“Run it back”?
Contano più le 51 vittorie e il quarto posto a Est in regular season, o l’ennesima serie di playoffs giocata senza Leonard?
Se la risposta è A, allora i Clippers devono riprovarci con Harden, Westbrook, Kawhi e Paul George che dovrà decidere se esercitare o meno la sua player option da 48.7 milioni di dollari per il 2024-25. Dopo il rinnovo di Kawhi, quello di PG13 sembrava imminente ma le parti non si sono mai in realtà mosse da un “parliamone“.
Ora è arrivato il momento, George è eleggibile per un’estensione triennale al massimo salariale analoga a quella di Kawhi, nell’ordine dei 150 milioni di dollari complessivi fino al 2027. All’Intuit Dome dal prossimo anno il pubblico gradirebbe vedere delle star e non una squadra in rifondazione, l’impressione è che il nuovo contratto per George sia lì sul tavolo pronto a essere firmato.
Paul George vuole però davvero firmare? Quest’anno è stato All-Star, ha giocato 74 partite e chiuso col career high da tre punti, 41.3%. E se divenerrà free agent diventera con Klay Thompson e DeMar DeRozan e prima di loro quello più pregiato (sempre che LeBron James non esca dal suo contratto). Le opzioni, sulla carta, per Paul George non mancano: i Philadelphia 76ers hanno spazio salariale e l’urgenza di mettere un altro giocatore di livello accanto a Embiid e Maxey. Gli Indiana Pacers potrebbero farsi avanti proponendo una trade ai Clippers?
La suggestione Los Angeles Lakers è destinata a restare tale. Quella sui Milwaukee Bucks potrebbe concretizzarsi a determinate condizioni, i Miami Heat dopo aver perso la corsa a Damian Lillard, in cui peraltro gareggiavano da soli, potrebbero buttarsi su George presi dal panico. E i New York Knicks avrebbero le scelte e i contratti giusti per proporre un affare ai Clippers.
“Se ci saranno le condizioni, certo che vorrei restare” con Leonard e Harden, ha detto George dopo gara 6 “ora ho tanto da elaborare e non ci ho ancora pensato“.
