Home EurolegaEurolega previewNo Sanders, No party: EA7 Olimpia Milano – Zalgiris Kaunas

No Sanders, No party: EA7 Olimpia Milano – Zalgiris Kaunas

di Niccolò Arenella

Dopo 7 k.o. di fila Sanders e co. si ripresentano in Eurolega: tra le mura amiche lo Zalgiris Kaunas di coach Jasikevicius.

PRIMO TEMPO

Milano parte col quintetto tipo in europa con Hickman, Sanders, Radujlica, Pascolo e Dragic.

Partenza soft per i “men in red” con un parziale di 0-5 nei primi 2 minuti.

Zoran Dragic segna i primi due punti dell’ incontro, ma salvo l’imperiosa stoppata di Sanders sul contropiede lituano Milano è confusionaria in attacco.

Primi cambi a metà del quarto: Milan Macvan per uno spento Pascolo, con due falli a carico, e McLean per Raduljica.

L’attacco meneghino è impreciso, Macvan e la tripla di Kalnietis tentano di ricucire lo strappo iniziale ma si chiude sul 16-21. Basse percentuali da entrambe le parti ma il 17% da 3 milanese pesa molto.

 

Inizio secondo quarto con Lima che schiaccia prepotentemente a canestro costringendo Repesa ad un time-out dopo solo 48 secondi.  Esce Fontecchio, sicuramente positivo per voglia, in campo Dragic..

Raduljica sembra sempre più svogliato tanto da far partire i primi fischi dalle tribune e all’ ennesimo errore il coach lo può solo sostituire.

Il sostanziale equilibrio della seconda frazione non permette di riavvicinare lo Zalgiris, soprattutto per i clamorosi buchi difensivi in area.

Contropiede di Dragic che porta l’Olimpia a -3 e conseguente recupero difensivo che porta all’ ultimo tiro di Hickman che si spegne fuori. 33-36 a metà gara.

Zalgiris avanti grazie al 93% ai liberi, il 50% da tre ma la responsabilità biancorossa è evidente. In area i lituani hanno dominato e tranne Hickman, Kalnietis e Dragic non c’è molto da salvare.

 SECONDO TEMPO

Pronti via due triple dello Zalgiris mandano Milano a -9. Un problema tecnico blocca la partita per una decina di minuti. Al ritorno in campo la tripla e la successiva schiacciata di Rakim “The dream”  entusiasmano il forum facendo partire un parziale di 13-0 che porta Milano in vantaggio.

Secondo tempo entusiasmante dell’ex Sassari con 10 punti e giocate, su tutti e due i fronti del campo di altissimo livello. Espulso per doppio tecnico, ad un minuto dalla fine, Kavaliauskas dopo un alterco con Mclean, sanzionato anch’esso. Parziale 23-20  per l’Olimpia e inizia l’ultimo quarto finalmente in pareggio, 56-56.

Quando però sembrava essere il momento buono riemergono i vecchi problemi, altro mini parziale dei Lituani che condanna subito all’ inseguimento con anche un Sanders in meno, uscito zoppicando.

Repesa chiama time-out proponendo un quintetto, che definire sperimentale è generoso, senza lunghi di ruolo con Pascolo, Fontecchio e Macvan. Scelta che non paga; -11 e conseguente triplo cambio con Dragic-Mclean-Hickman.

La situazione non migliora e Milano tocca anche il -14. Ultimi senza mordente e risultato finale 70 – 78. Sonori fischi accompagnano l’uscita dal campo, l’uscita dal tunnel sembra molto lontana.

E ADESSO?

Repesa pensieroso

Cosi Coach Repesa a fine partita:“È frustrante per noi e per il pubblico o la società. Abbiamo messo energia e ci abbiamo provato ma non va. Ho detto mille volte che sono determinato e non mi fermo ma dobbiamo trovare la serenità per riprendere a vincere. La pressione la sentiamo perché l’Olimpia è una società storica con obiettivi alti e qualche volta non realisti. Questa è l’atmosfera e pesa. Però ci abbiamo provato ma solo Hickman ha fatto canestro. Così è difficile. Il problema è questo. Loro facevano canestro sui tiri aperti e noi no. Ho allenato situazioni difficili in passato come a Roma quando avevo Jaaber e Jennings che andavano a velocità 5 e Becirovic e Brezec che andavano a velocità 1. Raduljica penso sia quello che subisce di più la pressione ma non voglio accusare solo lui.  Di certo non è quello vero”.

Nonostante le dichiarazioni quella vista stasera è probabilmente una delle peggiori prestazioni degli ultimi anni. Una squadra in confusione completa che deve assolutamente ritrovarsi per non sprofondare nel baratro.

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1 commento

Sara 30 Dicembre 2016 - 19:22

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