NBA economy :New York Knicks
Con l’arrivo di Phil Jackson, nella Grande Mela i tifosi si sarebbero aspettati una stagione da protagonisti, grazie all’attacco triangolo e al rinnovo faraonico di Carmelo Anthony ( 129 mln di dollari in 5 anni). La vittoria nell’opening night sul campo dei Cavs aveva fatto ben sperare, ma nessuno si aspettava che quella vittoria sarebbe stata ( forse) l’unica soddisfazione della stagione. Infatti, dopo quella partita, i Knicks sono entrati in un tunnel infinito di sconfitte che li ha relegati all’ultimo posto della lega con il record di 5-35. Come se non bastassero già gli infortuni, anche la situazione salariale non gode di ottima salute. Infatti sul “groppone” del monte ingaggi pesano i contratti del già citato Melo, di Stoudemire ( 23,4 mln), del Mago ( 12 mln netti) e di Calderon ( 7 mln). A questo vanno aggiunti i contratti degli altri membri della rosa, per un totale di 80,414 mln di dollari. La situazione non è rosea ma Jackson, da luglio ad oggi, ha apportato una serie di cambiamenti che hanno alleggerito il salary cap. La prima mossa fu quella di spedire gli onerosi contratti di Chandler e di Felton ( circa 15 mln e 5 mln) a Dallas per Calderon, Larkin, Dalembert, Ellington ( immediatamente tagliato) e scelte. Dopo una fase di stallo in cui sono stati ingaggiati Jason Smith ( annuale da 3,3 mln ) e Quincy Acy (2 mln per due anni con team option). Anno nuovo, nuove trade. Siccome i risultati non sono arrivati, Jackson ha deciso di alleggerire il cap più possibilmente per avere tanti soldi da spendere nelle prossime off seasons e per avere una scelta top 3 al draft. Ha intavolato una trade a tre con Cleveland e Oklahoma City spedendo J.R Smith e Iman Shupert a Cleveland, la quale ha mandato Waiters ad OKC, e ricevendo Admunson, Kirk ed una scelta al secondo giro da Cleveland e Thomas da OKC. Jackson ha poi immediatamente tagliato i nuovi arrivi perché avevano un contratto non garantito e si è liberato anche di Dalembert per creare ulteriore spazio. Recentemente sono uscite delle voci che vedrebbero Calderon e Bargnani lontani da NY per alleggerire ulteriormente il cap e per il rendimento ondivago dei due ( per vari motivi ). L’obbiettivo dichiarato per la prossima off season è Mark Gasol ma dal cilindro di Phil Jackson possono uscire un paio di conigli che permetteranno a Fisher e ai Knicks di tornare in vetta alla EC in un paio di stagioni.
Andrea Bargnani
Knicks, Calderon e Bargnani sul mercato: i dettagli
I New York Knicks si confermano un cantiere aperto. La franchigia del presidente Phil Jackson continua le manovre per preparare il terreno in vista della offseason 2015, che segnerà probabilmente la rinascita della squadra della Grande Mela. Dopo le partenze di Iman Shumpert e JR Smith, passati ai Cleveland Cavaliers, e il taglio del centro Samuel Dalembert, altri due giocatori potrebbero essere scambiati durante la trade deadline.
Secondo le indiscrezioni riportate da Marc Stein e Ian Begley di ‘ESPN’, i Knicks proveranno a tradare Josè Calderon e Andrea Bargnani per abbassare ulteriormente il tetto salariale per la prossima stagione. Mentre per il play spagnolo si parla di possibili trattative con Houston Rockets o Oklahoma City Thunder, per il big man azzurro spunta addirittura l’ipotesi di un taglio. I suoi continui problemi fisici e le sole due partite giocate quest’anno sono fattori che giocano a sfavore del Mago che potrebbe dunque essere liberato dalla società. A quel punto diventerebbe free agent, libero di cercarsi un’altra squadra.
Calderon e Bargnani pronti a fare le valigie dunque, ma non Amar’e Stoudemire: i Knicks infatti sono intenzionati a trattenerlo fino alla scadenza naturale del suo contratto, cioè in estate.
Insomma, a New York lavorano per costruire un radioso futuro, un futuro che possa far dimenticare in fretta le ultime travagliate vicende e che possa riportare i Knicks ai vertici della NBA. Phil Jackson is working hard.
