Achille Polonara, il 6 ottobre ha scoperto di avere un tumore ai testicoli.
“L’ho scoperto grazie ad un controllo antidoping dopo la finale della Supercoppa di Brescia” racconta. “Il risultato è arrivato con una mail dal Controllo Federale del Doping, ero nel letto con mia moglie e mia figlia. Mi sono preoccupato, in tanti anni di test antidoping non avevo mai ricevuto mail. C’era scritto che avevo un valore anomalo e dovevo dimostrare entro 2 settimane se proveniva dal mio corpo o meno. Da un lato ero sereno perché non avevo assunto nulla, dall’altro mi ero detto ‘Chissà di che si tratta, se proviene davvero dal mio corpo’. Parlai col dottor Rizzo, medico della Virtus, che mi disse che si sarebbe mosso per scoprire di che si trattasse, ma in generale si raccomandò di non preoccuparmi. Mi sono documentato su questo valore HGC su Internet, dove ho trovato riferimenti alla gravidanza. Poi, grazie ad una ricerca inerente all’ambito sportivo, ho trovato un articolo su Acerbi, che ha avuto lo stesso problema. Il Dottor Rizzo mi ha detto che saremmo dovuti andare all’Ospedale Sant’Orsola a fare un esame. Con l’ecografia si è subito visto il tumore”.
Da quel momento, il panico. D’altronde, è normale. Chi non si spaventerebbe dopo una notizia del genere?
“Ero nuovo alla Virtus, avevo giocato poche partite. In 32 anni non avevo mai subito un’operazione. Mi sono dovuto fermare per una cosa delicata ed il fatto di dovermi sottoporre ad un intervento mi preoccupava. Sono stati giorni di ansia. Non è mai facile assistere da spettatore ad una partita dei tuoi compagni. In questi casi, però, la salute viene prima di tutto e ognuno deve pensare a sé stesso. Non avendo mai avuto problemi di salute mi sono trovato un po’ spiazzato, ma in questi momenti l’aspetto mentale è molto importante, la mia famiglia mi ha aiutato tanto e mi è sempre rimasta vicina”.
E infatti, c’è una cosa che ad Achille non è mai mancata. La fiducia.
E, martedì 28 novembre, a 2 mesi dall’operazione subita per rimuovere la massa tumorale, Achille ha ricominciato ad allenarsi con la squadra.
“Naturalmente è stato un periodo difficile. Però sono felice di essere tornato ad allenarmi con i miei compagni, perché dopo quasi 2 mesi dall’operazione mi sento bene e sono pronto a giocare. Durante il mio primo allenamento ero carichissimo, come se dovessi giocare una partita ufficiale, perché sostenere un allenamento con contatto era una cosa che aspettavo da tanto tempo”.
Obiettivi per il futuro prossimo? Ovviamente, una partita ufficiale.
“Non vedo l’ora di giocare, sono carico. Ma, per fortuna, a 32 anni ho raggiunto la consapevolezza che quando si prende la partita in questa maniera spesso si fanno brutte figure: cercherò di giocare in maniera tranquilla, come se non fossi mai stato fermo, provando a dare quello che posso.”


