Home NBA, National Basketball AssociationNBA News“Ho rovinato tutto ma gara 3 è già qui” Wembanyama archivia gli errori e guarda avanti

“Ho rovinato tutto ma gara 3 è già qui” Wembanyama archivia gli errori e guarda avanti

di Michele Gibin
wembanyama gara 2

A Victor Wembanyama non resta che masticare amaro e affidarsi a tutto il suo addestramento zen, dopo il finale beffa di gara 2 delle NBA Finals, che ha messo i San Antonio Spurs in una buca profonda come uno 0-2 accumulato in casa – e da cui evadere sarà difficilissimo – anche a causa dei suoi errori.

Wemby ha commesso una costosissima palla persa con 9 secondi da giocare in gara 2 e col punteggio sul 104-104, passando il pallone a Stephon Castle che non lo stava guardando, e riconsegnandolo di fatto a Jalen Brunson che aveva a sua volta appena sbagliato il tiro del potenziale sorpasso Knicks. Approfittando del regalo, proprio Brunson s’è guadagnato due tiri liberi e ha segnato il primo, sufficiente per portarsi a casa la seconda vittoria in altrettante partite a San Antonio. Wembanyama ha avuto poi sull’ultimo possesso Spurs l’occasione per cancellare la palla persa precedente, ma ha sbagliato il buon tiro dalla media distanza che si era costruito.

“La cosa che fa più male di tutte è aver sprecato in quel modo quanto di buono avevamo fatto, tutta la fatica fatta” ha detto Wembanyama dopo gara 2. Gli Spurs, sotto anche in doppia cifra nel secondo tempo, hanno saputo rimontare nel finale con un parziale di 14-0 nel quarto periodo, prima dell’epilogo così beffardo “L’ho buttata via io, era una vittoria che ci serviva e che era nelle nostre mani, ce l’avevamo. Ma quel che è fatto è fatto, so che ci penserò a lungo ma so anche lo userò come benzina per la prossima partita, ne sono certo“.

Per Victor Wembanyama una prova da 29 punti in 40 minuti, con 9 rimbalzi e 4 palle perse di cui l’ultima, imperdonabile. Wemby aveva segnato soli 7 punti nel primo tempo, per poi rimediare e portarsi dietro gli Spurs, assieme a Dylan Harper e a un De’Aaron Fox migliore rispetto a gara 1 (fare peggio sarebbe stato difficile). Wembanyama si è preso tutte le responsabilità che gli competono nel finale, il risultato sono stati due tiri sbagliati e quel pallone sprecato.

“Non ho visto proprio il passaggio, avevo visto che aveva lui il pallone e eravamo pari nel punteggio, pensavo solo a creare spazio per lui” ha detto Stephon Castle. La giocata di Wembanyama non era “sbagliata” dal punto di vista tecnico, senza timeout e con pochi secondi da giocare, il pallone viaggia più veloce in aria piuttosto che tra le mani di un singolo giocatore. Castle era però girato di spalle e pericolosamente vicino alla linea di bordo campo, e anche se avesse ricevuto, Jalen Brunson sarebbe stato in ottima posizione per generare un fallo in attacco o una ricezione complicata. Una lettura sbagliata, nel momento peggiore possibile.

“Questo è il punto, per me. Devo avere più controllo sulla partita e più concentrazione ancora. Non solo negli ultimi possessi ma in generale. E ci siamo scavati la fossa da soli, questo è stato il tema per noi finora“.

Per gli Spurs 20 punti di De’Aaron Fox e 16 punti di Dylan Harper dalla panchina, e questa volta in campo nel quarto periodo. Stephon Castle è stato meno incisivo rispetto a gara 1, con 14 punti e 5 su 14 dal campo con 4 palle perse e tante botte date e subite, in una partita fisica ma senza eccessi. La difesa degli Spurs è riuscita a contenere Jalen Brunson, autore di 20 punti ma con 7 su 25 dal campo, ma a caro prezzo. OG Anunoby, ancora chirurgico, Mikal Bridges e un esaltante Karl-Anthony Towns, da 21 punti con 13 rimbalzi e 4 assist, e che sta brillando per lucidità in attacco e rapidità d’esecuzione come mai prima in carriera, hanno sfruttato lo spazio a disposizione tirando con fiducia e efficacia. 20 i punti di Mikal Bridges, 13 quelli di Landry Shamet, ancora importante, dalla panchina.

Le mura che gli Spurs hanno ora da scalare per rimontare e vincere queste NBA Finals sono le più impervie possibili: nessuna squadra ha mai rimontato una serie di finale dopo aver perso le prime due partite in casa, solo 5 volte la squadra finita sotto per 0-2 dopo le prime due partite in trasferta ha saputo rimediare, e di queste tre hanno poi vinto il titolo, i Boston Celtics nel 1969 contro i Los Angeles Lakers, i Cleveland Cavs nel 2016 contro i Golden State Warriors e i Milwaukee Bucks nel 2021 contro i Phoenix Suns.

“Noi sentiamo di non aver giocato all’altezza di come possiamo in queste due prime gare, New York ha invece giocato molto bene e c’entrano molto con questa cosa, ovviamente. Ma ora pensiamo a gara 3 e se sapremo giocare il nostro basket, le cose andranno molto meglio per noi” ha detto coach Mitch Johnson dopo la sirena finale di gara 2. 

You may also like

Lascia un commento