Per NBA Passion,
Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)
Italians in NBA: Belinelli l’unico a ridere. Mago&Gallo ai box, Gigi costantemente in panca
La seguente rubrica é stata ideata con un unico scopo. Ripercorrere – settimanalmente – l’avventura e le prestazioni oltreoceano dei nostri quattro azzurri. Per cause maggiori però, vedi infortuni o scelte degli allenatori, ci troviamo a raccontare solamente di Marco Belinelli. Già, ancora una volta lui: osannato la passata stagione, in questa è partito più cauto e regolare, ma sempre con grinta e voglia di vincere, qualità che appartengono in maniera eccezionale a lui e all’intero sistema Spurs. In una stagione dove viaggia a , questa settimana, che ha segnato l’inizio di 2015, porta due sconfitte su tre a San Antonio. Il 30 dicembre gli speroni perdono @Memphis. Marco parte in quintetto e vede il parquet per 35′, dove contribuisce con 18 punti, 4 rimbalzi e 1 assist. Il giorno dopo la nuova sconfitta esterna contro New Orleans: 23 minuti totali con 10+2+2. Due giorni fa vittoria casalinga contro Washington: altra partenza in quintetto, 25′ totali, 12 punti, 5 rimbalzi e 3 assist. Continua dunque il buonissimo momento del “Beli” nel Texas: molti minuti, diverse partenze in quintetto e risposte sempre convincenti.
Passando agli altri tre, un discorso va fatto per Bargnani e Gallinari. Il Mago era tornato in campo nel primo giorno del 2015 con i 10 punti infilati ai Clippers. Il giorno dopo il nuovo infortunio. Al suo rientro, l’ex Treviso non troverà più JR Smith e Iman Shumpert e potrebbe trovare così ancora più spazio nelle rotazioni di coach Fisher. Stesso discorso per Gallinari, al rientro in campo in questa stagione dopo i mesi di stop. Problema al ginocchio e tre settimane ai box, in una delle tante agonie del Gallo.
Discorso a parte va fatto infine per Gigi Datome, che a Detroit non riesce proprio a vedere il campo. Lo staff dei Pistons non punta su di lui – nemmeno dopo la partenza di Smith – e nell’unica volta in cui è stato chiamato in causa, l’ex Virtus Roma ha risposto con 10 punti. Ah, e questa notte c’è Spurs-Pistons: per uno l’occasione di segnare e giocare, per l’altro – si spera – semplicemente di giocare.
Detroit @New York 85-89: il solito Anthony e un buon mago, i Knicks vincono al Madison Square Garden
Mauro Maialetti,
Per DunkNBA
Poteva essere un bel derby italiano quello tra i Pistons di Datome e i Knicks del “mago” Bargnani.
Peccato che coach Cheeks di Detroit abbia deciso di non utilizzare per niente il nostro Gigi.
Partita decisa dal break di New York nel 3°quarto, quando i Knicks erano sotto 49-47 e Carmelo Anthony , MVP della gara con 34 punti, 4 rimbalzi e 2 assist, si scalda portando i suoi in vantaggio di 13 punti (62-49). Buona la prova del “mago” Bargnani (13 pts, 11 rbz, 1 ass), molto cercato dai compagni e decisamente attivo soprattutto nella prima parte di gara.
Carmelo a fine gara dichiarerà :
“Stiamo costruendo , stiamo costruendo qualcosa ed ora stiamo ottenendo fiducia in noi stessi, la nostra spavalderia sta rimanendo indietro e questo è qualcosa che stiamo perdendo questa stagione”.
Per Detroit buona prova di Josh Smith (21 pts, 12 rbz, 5 ass) e di Greg Monroe (19 pts, 7 rbz).
Andre Drummond chiude con 12 punti e 17 rimbalzi.
UP Next Knicks : Gioved’ VS Heat.
UP Next Pistons : Mercoledì @ Raptors
Knicks @ Spurs 105-101, New York ritrova la vittoria in un’insidiosa trasferta
All’AT&T Center di San Antonio gli Spurs ospitano i New York Knicks. Nel primo quarto la partita è molto equilibrata e le squadre si battono punto a punto e, a testimonianza dell’equilibrio, il periodo si conclude sul risultato di 26-25 a favore degli ospiti. Nel secondo periodo l’ago della bilancia comincia a pendere a favore dei Knicks che, dopo essere andati in svantaggio, riescono ad ottenere un, seppur non ampio, allungo sugli Spurs riuscendo così ad andare al riposo con un vataggio di 5 punti (52-47). Alla ripresa del gioco gli Spurs riescono a tenere testa ai Knicks, ma non riescono a recuperarli nel punteggio. Tuttavia gli uomini di Popovich riescono a non far fuggire New York per poi giocarsi tutto nel quarto, ed ultimo, periodo. Nell’ultimo quarto San Antonio riesce a recuperare su New York con la tripla di Belinelli a 37 secondi dalla fine, ma New York riesce a fare sua la partita con i punti di Shumpert e i liberi di Anthony.
