Home Lega Basket ABasket mercato AVirtus Bologna, parla Mattia Grassani sul caso Devontae Cacok

Virtus Bologna, parla Mattia Grassani sul caso Devontae Cacok

di Andrea Gordini
Virtus Bologna Devontae Cacok. Fonte immagine: Quotidiano Sportivo

A Bologna, sponda Virtus, sta impazzando il caso Devontae Cacok. Dopo il taglio di settimana scorsa si è creato un caso attorno al nome della Segafredo e a quello del centro nativo di Chicago: la Virtus si era avvalsa di una clausola presente nel contratto di Lega che gli permetteva di uscire da un contratto in essere, ma nel contratto standard di Eurolega questa escape non esiste e pertanto il contratto rimane in essere. Si è parlato di questa situazione come un qualcosa di inedito nel mondo della giurisprudenza, non essendoci precedenti. Si potrebbe arrivare addirittura ad una battaglia legale, peraltro con il sindacato dei giocatori di Eurolega presieduto da Toko Shengelia, ma non è da escludere che non ci si siederà al tavolo per trovare un accordo pacificamente. Oggi, sul Resto del Carlino ha parlato in merito alla questione anche Mattia Grassani, legale della Virtus Bologna,

Virtus Bologna e il caso Devontae Cacok, parla Grassani

Queste le dichiarazioni: Non c’è nulla di personale e per il club è stata una decisione difficile, ma la Virtus Pallacanestro ha esercitato un diritto sancito tanto dal contratto individuale di lavoro stipulato con Cacok quanto dall’Accordo Collettivo vigente tra società di Serie A e giocatori professionisti. In entrambe le previsioni viene riconosciuto al club il potere di rivolgersi al Collegio Arbitrale e richiedere la risoluzione del rapporto in essere con l’atleta che sia risultato inabile alla prestazione sportiva e alla preparazione tecnico-atletica a seguito di infortunio protrattosi per un periodo ininterrotto di 7 mesi e mezzo.

Il ricorso per ottenere la risoluzione è stato proposto il 30 settembre scorso, trascorsi oltre 9 mesi dall’incidente di gioco, senza che, anche all’attualità, il problema fisico si sia risolto. Inoltre, va tenuto presente che il Collegio si è pronunciato all’unanimità, tre voti a zero, a favore della domanda proposta dalla società per cui Cacok, dal 30 settembre scorso, non è più tesserato per la Federazione Italiana Pallacanestro e il suo contratto non ha alcuna validità. Eurolega? Questo è il vero tema da risolvere: se l’atleta non può rendere la prestazione per inabilità fisica, ciò deve valere tanto nel nostro paese quanto nel contesto continentale. Per tali ragioni la Virtus farà valere i diritti riconosciuti dal Collegio Arbitrale anche in Europa, onde ottenere l’estensione dell’efficacia risolutiva della pronuncia pure nella massima competizione europea”.

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