A più di tre mesi dall’uscita del pezzo d’esordio di TIPI DA “A”, riguardante Travis Diener, ecco sotto la lente di ingrandimento un altro giocatore che ha deciso nelle ultime settimane di ritirarsi dall’attività agonistica. All’età di 35 anni, dopo le ultime due stagioni trascorse in Italia, è infatti Spencer Nelson ad appendere fatidicamente le scarpe al chiodo.
Alcuni giovani, magari con la mente appannata da questo nome non molto altisonante, potrebbero esclamare all’istante “Carneade chi era costui?” su assist perfetto del buon Alessandro Manzoni, tuttavia si parla di uno che nella nostra penisola ha avuto a più riprese il suo bel da farsi, dovunque sia passato a metter in mostra le sue gesta.
Nato in una cittadina dell’Idaho, di nome Pocatello, da famiglia fervente cristiana egli da giovane trascorre due anni in missione religiosa nel Sud America. A 14 anni inizia a praticare la pallacanestro nella High School vicino casa, finchè qualche anno dopo gioca nel college di Utah State, dove ha modo di maturare divenendo il cardine della sua squadra nel campionato di NCAA. Nel 2005, ormai già maturo e ben formato a livello cestistico, abbandona gli Stati Uniti ed approda in Germania, al Bamberg. Nel suo primo anno tra i professionisti, Nelson mette subito in mostra le sue doti in Eurolega, dove trascina i suoi alle Top 16.
L’anno successivo, l’approdo in Italia alla Benetton Treviso di sua maestà David Blatt (per dirla breve, l’attuale allenatore di Lebron…) dove resta una stagione vincendo Supercoppa e Coppa Italia, della quale viene nominato MVP. Nel luglio 2007, viene messo sotto contratto dalla Fortitudo Bologna, con cui gioca solo 9 gare prima di essere tagliato. E’ un grave infortunio a fargli chiudere anzitempo la stagione.
Le successive due annate non sono affatto degne di nota. Spencer Nelson si trasferisce in Grecia, ma accusa vari acciacchi fisici che gli precludono un ruolo da protagonista sia all’Aris Salonicco che nell’esperienza con il Peristeri Atene. La svolta arriva nell’estate 2010, quando firma un modesto triennale guadagnandosi un posto da titolare al Gran Canaria, in Liga ACB.
Scaduto il contratto con il team delle isole, è ora di far ritorno nello stivale, e precisamente nel vero posto al sole del momento cestisticamente parlando: quella Mens Sana Siena oramai divenuta asso pigliatutto in campo nazionale, senza considerare però le avverse situazioni societarie che hanno in seguito portato al fallimento…
Fin dall’inizio della stagione, in cui i toscani portano a casa dapprima la Supercoppa italiana, si sapeva che il club avrebbe fatto una brutta fine, ciononostante la rosa era ancora di buon livello e adatta a ben figurare anche in Eurolega. Nei playoff di Serie A 2014 Siena elimina prima la Reggiana e poi la Virtus Roma, salvo poi perdere lo scudetto in gara 7 appannaggio dell’Olimpia Milano. Ottavo alloro consecutivo sfumato davvero per un soffio, ma i lombardi non lo vincevano da 18 anni. L’attesa era diventata estenuante, onore ai vinti in ogni modo.
La stagione vede Spencer Nelson ben figurare in uscita dalla panchina. In campo europeo è un flop come tutta la squadra che viene fatta fuori subito in Eurolega, ma le sue medie complessive parlano chiaro: 6.3 punti, 4.4 rimbalzi, 1.5 assist in quasi 21 minuti di utilizzo. Un po’ discontinuo in fase di realizzazione, ma sempre molto utile alla causa nei momenti topici, in cui l’esperienza fa da padrona. Da ricordare le sue prestazioni in gara 4 e gara 5 di quelle finali scudetto, dove si dimostrò un felino letale dall’arco dei 6,75 lasciando solo pan bagnato agli avversari.
Pochi mesi fa, precisamente lo scorso 13 novembre, l’Umana Reyer Venezia comunica ufficialmente l’ingaggio dell’ala di 203 cm, in quella che sarà la sua ultima esperienza. Spencer Nelson ritrova tre ex compagni di squadra a Siena, cioè Ress, Ortner e Viggiano, con i quali arriva a un passo dalle finali scudetto.
Tutto questo fino a pochi giorni or sono. Dopo 10 anni di militanza tra Italia e Europa, il lungo naturalizzato azero ha messo la parola fine. Nelson ha ringraziato i protagonisti di tutta la sua avventura nel mondo professionistico a nome suo e della sua famiglia, ringraziando in modo particolare i compagni di squadra che lo hanno affiancato durante la sua lunga, intensa e gloriosa carriera.
Presenza fissa per cinque anni tra le fila della nazionale dell’Azerbaigian, avendo sposato una ragazza di lì, egli è stato sempre capace di garantire esperienza, qualità e intelligenza cestistica. Non resta altro che augurargli buone cose, con la speranza prima o poi di rivederlo nel mondo della palla a spicchi, magari in un ruolo tecnico o chissà, da allenatore!
Per Serie A Beko Passion,
Lorenzo Prodon





