Chi sono stati i top 5 di Lega Basket A in questa quarta giornata? La Virtus Bologna è caduta, a sorpresa, in casa per la seconda volta consecutiva con Reggio Emilia, mentre nel frattempo l’Olimpia Milano procede con passo incessante il suo percorso a punteggio pieno.
Sassari ha rimontato una gara non semplice con la Fortitudo e Cremona ha mantenuto il suo trend positivo battendo Varese dopo il colpaccio della settimana scorsa alla Virtus Segafredo Arena. La Reyer, invece, è tornata alla vittoria e anche Brindisi ha avuto la meglio di Treviso.
Però ora andiamo alla top 5 di questa giornata di Lega Basket A!
I top 5 della quarta giornata di Lega Basket A
5. Christian Burns – Il lungo ex Olimpia Milano ha avuto un ruolo decisivo nella seconda vittoria consecutiva della Germani Brescia ai danni dell’Allianz Trieste. Nel primo parziale di 29 a 9 con cui la Germani aveva già messo un’ipoteca importante sul match, c’era soprattutto la sua firma. Ha infatti messo a referto 17 punti con 6 su 11 dal campo, 11 rimbalzi e 2 assist alla fine della serata. Nonostante i 35 anni di età, Burns ha dimostrato ancora una volta quanto sia bravo a giganteggiare sotto canestro quando vuole, dato che gode di due mani più che educate e di un atletismo veramente importante. Il rendimento stagionale della Germani, quest’anno, dipenderà molto dalle sue prestazioni e Burns ha già risposto presente in queste prime uscite.
4. TJ Williams – La Vanoli Cremona, dopo la vittoria inaspettata in casa della Virtus Bologna la scorsa settimana, continua a vincere e lo fa battendo Varese per 80 a 67. Se contro le V nere avevamo visto un superlativo Giuseppe Poeta, questa volta a guidare la Vanoli è stato TJ Williams. La guardia statunitense infatti ha chiuso la sua gara con 17 punti (6 su 8 dal campo), 9 rimbalzi, 4 assist e 2 rubate. A differenza delle previsioni che erano state fatte all’inizio della stagione, questa Vanoli sembra in grado di poter impensierire seriamente tutte le altre squadre del campionato e, a farne le spese, c’è già stata la Virtus Bologna, non proprio l’ultima arrivata.
3. Brandon Taylor – La seconda clamorosa sconfitta casalinga della Virtus passa dalle sue mani. La point guard americana, infatti, trascina Reggio Emilia in una vittoria difficilmente pronosticabile alla vigilia della sfida con una prova da 19 punti con 4 su 6 da tre punti, 5 assist e 3 rimbalzi. Vanno segnalate anche le ottime prestazioni di Baldi Rossi e Bostic, ma il faro della squadra è parso proprio Taylor. Le azioni di Reggio Emilia passano tutte dalle sue mani ed è lui il vero fluidificante della squadra.
2. Marco Spissu e Miro Bilan – Sul secondo gradino del podio c’è una coppia e si tratta dell’accoppiata play/pivot di Sassari. In una partita difficile e tutta in salita, a guidare la rimonta dei sardi ci pensano due degli uomini più importanti di coach Gianmarco Pozzecco. Nei momenti di difficoltà il loro pick&roll sembra l’arma più sicura e quella che porta più punti, oltre che alle iniziative personali di Spissu e al gioco in post basso di Bilan. Spissu chiude la gara con 22 punti, 5 assist e 3 rubate, mentre Bilan termina la gara con 18 punti e 11 rimbalzi. Proprio grazie alle loro prove, Sassari è riuscita a ribaltare la sfida e battere una Fortitudo coriacea. Sono loro i due pilastri della squadra.
1. D’Angelo Harrison – Se l’anno scorso la stella polare dell’Happy Casa Brindisi era Adrian Banks, quest’anno di certo è D’Angelo Harrison. E nella vittoria ai danni della De’ Longhi Treviso questo dato si nota particolarmente. E’ lui, come lo era Banks, il realizzatore della squadra e lo dimostrano ampiamente i suoi numeri di domenica: 27 punti con 4 su 7 dall’arco, 4 rimbalzi e 4 assist. Brindisi, forse, avrà meno forza propulsiva dello scorso anno, ma ha ritrovato quel giocatore perno che aveva perso con l’addio di Banks. Se Harrison continuerà a viaggiare su questi numeri, i pugliesi potrebbero ancora stanziare saldamente nei piani alti della classifica.

