Il 16 Febbraio 2014, al Barclays Center di Brooklyn, Russell Westbrook ha dato dimostrazione di tutta la sua bravura ed abilità dando vita ad una performance destinata a rimanere nella storia degli All-star game. La point-guard degli Oklahoma City Thunder è riuscita nell’impresa di mettere a segno 41 punti in appena 25 minuti di gioco grazie ad un complessivo 16 su 28 al tiro, vincendo di conseguenza il prestigioso premio MVP del match.
Questa prestazione lo ha fatto finire al secondo posto come massimo realizzatore nella partita delle stelle NBA. Prima di lui solo Wilt Chamberlain, che è riuscito a segnare un punto in più (terminando a quota 42 ndr) nella partita disputata nel lontano 1962.
Fino a due giorni fa molti appassionati e analisti della palla a spicchi hanno ipotizzato che la grande prova di Westbrook sia stata finalizzata proprio a cercare di battere il record siglato da Wilt the Stilt. A smentire tale ipotesi ci ha pensato lo stesso Russ che, ospite lo scorso Lunedì allo show Kelly and Michael, ha dichiarato quale è stata la vera ragione che lo ha spinto a dare il meglio di se stesso.
Ecco la spiegazione data direttamente dalla guardia di Long Beach: “Avevo fatto una scommessa con un’amica prima della partita. Aveva un gesso e io volevo firmarlo. Lei mi rispose che se fossi diventato l’MVP della partita avrei avuto una possibilità. Lei stessa era tra il pubblico e infatti quando la guardavo, ogni 5 o 10 minuti, mi mostrava ed indicava il gesso”.
Firmare il gesso di un’amica potrebbe sembrare una motivazione un po’ bizzarra e sicuramente meno accattivante che battere il record di uno dei più grandi giocatori di basket mai esistiti. D’altra parte però uno degli aforismi coniati dallo stesso Russell Westbrook (in un’intervista rilasciata all’ex giocatore di football Ahmad Rashad) è: “La mia definizione di cosa è giusto e cosa è folle potrebbe non combaciare con la vostra idea di cosa è giusto e cosa è folle”. Serve aggiungere altro?
Per NBA Passion,

