Inutile negarlo da un giocatore del calibro di Daniel Hackett si ci attendeva un epilogo diverso dalla sua ultima esperienza a Milano.
E’ successo di tutto, momenti indimenticabili come uno scudetto atteso 26 anni ma anche parentesi buie come la squalifica in nazionale che ancora oggi farebbe discutere.
L’Olimpia Milano lo volle fortemente, fu il regalo di Natale 2013 con esordio il 26 dicembre. Ritrova non a caso coach Luca Banchi e altri pezzi (Moss e Kangur) di una Siena che da li a breve avrebbe salutato il basket che conta per motivi di bilancio.
In precedenza con i tifosi della Mens Sana aveva creato un feeling particolare, uno di quei legami che si spezzano tra le lacrime. L’Olimpia non ci pensa due volte, si accolla un buyout importante e al giocatore un offre un biennale da quasi un milione ma senza NBA escape.
Daniel ha un carattere forte e determinato, ci mette poco a calarsi nella parte di metronomo della squadra, il pubblico apprezza e alla fine della sua prima stagione milanese i conti tornano grazie alla conquista di un indimenticabile scudetto ironia della sorte proprio contro la sua ex-squadra e una Euroleague che si interrompe alla soglia delle Final 4 ad opera del Maccabi che da li a breve si sarebbe candidato campione.
Nel complesso una stagione ricca di soddisfazioni, in molti scommetterebbero che ne sarebbero altre, invece la stagione 2014 si apre male e si chiude peggio.
Pronti via squalificato in Nazionale, condizione che non gli ha permesso giocare in campionato ma solo in Europa. Milano prende tempo, potrebbe rescindere ma non lo fa, decide di aspettarlo per un finale di stagione che sarà avaro di soddisfazioni.
La condizione e il ritmo gara non possono essere al top giocando buon parte della stagione le sole partite della massima competizione europea. Tutto sommato in campo fa il suo, qualche lampo ma anche scelta appannata fino ad arrivare alle partite che contano. In quelle non lascia mai il segno giocando Coppa Italia, Playoff di campionato e seconda parte di Eurolega non all’altezza fino all’incredibile finale con Sassari in gara 7. Gli episodi non vanno dalla parte giusta, è un momento di rottura, un bivio prendere o lasciare, fuga o rivincita, ricominciare o ricucire un rapporto con l’ambiente e con se stesso che richiede un momento di riflessione.
Alla fine … decide di cambiare, rescissione consensuale del contratto con Milano e l’esperienza si interrompe. Senza grande enfasi, anzi quasi uscendo dalla porta di servizio si toglie le “scarpette rosse” e parte alla ricerca di qualcosa di nuovo. Sogna l’NBA, partecipa ad un workout con New York ma alla fine sceglie una big europea, l’Olympiacos. Sembra quasi una scambio, Daniel verso il Pireo al posto di Lafayette che punta la bussala verso la Brianza e da li a breve chiuderà un accordo con la società Meneghina.
Nelle medesime condizioni il suo compagno di squadra Alessandro Gentile, grande amico dentro e fuori dal campo, ha scelto di fare il contrario facendo prevalere un spirito di rivincita senza pensarci due volte. Sono comunque scelte difficili che dipendono da molti fattori, a giugno prossimo sapremo chi dei due abbia fatto la scelta migliore.
Spesso in casi del genere i tifosi e la critica premiano le scelte di attaccamento ma personalmente nei panni del tifoso Olimpia non esiterei un “grazie e buona fortuna”.
In altre parole Hackett riparte da zero, l’Olympiacos la potremo definire una nuova scommessa in una realtà che nonostante la crisi locale riesce sempre a confermarsi ad altissimi livelli. Rispetto a Milano in Grecia avrà davanti a se, un mito, Vasilīs Spanoulīs, quindi meno responsabilità e condizione ideale per mettersi al servizio di una squadra. All’ombra di Spanoulis ci sono tutte le premesse per mettersi alle spalle le ultime delusioni.
Il sogno NBA alla soglia dei 30 anni probabile sia da considerare un discorso chiuso. Già nel 2009 in uscita dalla University of Southern California si dichiarò eleggibile per il draft ma non arrivò nessuna chiamata, da li a breve avrebbe iniziato l’esperienza a Treviso.
La sorte ha voluto giocare un piccolo scherzo a Daniel incrociando le sue sorti nuovamente con quelle di Milano nel sorteggio di Euroleague. Il 30 ottobre avremo la misura del segno lasciato dal ragazzo all’Olimpia valutando le reazione del suo ex-pubblico al Forum di Assago. Sicuramente non ci saranno le lacrime dei tempi di Siena, ma nel bene o nel male è un giocatore che a Milano ha lasciato il segno.





