Kawhi Leonard e il suo entourage sono fiduciusi che la trade che lo ha riportato ai Toronto Raptors, al momento in pausa, possa chiudersi “entro l’inizio dei training camp”. Lo scambio tra Clippers e Raptors è al momento sospeso mentre la NBA completa le indagini sul caso Aspiration, sia sul giocatore sia sulla squadra di LA pende il rischio di sanzioni.
La trade è in pausa per volere delle due squadre, che hanno preferito attendere che la NBA si pronunci sul caso ma le tempistiche si stanno allungando. Tecnicamente, Raptors e Clippers possono attendere fino alla trade deadline del febbraio prossimo ma di certo non è la situazione ideale iniziare una stagione con dei giocatori in partenza e che sanno che dovranno cambiare squadra appena possibile. La trade è avvenuta anche in seguito alla disponibilità di Leonard di firmare coi Raptors un’estensione di contratto pluriennale, Kawhi sarà infatti free agent al termine della stagione 2026-27 senza un rinnovo.
All’inizio dei training camp NBA, alla fine di settembre, mancano 6 settimane e resta da verificare se la NBA riuscirà a completare la sua indagine e se le parti in causa accetteranno uno scenario di patteggiamento con la lega, epilogo che la lega gradirebbe ma che al momento i Clippers escludono. La squadra sostiene di non aver assunto alcuna condotta illegale nel caso Aspiration e di essere stata vittima di una truffa organizzata dall’allora CEO dell’azienda. Senza un accordo, la vicenda potrebbe risolversi davanti a un arbitrato, che prevederà in caso un diritto di appello, cosa che potrebbe allungare ancora i tempi.
Nella trade, i Clippers hanno spedito Kawhi Leonard ai Raptors in cambio di Brandon Ingram, Gradey Dick e due future prime scelte al draft, più un diritto di “pick swap” su una terza scelta al primo giro tra le due squadre, e due seconde scelte future.

