Era il 21 febbraio 2015 quando il gelo si abbattè su South Beach.
Chris Bosh fuori per tutta la stagione per gravi problemi di salute: coaguli di sangue nei polmoni.
Era da poco ripresa la regular season dopo la pausa dell’ All Star Game.
Il centro degli Heat aveva partecipato come detentore del titolo “Shooting Stars Challenge”, riconfermando la sua squadra campione per la terza volta consecutiva.
Ma tornando a casa e durante le vacanze ad Haiti qualcosa non va. Il solito fastidio alla schiena si acutizza andando ad interessare anche il fianco.
E’ al limite della sopportazione quando la moglie di Chris, Adrienne, lo obbliga ad andare in ospedale per ulteriori controlli:
“Mi ha salvato la vita, ma non è una novità, lo fa tutti i giorni”
Ammetterà lo stesso Bosh mesi dopo in conferenza stampa.
Dopo quella visita in ospedale verrano diagnosticati i coaguli nei polmoni; per Bosh sarà l’inizio di una routine sconosciuta e faticosa.
Ospedali, operazioni, esami e controlli sostituiscono di fatto le palestre, gli allenamenti e le partite. Non c’è piu spazio per il Basket, e non si sa quando tornerà alla vecchia routine.
“Non ho mai avuto paura, anche se non so spiegare perchè. Mi sono sempre concentrato principalmente sul basket. Ma per un po’ ho temuto che non sarei riuscito a tornare in campo. Però sono un fan del pensiero positivo, e dentro di me sapevo che sarei tornato.”
Queste le sue parole nell’ ultima conferenza stampa.
Chris ha avuto ragione!
Pensando positivo, è riuscito a trasformare un periodo così difficile in qualcosa di costruttivo, lavorando sulla persona quando non era possibile fare altro e una volta tornato in piedi, si è occupato dei suoi punti deboli crescendo atleticamente e lavorando sul suo gioco a 31 anni.
“E’ un’ opportunità per me quella di tornare in laboratorio a lavorare sul mio gioco e sul mio fisico. In questi mesi ho fatto scuola e ciò mi permetterà di essere pronto per un grande ritorno”
ha dichiarato al Palm Beach Post.
Quello che vedremo a fine ottobre sarà un Bosh rinnovato. La ricchezza acquisita dopo la vittoria contro un periodo difficile lo porterà a rivestire ancora meglio il ruolo di Leader all’ interno di quei Miami Heat dell’ era post Big Three.
Prima dell’ infortunio il 31enne aveva raggiunto la media più alta in carriera, confermando la sua predilezione per la Co-Leadership con D.Wade.
Medie carriera:19.3 PPG, 8.6 RPG, 1.1 BPG, 57,1 TS%, 20,6 PER
2014-15 Statistiche: 21.1 PPG, 7.0 RPG, 0.6 BPG, 54,8 TS%, 19,8 PER
Dopo l’ Addio di James, Bosh si è caricato la squadra sulle spalle fin dalla prima partita dove realizzò 26 punti e 15 rimbalzi. Nonostante il decimo posto della scorsa stagione senza #1, gli Heat sono ancora una contender della Easterne Conference e se non lo ha potuto dimostrare nella scorsa stagione, a causa dello stop obbligato, Chris lo farà sicuramente nella prossima.
Bosh sta affontando il training camp in perfetta forma ed è pronto a tornare in campo supportato da un cast quasi interamente rinnovato: oltre a Goran Dragic (già presente nella scorsa stagione), il rookie Justice Winslow pescato alla decima piazza nonostante sulla carta venisse considerato un Top5, e i veterani Gerald Green e Amar’e Stoudemire che possono contribuire alla causa Heat ampliando la panchina e la forbice delle soluzioni del Coach.
Interessante sarà anche lo sviluppo della convivenza Whiteside-Bosh, che si completano in un reparto lunghi molto interessante. I due hanno giocato insieme soltanto 300 minuti nella scorsa stagione.
Spoelstra potrà schierare le “due torri” sfruttando il miglioramento di Bosh sul tiro da fuori ( la scorsa stagione ha raggiunto il 37% dall’ arco) e utilizzando Whiteside come centro puro; le sue doti di rimbalzista gli hanno permesso di entrare prepotentemente nella lega lo scorso anno, in cui ha fatto registrare doppie-doppie da oltre 20 punti e 20 rimbalzi ( in 48 partite giocate 11.8 punti e 10 rimbalzi di media).
Ma è solo una soluzione alternativa all’ impiego di Deng, Stoudemire o magari uno small- ball con il doppio play in quintetto (Wade-Dragic) e Bosh da 5.
Ciò che conta è che quest’ anno gli Heat hanno molte più soluzioni da offrire, grazie sì ai nuovi acquisti ma sopratutto al ritorno di Bosh, sul quale di fatto, vertono le decisioni del coach Erik Spoelstra.
“Tornare più forte di prima” sembra qualcosa di realmente possibile e concreto per Chris Bosh, e non la classica frase del post-infortunio.
Questo lo deve soltanto a lui, alla sua determinazione che ancora arde a 31 anni. Al suo amore per la pallacanestro.
Per NbaPassion.com,
Giacomo Mugnai (@mugiaco on twitter)