Per i Knicks grandi prestazioni di Carmelo Anthony, in doppia doppia con 27 punti e 12 rimbalzi, e Iman Shumpert, autore di 27 punti.

Per San Antonio che tuttavia può sorridere, anche se amaramente, per la prestazione super di Marco Belinelli, autore di 32 punti (massimo in carriera).
Un Andrea Bargnani da 18 punti e 12 rimbalzi non è sufficiente ai Knicks per battere i Raptors di uno scatenato DeMar DeRozan (25 pts, 4 rbz, 2 ass).
Primo tempo a favore dei padroni di casa con un buon Andrea a condurre il gioco assistito da JR Smith (17 pts, 7 rbz, 6ass)

Ripresa dominata da Toronto che allunga nell’ultimo quarto di gara col solito DeRozan coadiuvato da Jonas Valanciunas (16 pts, 18 rbz) e da Kyle Lowry (15 pts, 11 ass).
Altra buona gara per Timothy Hardaway Jr che chiuderà con 15 punti e 1 assist.
UP Next Knicks : Sabato @Toronto
UP Next Raptors : Sabato VS New York
M.M.
Cinque gare nella Notte NBA: rispetto agli anni passati le sfide hanno meno fascino visto l’andamento a dir poco scadente di franchigie come i Nets, indicati ad inizio anno come una delle mine vaganti, dei Bulls, che senza Rose hanno perso ogni possibilità di andare oltre un semplice piazzamento ai playoff; per non parlare dei Knicks, un roster costruito senza molto senso o dei Lakers, che dopo aver ritrovato Kobe, tornato dalla rottura del tendine d’Achille, hanno dovuto di nuovo fare a meno della loro super star che ne avrà ancora per molto.
Si comincia da Brooklyn, dove Nets e Bulls arrivano con stati d’animo diversi ma risultati su per giù simili: Chicago dovrà fare a meno di Rose per tutta la stagione come è ormai noto, D-Rose ha infatti subito un infortunio contro Portland e per questo le possibilità di una stagione per rilanciarsi sono pari allo zero, nonostante l’arrivo di D.J. Augustin. Dall’altra parte Brooklyn ha collezionato 18 sconfitte, (contro le 16 dei Bulls) e 9 vittorie (10 dei Tori), ma sta cercando di ritrovare una identità di gioco, grazie alla buona forma di Deron Williams, che guida i suoi nella statistica relativa agli assist con 7.6 e sembra il solo a poter dare equilibrio ad un roster pieno di nomi, ma senza gioco: sfortunatamente anche i Nets hanno subito un duro colpo, visto l’infortunio subito da Brook Lopez, il migliore a punti di media con 20.7 che dovrà star fuori l’intera stagione.
Gara che vede i Nets favoriti per il fattore casa, ma mai sottovalutare Chicago.
La seconda gara è in programma alle 2:30 PM a New York dove i New York Knicks se la vedranno contro quelli che fino alla sconfitta contro i Raptors erano i padroni ad Ovest, gli Oklahoma City Thunder del best duo nella Lega Kevin Durant-Russel Westbrook, ma hanno ceduto il primato ai super Trail Blazers di Portland.
Le statistiche indicano una gara a senso unico: 22-5 per gli ospiti contro 9-18 dei padroni di casa, per Kevin Durant si preannuncia la possibilità di superare il suo record stagionale di punti ed alzare la sua media di 28.1, di poco superiore a quella di Carmelo Anthony con 26.3, ma che monopolizza il gioco dei Knicks.
Ibaka #9 e Westbrook #0 completano il super trio che se la vedrà con un ritrovato Chandler #6 e il nostro Andrea Bargnani, che appare un po appannato nella Grande Mela.
Gara a senso unico a dir poco.
Per la terza gara bisognerà volare a Los Angeles, dove i Lakers ospitano sua Maestà Lebron James: nonostante l’assenza di Kobe, e di Nash e Steve Blake, l’esperienza di Mike D’Antoni sulla panchina di Los Angeles potrebbe fare la differenza anche se l’abisso tra i due roster appare davvero incolmabile.
LeBron James #6 contro Nick Young #0, con 25.4 per il primo e 15.6 per il secondo, i due migliori realizzatori delle squadre per media punti rende l’idea del tipo di gara a cui assisteremo: se non bastasse “Il prescelto” guida anche le classifiche di media rimbalzi con 6.9 e assist per gara con 6.6. Wade e Bosh gli uomini da tenere d’occhio per Paul Gasol e compagni.
