Il Postino suona sempre forte: Karl Malone e Thomas
L’aneddoto di oggi risale alla fine del 1991, quando non si parlava altro del Dream Team e dei suoi 10 componenti, nell’attesa di scoprire gli ultimi 2.
Il 15 novembre 1991, due mesi dopo che Thomas aveva scoperto di non essere tra le prime dieci scelte per il Dream Team e che avrebbe potuto farcela solo grazie ad un <<ripescaggio dell’ultim’ora>>, gli Utah Jazz di Karl Malone arrivarono al Palace di Auburn Hills, la casa dei Pistons. Come ricorda Laimbeer, <<Isiah non disse niente prima della partita. Però aveva un’aria…>>. Quella sera il capitano dei Pistons annientò Stockton con 44 punti a referto, a differenza dei 20 conditi da 12 assist del nativo di Spokane, dimostrando che, come quest’ultimo, anche lui avrebbe potuto benissimo fare parte della spedizione che avrebbe partecipato a Barcellona ’92.
Un mese dopo, Detroit andò al Salt Palace nello Utah, un posto notoriamente ostile nei confronti delle squadre avversarie. Isiah partì di nuovo all’attacco di Stockton, realizzando subito 6 punti. Fu allora che Karl Malone, grande nemico di Isiah, decise di avere visto abbastanza. Verso la fine del primo quarto della partita, Laimbeer portò un blocco alto su Stockton e Isiah partì lungo il lato destro, superando alla velocità della luce il centro Mark Eaton e dirigendosi verso il canestro. Fu allora che Malone mollò il suo uomo e raggiunse Thomas nell’area di tiro, piantandogli una gran botta in faccia con il braccio destro. Lui fluttuò nell’aria come una bambola di pezza e atterrò sul parquet col volto coperto di sangue, fu costretto ad uscire in barella, mentre Malone fu espulso.
Anni dopo chiesero al Postino se avesse colpito Isiah di proposito. <<Ma certo>>, rispose prontamente, <<cercai di colpirlo. Volevo a tutti i costi colpirlo, ma così forte? No, non hai tempo per premeditare una cosa del genere. Però lo colpii, questo lo so>>.
