La trade che ha portato Patrick Beverley ai Los Angeles Lakers è stata accolta con scetticismo da molti, probabilmente la maggioranza, dei tifosi gialloviola. Beverley è arrivato ai Lakers tramite una trade che ha coinvolto Talen Horton-Tucker e Stanley Johnson, spediti a loro volta a Utah. Se da un lato la trade ha dei risvolti economici interessanti per i californiani, è innegabile l’idea di ulteriore ridimensionamento delle aspettative per la prossima stagione. Beverley non è sicuramente la point-guard che i tifosi dei Lakers sognavano, soprattutto per la sua dimensione offensiva non eccelsa.
Tuttavia l’ex Minnesota (tra le altre) ha dalla sua dei numeri difensivi di alto livello. Nelle ultime 5 stagioni infatti Beverley ha tenuto i suoi avversari al 42,3% di percentuale dal campo (rapporto tra tiri dal campo tentati e tiri dal campo segnati). Questa statistiche lo pone nella top5 della lega per FG% concessa agli avversari.
In questa top 5 figura inoltre Anthony Davis, suo prossimo compagno di squadra. Insieme i due potrebbero formare dunque un duo difensivo di tutto rispetto, superando dunque le aspettative dei più scettici.
Certo è che il reale motivo della trade resta quello di liberare spazio salariale. Beverley infatti col suo contratto da 13 milioni in scadenza la prossima estate andrà a liberare, insieme a Westbrook, una buona fetta del salary cap utile a garantire buoni margini di manovra alla dirigenza Lakers. Tuttavia anche sul campo il nativo di Chicago potrebbe garantire un apporto non del tutto indifferente nel corso della prossima stagione.



