In collaborazione con Mario Vasaturo.
La classe operaia va in paradiso, o quasi. D’altronde siamo solo alla quarta giornata di campionato di LBA.
Ma, dopo la bruttissima figura racimolata contro lo Zalgiris Kaunas, l’Olimpia Milano sta cercando di ritrovare la sua dignità. E quindi batte la Givova Scafati, facendosi forte del fondamentale supporto delle seconde linee.
Dopo una difficilissima settimana di Eurolega, l’Olimpia ha vinto quella che è stata una partita più sofferta del previsto, al PalaMangano. Nonostante una prestazione insufficiente da parte di Nikola Mirotic (2 su 11 al tiro e 0 su 7 da tre), gli uomini di coach Ettore Messina hanno alzato il livello difensivo e hanno trovato il giusto ritmo in attacco nel secondo tempo.
“Vittoria importante, per la settimana appena passata e per le assenze, è stato un ostacolo non semplice da superare” sostiene l’allenatore dei biancorossi. “Lo scorso anno perdemmo proprio dopo un doppio turno di Eurolega. Nel secondo tempo siamo cresciuti, Caruso e Tonut hanno dato un ottimo contributo, ma tutti hanno dato tutto, soprattutto per la stanchezza che c’era e dopo la partita difficile di giovedì. Ora andiamo avanti, torniamo a casa e ci prepariamo per la partita di giovedì contro l’Efes. Mirotic non aveva gambe, ha preso buoni tiri, alla sua portata, ci ha dato una mano segnando un canestro importante gli ultimi minuti. La partita è girata quando abbiamo giocato con Bolmaro in postbasso, anche Brooks ha fatto una grande partita, ma in generale è stato un grande sforzo di squadra”.
La sfida parte piano, le due squadre si scambiano canestri da una parte e dall’altra secondo un perfetto equilibrio apparente. Rob Gray è il più attivo per la Givova, a cui risponde Armoni Brooks. Entrambi segnano 7 punti nei primi 10 minuti.
Milano serve all’avversaria un parziale di 10-0, per chiudere sul 21-14 la prima frazione. Scafati ricuce lo svantaggio nei primi tre minuti di quarto, con un parziale di 9-1 e grazie alla tripla di Stewart. Coach Messina chiama timeout, ma al rientro in campo il parziale si allarga fino a 15-1. Dopo un secondo timeout dell’allenatore milanese, entra in partita Nenad Dimitrijevic, che segna i suoi primi 10 punti e aiuta Milano a chiudere sul 36-37 la seconda frazione.
All’inizio del secondo tempo, l’Olimpia si affida alla difesa e ai punti in contropiede. E funziona, perché si spinge 56-51, incurante degli 8 punti di Elijah Stewart. Tonut segna l’ultimo canestro della frazione e porta Milano sul 62-55 a 10 minuti dalla fine.
Un parziale di 6-2 apre l’ultimo quarto, con l’Olimpia che allunga sul +11. A 5 minuti dalla fine, capitan Pinkins prende in mano la squadra. Con ben 6 punti di fila e tre giri in lunetta, porta i suoi sul -4. Gray lo aiuta, portando i campani sul 71-75. Ma Nikola Mirotic non ci sta, e aumenta il vantaggio di Milano a +6. Dimitrijevic segna una tripla importante, seguito da Ricci che va in lunetta e allontana la squadra di coach Marcelo Nicola. Scafati prova a recuperare, ma Stewart sbaglia la tripla del possibile -3 a meno di 30 secondi dalla fine. E così l’Olimpia vince per 83-78.
I due punti in classifica arrivano, certo. Ma la risposta, e il carattere auspicato da coach Messina, restano ancora un miraggio. Milano tiene viva la striscia positiva in campionato, ma rischia un altro incredibile suicidio quando, dopo aver toccato il +14 a 6 minuti dalla fine, si fa rimontare da un contro-break di 10-0 ed essere costretta a salvarsi quasi per miracolo. Con lo stesso psicodramma visto tre giorni prima al Forum.
Scafati sogna l’impresa. “Partita di voglia, di desiderio, di grinta, molto fisica, ma ci è mancata lucidità e concentrazione nei dettagli e quello ha deciso la partita, e soprattutto contro una squadra come Milano non puoi permettertelo” tuona coach Nicola. “Loro poi erano ancora più concentrati per il periodo che stavano passando. Dobbiamo sicuramente correggere questi piccoli dettagli che ci condannano, così come successo con Brescia. Abbiamo sbagliato qualche tiro di troppo da sotto, ma era una squadra molto più fisica di noi, quindi questo ti porta a sbagliare più tiri sotto canestro e ad essere meno preciso.“
Inutili i 42 punti complessivi di Rob Gray ed Elijah Stewart, ma è evidente che l’Olimpia si salva soltanto con una tripla impiccata di Dimitrijevic. Non c’è nulla di costruito, non c’è squadra. E giovedì sera l’Efes busserà già alle porte del Forum.

