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Basket italiano: tifoserie in protesta contro il nuovo protocollo, cosa sta accadendo?

di Maurizio Mombelli
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Nel basket italiano sta montando una protesta per certi versi inedita, che vede unite sotto lo stesso vessillo le tifoserie organizzate di tutta Italia, e che riguarda l’introduzione di un nuovo protocollo. Da quest’anno, infatti, le regole per accedere ai palazzetti sono diventate molto più stringenti, assimilando di fatto la pallacanestro a ciò che avviene nel mondo del calcio da oltre vent’anni. Un nuovo protocollo – che limita la vendita dei biglietti specie in trasferta, firmato da ministero dell’interno, Federazione italiana pallacanestro e Lega Nazionale pallacanestro – che le tifoserie ritengono immotivato sotto tanti punti di vista, visto che nel mondo cestistico italiano sono assai rari gli episodi di violenza o che possono generare problemi di ordine pubblico.

Basket italiano, in cosa consiste il nuovo protocollo e perché le tifoserie stanno scioperando 

Il tema centrale, per il quale quale ha preso inizio la protesta delle tifoserie del basket italiano è, riguarda il nuovo protocollo per l’ingresso ai palazzetti, ovvero l’introduzione del biglietto nominale: da quest’anno, infatti, su ogni titolo di accesso dovranno essere riportati tutti i dati anagrafici del possessore, come già accade per gli abbonamenti. Un modo per riuscire a controllare meglio il flusso di tifosi all’entrata, prevedendo eventuali rischi con un’identificazione a monte di coloro che usufruiscono del tagliando. Ma ciò che viene contestato maggiormente, sono le limitazioni per le trasferte, dove la vendita dei tagliandi può avvenire solo entro le 19 del giorno antecedente alla gara, eliminando la possibilità di acquistare il biglietto il giorno stesso della partita. Una scelta effettuata per poter garantire di un elenco completo dei presenti che, prima di ogni match, verrà inserito in un sistema elettronico dalla polizia per confrontarlo con l’elenco dei sottoposti a Daspo o eventuali altre restrizioni. Per verificare il corretto funzionamento della procedura, nei varchi di ingresso dei settori ospiti saranno presenti degli steward riconoscibili tramite apposita casacca, mentre il questore potrà disporre misure di prevenzione aggiuntive al fine di garantire l’ordine pubblico, come la vendita contingentata dei biglietti, io divieto di trasferta o la disputa del match a porte chiuse.

Insomma, una situazione parecchio delicata, che ha visto opporsi il tifo organizzato di tutto il panorama cestistico italiano. Durante la Supercoppa, la parte più calda del tifo delle quattro squadre partecipanti, ha scelto di astenersi dal supportare i propri beniamini mentre all’esterno del Forum di Assago le tifoserie delle altre squadre di LBA si sono ritrovate per una manifestazione collettiva durante la finale tra Brescia e Milano. Nell’ultimo weekend invece, durante la prima giornata di campionato, le frange più calde delle varie tifoserie hanno lasciato vuoti i propri settori in segno di protesta con uno striscione che recitava “no al protocollo”. Secondo i supporter più affezionato, come si legge da un loro comunicato congiunto, le nuove norme sono “inutili e ingiustificate, e vanno a minare la crescita di un movimento che da sempre fatica a coinvolgere nuovi appassionato”. Anche perché il nuovo protocollo si applicherà solo in Italia mentre in Eurolega, Eurocup e Champions League vigono i regolamenti stabiliti da Euroleague e Champions League, che permette alle persone di poter acquistare un tagliando anche il giorno stesso della partita e senza limitazioni.

Vedremo ciò accadrà, sottolineando però che il nuovo regolamento è ancora in fase di sperimentazione fino al termine di questa stagione, diventando definitivo dalla prossima annata. Proprio su questo punto, le varie tifoserie vedono la possibilità di aprire un tavolo di confronto con le istituzioni, per poter capire se ci sono dei margini per un alleggerimento della nuova normativa.

 

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