17 Dicembre 1996, Los Angeles Lakers @ Chicago Bulls
Nella sua prima stagione in maglia Lakers, un giovane Shaquille O’ Neal di 24 anni domina il primo tempo allo United Center chiudendo con 10/15 e 23 punti segnati, distribuiti nel seguente modo: 8 vs Wennington, 9 vs Parish, 2 vs Simpkins e 4 vs Rodman (in quelle rare occasioni che casualmente i giocatori finivano per marcarsi a vicenda). Il giocatore veniva costantemente raddoppiato e triplicato ma con il suo fisico riusciva facilmente a tenere posizione in post basso e a tirare da una distanza massima di 2 metri. Nel secondo tempo la musica non cambia e con altre 2 canestri, sempre contro Wennington, i Lakers raggiungono un vantaggio di 17 punti (85 a 68). Mancano 6 minuti alla fine del terzo quarto quando Phil Jackson effettua la mossa vincente: Dennis Rodman scala in marcatura costante su O’neal.
Lo scontro vede da una parte un veterano di 35 anni di 2.01 metri d’altezza per 100 kg di peso; dall’altra un ragazzo di 24 anni che vanta giusto qualche centimetro (15) e chilo (sicuramente più di 20) in più da far valere a suo favore.
I Bulls iniziano la rimonta e dopo 2 supplementari vincono la partita per 129 a 125. Da metà del terzo quarto fino alla fine del secondo supplementare O’neal riuscirà a tirare solamente altre 3 volte, sbagliando tutte le conclusioni.

Dennis Rodman in marcatura contro Shaquille O’neal
Il motivo? Questa volta i raddoppi di marcatura funzionarono perché a lavorare in post contro Shaq c’era Rodman. Riuscì a mantenere sempre la posizione, non facendolo andare mai in post basso. Lo tartassò fisicamente e quando il giocatore riusciva a prendere palla in post alto, il numero 91 dei Bulls gli impediva in tutti i modi di avvicinarsi al canestro, costringendolo a scaricare il pallone appena un suo compagno (di Rodman) effettuava il raddoppio di marcatura.
Se sei uno dei difensori migliori della storia sarai in grado anche di reggere una montagna. Proprio come fece Rodman il 17 Dicembre 1996.


