La situazione per la Nutribullet Treviso Basket si fa sempre più complicata, Briante Weber resterà fuori ancora per almeno due-tre settimane a causa dell’infortunio subito nell’amichevole contro Apu Udine (frattura costale abbinata a una contusione al rene). Dopo 44 giorni di assenza, lo staff medico ha deciso di non accelerare il rientro: il direttore sportivo Federico Pasquini ha infatti dichiarato che non verranno presi rinforzi sul mercato nel breve termine, preferendo attendere il pieno recupero del giocatore per evitare rischi di ricadute. Weber ha comunque rimosso il drenaggio e ha finito i giorni di riposo forzato e inizierà l’iter delle visite di controllo riprendendosi ad allenare gradualmente per provare ad esserci il 17 novembre contro la Virtus Bologna.
Nutribullet Treviso piove sul bagnato: 0 vittorie e Briante Weber ancora ai box
Questo stop arriva in un momento critico per la squadra di coach Massimiliano Rossi, che non ha ancora ottenuto la prima vittoria stagionale e si appresta ad affrontare sabato un derby molto delicato contro l’Allianz Trieste al Palaverde. L’assenza di Weber -considerato anche uno dei migliori difensori del gruppo- è stata e presumibilmente continuerà ad essere un danno grave, sia in termini di organizzazione offensiva che di tenuta difensiva e la scelta di non accelerare il suo ritorno sul parquet per quanto possa essere stata basata su un’ottica di tutela a lungo termine, espone la squadra a una fase di maggiore fragilità in un momento che già di per sé è molto delicato. Inoltre nei casi come questo, quando si parla di un qualsivoglia giocatore infortunato come di un possibile salvatore e risolutore di tutti i problemi di una squadra che avvolta in un vortice di risultati negativi -e sia tifosi che staff tecnico, fosse solo per avere qualcosa a cui aggrapparsi in un mlmento buio, stanno già sperando che al suo rientro possa spostare di molto gli equilibri- si genera spesso un effetto controproducente alimentando le pressioni sul giocatore che quando effettivamente torna a giocare tende a rendere meno di quanto potrebbe in realtà. Altrettanto certo però è che Weber non è mai stato un tipo timido e se nel roster di Treviso c’è qualcuno in grado di reggere questo tipo di pressioni quel qualcuno è proprio il play ex Reggio.

