Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsOff-season da osservatori per i Pelicans, Dumars: “Non c’erano affari che valessero la pena”

Off-season da osservatori per i Pelicans, Dumars: “Non c’erano affari che valessero la pena”

di Michele Gibin
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Nessuna trade, nessuna firma importante in free agency e la “sola” nomina del nuovo capo allenatore, Jamahl Mosley, per i New Orleans Pelicans che in questa off-season hanno deciso di restare assolutamente immobili, anche dopo una delle peggiori stagioni recenti di una squadra peraltro abituata – purtroppo – ai bassifondi della classifica.

Il president of basketball operations Joe Dumars ha dato a NOLA.com del contesto per tanto immobilismo sul mercato: “Di trattative con diverse squadre ne abbiamo avute ma alla fine bisogna sedersi e capire se un certo affare sia giusto o no per te. Ciò che non vuoi fare è una trade così tanto per farla, deve essere giusta, e quando una squadra arriva da te con una proposta, devi saper decidere se questa ti renderà migliore o meno. Quindi, l’essere rimasti tranquilli non è certo per mancanza di impegno e lavoro da parte nostra. Semplicemente, non c’erano affari che abbiamo giudicato giusti per noi“.

L’off-season di mercato dei Pelicans ruotava attorno a Trey Murphy III, che per contratto, potenziale e cifre è il giocatore più interessante oggi a roster. I Pels hanno cercato di ricavare il massimo possibile da un’eventuale cessione del giocatore ex Virginia ma non hanno trovato per ora squadre disposte ad andare fino in fondo. Neppure squadre semi-disperate come ad esempio i Golden State Warriors, rimasti al palo dopo la decisione di LeBron James di firmare coi 76ers e che non hanno voluto impegnare per Murphy III troppi asset futuri. Per il resto, nessuna squadra si è fatta avanti per Zion Williamson, giudicato “radioattivo” al netto del talento, mentre giocatori come Jordan Poole o lo sfortunato Dejounte Murray sono fortemente svalutati. New Orleans non è neppure riuscita a cedere i contratti di giocatori in scadenza nel 2027 come Jordan Hawkins e Saddiq Bey, che resteranno sul mercato fino alla trade deadline di febbraio.

Al draft i Pelicans non avevano scelte al primo giro, e anche qui Dumars ha passato la possibilità di compiere trade per entrare tra le prime 30 scelte: “Il prezzo per salire era troppo elevato per noi, certo poter scegliere al primo giro di un draft è sempre allettante ma a quale prezzo? E quale sarà la scelta che avrai? Un anno fa salimmo nell’ordine di scelta e arrivò Derik Queen, e noi ritenevamo ne valesse la pena. Quest’anno non avremmo trovato le stesse condizioni e allora abbiamo passato la mano“.

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