In una singola partita di NBA Finals, Karl-Anthony Towns è riuscito a fare ciò che Chet Holmgren non ha mai saputo in 7 partite contro Victor Wembanyama, e la sua prova di martedì notte è stata assieme ai canestri di Jalen Brunson nel finale, decisiva nel condizionare Wemby in attacco e contrastarlo a rimbalzo.
Towns ha chiuso con una doppia doppia da 18 punti e 12 rimbalzi, con 4 assist e senza mai indugiare in attacco sul tiro da tre punti. L’ex Twolves ha eseguito al meglio il piano Knicks per gara 1, attaccare Wembanyama “dritto per dritto” e imporsi fisicamente. E chi meglio di un lungo mobile, veloce di piedi, con le braccia lunghe e visione di gioco come KAT per farlo?
“Wembanyama è un giocatore unico e non è che tu possa davvero fermarlo, devi sperare che sbagli” ha detto coach Mike Brown “E devi provare a marcarlo con uomini diversi e provare difese diverse contro di lui. Senza regalargli troppi viaggi in lunetta, come abbiamo fatto in gara 1 (13 i liberi di Wembanyama, nr). Towns ha fatto un ottimo lavoro nel giocare fisico e senza esagerare“.
“Si va in campo con fiducia nelle decisioni che prenderai, anche in attacco” Così Towns in vista di gara 2 “Dico sempre che occorre essere aggressivi in ogni fase del gioco, anche nel playmaking. Anche se non tocca a te tirare e se devi invece procurar ad altri un buon tiro, con un hockey pass. Sempre aggressivo, anche in questo“.
In gara 1 Victor Wembanyama è stato limitato a 6 su 21 dal campo nonostante i 26 punti finali, e gli Spurs hanno segnato soli 40 punti nel secondo tempo e tirato col 36% dal campo complessivo, una delle peggiori prove offensive della stagione per San Antonio che però era stata avanti anche di 13 punti nel terzo quarto.

