Si sta per chiudere un capitolo importante della vita di Barack Obama. Il suo mandato da presidente degli Stati Uniti d’America durerà ancora per poco più di un anno. Per tale motivo, come qualsiasi persona al mondo, anche per una delle persone più influenti e “potenti” del mondo è arrivato il momento di riflettere e programmare il proprio futuro.
Come già noto, Obama è una persona amante dell’attività fisica e dello sport. Tra i suoi amori “da tifoso”, occupa sicuramente la prima posiziona il basket e, in particolare, i Chicago Bulls. Qualche giorno fa the president è stato intervistato da Bill Simmons, di GQ, e parte di questa si è concentrata proprio sulla sua passione per la palla a spicchi. Di seguito riportiamo un estratto della conversazione:
Simmons: “Le piacerebbe mai essere proprietario o diventare parte di una proprietà di una squadra di NBA?”
Obama: “Assolutamente si”
Simmons: “Sarebbe interessato ai Bulls oppure vorrebbe qualcosa di diverso?”
Obama: “Beh io conosco molto bene Jerry Reinsdorf (proprietario dei Bulls ndr) e so che non me lo permetterebbe. Almeno non così presto. Ho invece diverse volte fantasticato sul mettere insieme una squadra dal nulla. Sarebbe terribilmente divertente…”
Sempre Ben Simmons continua l’intervista ponendo un quesito tanto particolare quanto di difficile risposta per un tifoso accanito non solo dei Chicago Bulls ma anche dei Chicago Bears (franchigia NFL della città dell’Illinois):
Simmons: “Su chi ricadrebbe la scelta tra Jay Cutler (quarterback dei Chicago Bears ndr) e Derrick Rose?”
Obama: “Scelgo Rose. E’ più giovane e dunque ha maggiori margini di miglioramento”
Simmons: “Non ha dunque ancora perso le speranze con il numero 1 dei Bulls?”
Obama: “Assolutamente no. Tristemente penso sia difficile credere che, dopo tutti gli infortuni che ha subito, possa tornare a giocare sugli stessi livelli della stagione in cui fu eletto MVP. Ma sono convinto che in questa lega può ancora dire la sua. Può essere tra le top-10 point guard”.
Ancora una volta Mr. President ha dimostrato che la sua conoscenza di questo gioco non si ferma al semplice “tifoso occasionale” ma è bensì approfondita e vasta. Se tra qualche hanno svestirà i panni di presidente degli Stati Uniti per vestire quelli di presidente di una squadra lo saprà dire solo il tempo. Il passo dalla scrivania della White House a quella da “semplice” dirigente NBA sembra più breve di quel che si possa pensare.

