio e di aver rinunciato anche a dei soldi, in passato, cosa che non mi viene sempre riconosciuta ma io sono contento. Io gioco sempre e gioco per vincere e a alto livello, e questo conta” ha detto ancora Harden. “Siamo in un business e i giocatori devono fare ciò che è meglio per loro, per la loro squadra e organizzazione“.

James Harden aveva smentito nei giorni scorsi di aver richiesto una trade agli LA Clippers, e anzi ringraziato la sua ex squadra per averlo ceduto ai Cavs una volta preso atto di voler voltare pagina e ringiovanire la squadra. I Clippers hanno ceduto Harden ricavando Darius Garland, due volte All-Star e giocatore di 10 anni più giovane, e ceduto Ivica Zubac ai Pacers ricavando Bennedict Mathurin, altro giovane, e due prime scelte future al draft.

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