Gara senza molto fascino e destinata ad un punteggio quasi scontato.
Al Madison Square Garden i Wizards vincono in una delle partite più emozionanti della notte NBA, grazie al canestro decisivo di Beal a 6 secondi dalla fine. Dopo essere andati negli spogliatoi sul punteggio di 53-42 gli ospiti hanno rischiato di rovinare tutto nel terzo periodo, dove i Knicks, trascinati da un Carmelo Anthony in formato super, hanno avuto una grande reazione e sono passati in vantaggio. Ad essere decisivo è l’ultimo quarto, in cui i Knicks passano in svantaggio, recuperano con il contro sorpasso per poi capitolare a 6 secondi dalla fine. 102-101 lo score finale. Per New York grandi prestazioni di Anthony, autore di 32 punti, e J.R. Smith, autore di 18 punti e 6 assist. Per Washington grandissima prestazione di Webster, che partendo dalla panchina segna ben 30 punti. Da segnalare anche la serata di Beal, autore di 21 (tra cui i 2 punti decisivi) punti e 7 rimbalzi, e Wall, 20 punti e 7 assist.
All’AmericanAirlines Arena di Miami gli Heat superano i Jazz nel secondo tempo. Dopo essere andati in svantaggio per 50-47 gli Heat sono tornati sul parquet sapendo di poter vincere agevolmente e così è stato. Netti i parziali del terzo e quarto quarto: 21-36 e 34-23. Per Utah si mette in bella mostra Alec Burks, che al cospetto di LeBron mette a segno 30 punti e 7 assist partendo dalla panchina, ma è mal supportato dai compagni. Soltanto Favors è riuscito a ad avere un buon rendimento segnando 17 punti, cogliendo 7 rimbalzi e stoppando i tiri avversari in 2 occasioni. Miami, invece, mette in mostra tutte le sue stelle. Su tutti spicca, come sempre, il nome di LeBron James, autore di 30 punti, 9 assist e 9 rimbalzi. Buonissime anche le prestazioni di Dwayne Wade, autore di 27 punti, e Chris Bosh, 20 punti.
Prima vittoria per Bryant dal rientro: 88-85 dei Lakers sui Bobcats. NY torna al successo contro Atlanta: 106-111
Los Angeles Lakers@Charlotte Bobcats 88-85
Lakers a Charlotte per conquistare la prima vittoria dopo il rientro dall’infortunio di Kobe Bryant, dopo 3 sconfitte consecutive con lui in campo.
Questa volta però, la musica è diversa, anche se la partita, dopo essere stata in equilibrio, prende una piega verso i Bobcats nel terzo quarto, arrivando a circa 3 minuti dalla fine in vantaggio 85-79 sui Lakers grazie alla buona vena di Walker (10/13 dal campo).
È proprio li che si vede, a sprazzi, il vero Bryant che prende in mano la squadra: piazza un assist per la tripla di Young e un layup che permette ai californiani di arrivare a -1 dai Bobcats, aiutato anche da una sorprendente buona difesa nelle battute finali. Walker sbaglia la tripla che porterebbe a +4 la sua squadra, fallo di Jefferson su Kobe che fa 2/2 dalla lunetta e segna il sorpasso. Altro fallo di Jefferson, questa volta su Gasol, che non sbaglia nessun tiro libero e decreta così la fine della partita.
I Lakers passano a Charlotte 88-85, per Bryant 21 punti e 8 assist ma anche 7 palle perse.
C’è ancora tanto lavoro da fare per Kobe e per tutta la franchigia.
Atlanta Hawks@New York Knicks 106-111
Altra gara in nottata vede i Knicks ospitare gli Hawks. NY che sta cercando di mettere una pezza a questo inizio di stagione piuttosto burrascoso cercando il secondo successo nelle ultime 3 gare.
Knicks però orfani di Felton e Martin, entrambi out per infortunio. Quintetto piccolo per NY che lascia intravedere qualche miglioramento.
Al Madison Squadre Garden, che quest’anno li ha visti uscire molte volte con le ossa rotte, arriva una buona prestazione per i Knick, trascinati dal solito Carmelo Anthony, autore di 35 punti e 6 rimbalzi, e da un sempre più importante Bargnani, che mette a reperto 23 punti e 6 rimbalzi di cui 4 offensivi, aiutati da una buona regia di Prigioni che regala 6 assist, 11 punti e 4 palle rubate.
Per gli Hawks a nulla sono serviti 27 punti di Louis Williams e la 93esima partita consecutiva con almeno una tripla messa per Kyle Korver.
I Knicks vincono 111-106, raggiungendo così la seconda vittoria nelle ultime 3 partite. Segnale di svolta?
