L’Olimpia ha ottenuto una vittoria importantissima per poter rimanere in corsa per il passaggio del turno ma soprattutto per il suo futuro. Potrebbe essere il punto di svolta della stagione: vincere contro una squadra fortissima, per di più anche lei obbligata a fare risultato, e senza il tuo miglior giocatore e leader (in campo e fuori) è stata una vera impresa.
Coach Repesa dopo la partita spiega come è riuscito a scuotere la squadra prima della partita: “Quando abbiamo preso la decisione che Alessandro non avrebbe giocato, ho detto alla squadra che bisognava mettere in campo tutta l’energia possibile, perché contro l’Efes era l’unico modo per provare a vincere. Ci siamo riusciti ed è stata una vittoria fondamentale non solo per i due punti, ma per la fiducia che ci porta dopo tantissimi problemi”
Una grande vittoria di squadra, punti ben distribuiti e bella difesa da parte di tutti. La vera impresa è stata fatta nel secondo tempo, quando la squadra è riuscita a rientrare in campo come se nulla fosse successo negli ultimi minuti di gioco prima della sosta, quando l’Efes aveva messo la testa avanti per la prima volta nella serata recuperando ben 17 punti di svantaggio. Una mazzata, soprattutto perché avvenuta nel finale di tempo. Ma la squadra non si è disunita; l’intervallo, che a quel punto poteva anche essere molto pericoloso, ha invece consentito all’Olimpia di poter rimanere con la testa nel match e di riniziare la partita dallo 0-0, cancellando le cose positive (molte) e negative (il finale, appunto) della prima metà di gioco.
I SINGOLI
In questo avrà avuto moltissimi meriti coach Repesa (voto 8). Tanti i suoi meriti, oltre a quello appena citato. Dare stimoli ad un gruppo al quale manca un leader del livello di Gentile, non è una cosa da poco. Soprattutto se su quel leader viene basato una grande percentuale del gioco d’attacco. Ma non dimentichiamoci un’altra assenza importantissima, quella di Milan Macvan, soprattutto vista la differenza qualitativa e numerica con i lunghi dell’Efes. Buone rotazioni che hanno consentito a tutti gli effettivi (Amato e Magro esclusi) di entrare e di rimanere in partita per tutti i 40 minuti. Partita pazzesca di McLean (8.5), 26 punti e perfetto da due (9/10), schierato prevalentemente da ala grande con Barac (7) centro, una coppia in grado ieri di tirare con un 15/19 e mettere 38 punti complessivi. L’altro lungo, Hummel (6) si prende pochi tiri (2/5) con solo un rimbalzo catturato (importantissimo), ma è ben concentrato in difesa. Cinciarini (6,5) gioca un’ altra buona partita, nonostante il 2/8 totale al tiro; sta finalmente prendendo la squadra in mano e si vede, grande partita di Lafayette (7), 15 punti e due triple a segno, 3 assist e 2 palle perse. Simon (voto 7,5) tira male (5/15) ma mette 17 punti a referto, distribuisce 6 assist ai compagni e cattura 5 rimbalzi. Molto bene in difesa e poche iniziative in attacco sia per Cerella (7), che scuote la squadra a inizio secondo tempo con una rubata con contropiede, che per Jenkins (6), 2/3 al tiro, quest’ultimo continua a fare troppi falli ingenui, oggi per ben due volte sul tiro da tre. Esce per cinque falli e non nel modo migliore: lasciando tre tiri liberi per gli avversari, per giunta in un finale punto a punto Ora la frase più tirata in ballo del weekend sarà “senza Gentile si gioca meglio”, che detto dopo una sola partita ha la stessa attendibilità di “quando Cerella gioca 14.07 minuti si gioca meglio”, oppure“quando Hummel non segna da tre si gioca meglio” e se ne potrebbero dire tante altre.
Chi conosce un minimo lo sport (non solo il basket), sa che non è una novità quello che è accaduto ieri.
E’ piuttosto usuale che una squadra tiri fuori tutto il suo carattere per poter reagire a una difficoltà o, per esempio, ad un torto arbitrale. Nel breve periodo è facile vedere una reazione, ma alla lunga le assenze pesano. Non è questo il caso perché purtroppo Gentile tornerà disponibile a breve. Ora bisogna dare seguito a questa prestazione, a cominciare dal derby con Cantù, altrimenti la partita di ieri perderà presto di significato.
Per NBA Passion,
Giò Rid di Tifoolimpia

