Partita che non è mai banale, il “Derby Texano”; quando Dallas e San Antonio sono una contro l’altra si sa che, aldilà del tifo, si tratterà di un game speciale. Contro ogni aspettativa, considerando l’attuale situazione di classifica, tutti i problemi della squadra di Carlisle, la nuova assenza di Williams e il punteggio che ad un certo punto non ammetteva repliche, in nottata è andato in scena uno dei più inaspettati Comeback della stagione; dopo essere stati ampiamente in svantaggio, finale: Mavericks battono Spurs 105-101.
Ciò potrebbe anche (quasi) essere stato comprensibile in una qualunque delle ultime stagioni, ma di certo non in questa; soprattutto considerando che, come detto, ad un certo punto i Mavs si sono trovati sotto di ben 15 punti. In trasferta, contro San Antonio. Impresa pressoché impossibile. Ma in questo caso vorremmo analizzare i fattori che hanno permesso a Dallas di riuscire in questo arduo compito; fattori che, se prima erano motivi di speranza per squadra e tifosi, ora stanno diventando vere certezze e punti fermi anche per il prosieguo della stagione:
- Seth Curry: vera arma in più dei texani; per lui una partita sontuosa, condita dai career high di 24 punti e 10 rimbalzi (+ 5 assist), con il 50% dal campo ed il 45% dall’arco. Sul parquet per molti minuti anche a causa dell’assenza di Deron Williams, non ha fatto mancare il suo fondamentale contributo.

Grafica con segnature ed errori di Curry contro gli Spurs
Come si può evincere dallo schema qui sopra, il “fratello d’arte” ha davvero la capacità di cambiare una partita, e di rendere possibile una rimonta che, senza i suoi numeri, sarebbe stata più impossibile che improbabile. Ci sono marcature praticamente da ogni zona d’attacco, dal pitturato alla linea dei tre punti. Ma oltre a questo sono da sottolineare la sua fiducia in costante crescita, così come quella dei compagni nei suoi confronti, che non hanno motivo di esitare prima di affidargli il pallone. Clutch.
- Wesley Matthews: partito un pò più in sordina rispetto alle sue ultime uscite (probabilmente anche a causa del suo recente problema fisico), ha avuto una crescita esponenziale con il passare dei minuti. 17 Pts, 60% dal campo e 40% da tre: questa è stata la sua firma sulla vittoria notturna. Altro uomo di rara importanza per questa season e per questo gruppo.

Wesley Matthews e la sua caratteristica “bow-and-arrow celebration”
- Harrison Barnes: parso un pò più in difficoltà rispetto agli standard a cui ha abituato i tifosi di Dallas (soprattutto nel percentage), ha comunque dato la conferma di essere un giocatore di cui i Mavericks avranno gran bisogno, in particolare nelle stagioni future. Per l’ex GSW 19 punti, un+/- di +10, e una costanza non così comune nelle aree da 2 Pts. Innesto azzeccato.

Dettaglio della prestazione di Barnes; per lui percentuali da migliorare ma grande presenza in attacco
(Ennesima) menzione d’onore: Dirk Nowitzki
Eh già; sarà più lento, sarà più anzianotto, sarà da utilizzare con il contagocce, ma quando c’è: c’è. In campo per 28 minuti ha saputo mettere a segno una double double di 15 Pts e 10 Reb, oltre ad un dato non così comune per lui, e cioè ben 4 stoppate. L’età avanza, ma la classe resta immutata.
I padroni di casa:
Per rimarcare ulteriormente la prestazione di Dallas, va detto che la squadra di coach Pop non ha fatto molto per aiutare gli avversari; dopo il sostanziale equilibrio della prima frazione, infatti, San Antonio è riuscita a staccare un parziale di livello e portarsi sul +15. Il trio Leonard/Aldridge/Parker ha messo a segno ben 56 punti, a cui vanno aggiunti i 14 dell’ex David Lee, autore di un’ottima prova. Ma nonostante tutto, questo non è bastato, forse anche a causa della stanchezza. A questo proposito Leonard ha dichiarato
Si, può essere un risultato dovuto alla fatica, ma questa non deve essere una scusante; eravamo su quel campo, a +10 e oltre, ma non siamo stati in grado di mantenere il vantaggio
La franchigia di Cuban ha portato a casa una W che vale soprattutto per il morale. Ma i tifosi Spurs non hanno nulla per cui preoccuparsi: la franchigia di Holt rimane infatti saldamente al secondo posto in Western conference, a 3 games di distacco dai terzi (Rockets) e con un record di primissimo livello.
I punti fermi di Carlisle:
Questa sesta vittoria nelle ultime nove giocate regala a Carlisle un paio di nuove certezze, le prestazioni viste possono iniziare a far capire su cosa e su chi i Mavericks del futuro dovranno basarsi. E in questo elenco non possono mancare assolutamente tre elementi: Seth Curry, con il suo talento e la sua “fame agonistica”, Harrison Barnes e le sue capacità (su cui Cuban in estate ha scommesso parecchio) e Wesley Matthews, in costante spolvero dopo un inizio disastroso. Vedremo se questo momento di forma si manterrà costante fino alla fine di questa RS.