Giuseppe Frisina
New York passa in casa su Chicago, ma Bargnani & Co. rischiano fino all’ultimo: 78-83
Una Chicago in emergenza sembra l’avversaria perfetta per scuotere i Knicks dagli ultimi orrendi risultati: mancano anche Luol Deng e Jimmy Butler, ma nel primo quarto New York non ne approfitta, sbagliando a ripetizione e terminando in svantaggio di due punti (17-15). Nel secondo c’è una scossa dei Knicks, grazie a Stoudemire, con 8 e un assist, e i 7 punti di Anthony sul finire, New York si porta sul 32-46 all’intervallo lungo, con Chicago che fa veramente tanta tanta fatica a trovare canestri. Nel secondo tempo Anthony e compagni hanno un altro piglio, gestiscono meglio, sembrano avere la vittoria in pugno, ma nella seconda metà dell’ultimo quarto, dopo un 20-6 di Chicago, arriva il 74-74 targato Noah, ma ci pensano Stoudemire e Anthony, con 7/8 liberi mandati a segno nell’ultimo minuto e mezzo, a chiudere i giochi in favore di New York.
Numeri
Chicago: Dunleavy (20 pts, 8 reb), Boozer (12 pts, 12 reb), Noah (12 pts, 11 reb), Gibson (12 pts, 7 reb).
New York: Anthony (30 pts, 10 reb, 4 ast), Stoudemire (14 pts, 7/11 da due, 9 reb), Bargnani (8 pts, 3 reb).
Si ferma a 9 la serie negativa dei Knicks: nel derby contro i Nets finisce 113-83 per Melo e compagni che dopo una prima metà di gara equilibrata, allungano nel terzo quarto con le triple di Shumpert, Felton e JR Smith.
Per i Nets è notte fonda: 83 punti contro una difesa come quella di NY che fa a meno dell’unico difensore decente (Chandler) sono davvero pochissimi e la differenza di -30 punti fa capire come la franchigia che ha affidato la panchina a JK, abbia completamente sbagliato sia nella scelta del tecnico che negli scambi. Senza Brook Lopez sarebbe stata ancora peggio: per il centro di Brooklyn infatti 24 punti, che hanno tenuto a galla i Nets nella prima metà di gara. Nessun altro in doppia cifra, e calcolando che solo in 8 sono scesi in campo (contro i 13 di New York) è un dato a dir poco allarmante: si fermano a 9 Livingstone, a 6 Garnett e ad 8 Anderson.
Bene New York, per quanto sia aiutata in grande dalla difesa di Brooklyn: il migliore è Anthony che chiude con 19 punti, 10 rimbalzi e 6 assist, ma complessivamente la prestazione è stata impeccabile, con Iman Shumpert che non sbaglia un colpo e mette 5 triple su 7, 5 dal campo su 8, e 2-2 da tiro libero, per 17 punti complessivi; per il Mago buona prestazione con 16 punti e una buona difesa.
I Knicks vincono il derby di New York e vanno sul 4-13, mentre i Nets restano ancora fermi a 5 vittorie e 14 sconfitte: per Jason Kidd non c’è pace, e potrebbe, secondo voci d’oltreoceano, essere allontanato subito dalla panchina di Brookyln.
Knicks@Clippers 80-93: Bargnani va in double, ma non può nulla contro Doc Rivers
A Los Angeles i Clippers impongono l’ennesimo stop ai Knicks: si tratta del settimo consecutivo, a cui coach Woodson non riesce a dare una risposta, mentre per gli uomini di Doc Rivers arriva l’11esima vittoria stagionale.

Non basta la buona prova del Mago, che realizza 20 punti dal campo, ma sbaglia tutte le triple che prova, i Knicks si devono arrendere allo strapotere fisico dei Clippers che con Griffin, da 15 punti e 13 rimbalzi, passano senza troppi problemi, nonostante CP3 resti in campo solo 26 minuti, causa un piccolo infortunio.

Il migliore della gara a punti è Anthony, con 27, ma sempre giocando in solitaria, come dimostra la voce assist di Melo, 1 soltanto: 9-23, 0-3 non sono medie irresistibili di realizzazione, ma resta il fatto che senza di lui i Knicks sarebbero nulli anche in fase offensiva.

Per i Clippers invece, oltre a Griffin, buone prove di J.Redick con 15 punti, Chris Paul, altri 15 e Crawford, 13: finisce 80-93 per Los Angeles, che nella prossima sfida se la vedrà a Sacramento contro i Kings, per dare seguito ai buoni risultati ottenuti fino ad ora.











