Chi si ricorda di Enes Kanter Freedom? Infatti
L’ex giocatore NBA diventato attivista… a modo suo dopo la fine della sua carriera NBA, ha lanciato una provocazione nei confronti della WNBA dichiarando di essersi “iscritto ufficialmente al draft 2027” della lega femminile di basket USA, con l’intento a suo dire di mettere a nudo l’ambiguità del regolamento della lega in materia di gender e di ammissione di sole atlete donne. “Dopo un’attenta considerazione e dopo aver letto le linee guida della WNBA, mi dichiaro eleggibile al prossimo draft” ha detto Freedom con tanto di annuncio video.
“Se il semplice indicare se si è uomo o donna è un criterio sufficiente, allora anche io soddisfo pienamente i requisiti per giocare nella WNBA” dice ancora l’ex giocatore di Blazers, Celtics e Jazz, restando serio: “Non sono qui per prendere in giro nessuno né mancare di rispetto a una comunità né a scelte personali. Chiedo solo che le regole vengano davvero applicate per tutti“.
All’iniziativa dimostrativa di Enes Kanter Freedom si è aggiunto un altro ex volto NBA, seppur fugace, come Royce White un tempo scelta di lottery degli Houston Rockets, ma che non ha mai davvero giocato nella lega tra problemi personali e disciplinari, e che da qualche anno si è dato all’attivismo e alla politica. Come Freedom, anche White si è provocatoriamente iscritto al draft WNBA 2027, provando a salire sul carro del quarto d’ora di celebrità.
L’intento di tale sparata sarebbe quello di criticare le regole WNBA che determinano l’eleggibilità di un’atleta, e i limiti per quanto riguarda le atlete transgender. Nella storia della lega, nata nel 1997, solo l’ex Indiana Fever e LA Sparks Layshia Clarendon figura come unica atleta transgender che abbia mai limitato nella lega. Clarendon, nata donna, si è identificata nel 2020 come non binaria e nel 2021 si è sottoposta a un intervento chirurgico per rimuovere il seno. Nessun’atleta riconosciuta come transgender e che abbia cambiato sesso da uomo a donna ha mai militato nella WNBA e il regolamento specifica solamente che le sole giocatrici riconosciute come donne possono giocare nella lega.
Una polemica non nuova negli Stati Uniti, da quando la politica ha iniziato a occuparsi del tema delle atlete transgender nello sport femminile scolastico e collegiale, con leggi di alcuni stati e persino un ordine esecutivo presidenziale (poi stoppato al Senato) che hanno proibito la partecipazione alle atlete transgender in gare, campionati e competizioni femminili. Nelle ultime settimane le dichiarazioni di Sophie Cunningham, ala delle Indiana Fever, hanno riacceso il dibattito, Cunningham si è detta in un’intervista a ESPN “contro la partecipazione” delle atlete transgender negli sport femminili in età scolastica e collegiale, per “proteggere” le ragazze e le più giovani, specificando di non avere alcun pregiudizio di genere.
La provocazione, che è destinata a restare tale, di Kanter Freedom, ha suscitato una presa di posizione del sindacato WNBPA delle giocatrici, che ha diffuso un comunicato ufficiale: “La WNBA rappresenta oltre 200 atlete, persone con cultura, esperienze, stili di vita e opinioni diverse. Noi abbracciamo valori come giustizia, eguaglianza, diversità e inclusione (…) l’odio, la discriminazione, gli abusi e la demonizzazione di ogni individuo o gruppo, incluse le atlete transgender, non fanno altro che rinfocolare paura, divisioni e sofferenza. Saremo sempre pronte a parlarne ma non saremo mai sfruttare come pedina politica“.
Enes Kanter Freedom ha giocato per 10 anni nella NBA tra 2012 e 2022 tra Jazz, Thunder, Knicks, Trail Blazers e Celtics, e già durante la sua carriera da giocatore aveva fatto parlare di sé in quanto oppositore pubblico del presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan, soprattutto a seguito del fallito colpo di stato militare in Turchia del 2016 le successive “purghe” tra i militari e la società civile. Kanter aveva rinunciato alla sua cittadinanza turca ed era diventato apolide, e denunciato la volontà del governo turco di volerlo liquidare come oppositore. In Turchia, Kanter è stato processato in contumacia come terrorista e nel 2021 il giocatore ha ottenuto la cittadinanza statunitense, cambiando il suo nome in Enes Kanter Freedom. Come attivista politico, Freedom aveva polemizzato anche con alcune star NBA e LeBron James, accusandoli di essere testimonial “insensibili” di Nike, accusata di sfruttare il lavoro minorile negli stabilimenti in Cina e tra la minoranza Uiguri nel paese.

