La prima sfida della stagione dei Cavs contro Atlanta è terminato 96-98 in favore degli Hawks ma non c’è nulla di preoccupante: si tratta solo di Pre-Season.
Nonostante il 3/13 al tiro da cui sono scaturiti gli 8 punti segnati nella notte, LeBron James è stato comunque il protagonista di serata, scattando un selfie con alcuni piccoli tifosi di fede Cavs e commentando nel post-partita il suo “nuovo ruolo” nella stagione NBA che verrà: “Fino a che Irving, Thompson e Shumpert torneranno fisicamente disponibili, il nostro team ha i giocatori e il talento necessario per compensare le assenze. Da parte mia, continuerò a essere un leader per i miei compagni, ma non voglio essere un trascinatore”.
Parole mai banali quelle del “Prescelto”, che indirettamente lascia trasparire buone sensazioni circa la conferma di Tristan Thompson, soffermandosi principalmente su un argomento fondamentale: il ruolo che assumerà nella prossima stagione.

Troppe volte, nel corso della scorsa stagione, LeBron James ha dovuto assumersi più responsabilità di quante gliene fossero dovute: un errore che non dovrà capitare nella prossima stagione.
Già, perché la maggiore carenza evidenziata nel corso delle ultime Finals, è stata senza ombra di dubbio la mancanza di personalità da parte dei compagni, con James che ha dovuto troppe volte forzare la mano in alcune situazioni, prendendo più responsabilità di quelle dovutegli. Una situazione dovuta sicuramente all’assenza di elementi imprescindibili come Irving e Love, oltre che ad una panchina un po’ troppo corta e le energie finite quindi anzitempo. Tutte lacune che sembrano esser state superate grazie ad un buon mercato dei Cavs che ha portato alla corte di coach Blatt nuovi, importanti elementi come Mo Williams, Richard Jefferson e Sasha Kaun, senza contare i ritorni di Love, Varejao e si spera presto anche Irving, con la speranza dell’imminente firma di Thompson.
LeBron James che non vuole alzare nessuna polemica verso i compagni ma più semplicemente evidenziare gli errori commessi lo scorso anno con la voglia e la determinazione di far crescere i propri compagni, ci tiene a precisare: “Non si tratta di una mancanza di responsabilità da parte mia. Semplicemente, è necessaria una crescita da parte di tutti noi. Siamo uomini cresciuti, siamo professionisti e per questo motivo tutti devono contribuire”. Parole da leader vero che mettono sull’attenti i Cavs: se tutti svolgono il proprio compito in campo, il titolo NBA sarà molto più che un miraggio.
Per NBAPassion,
Mario Tomaino (Mariot_22 on Twitter)

