I diritti televisivi della NBA sono ai suoi massimi di sempre ma proprio in queste ore sta avvenendo un caso strano in quel di Los Angeles sponda Clippers.
Sembra infatti che il proprietario della franchigia, Steve Ballmer, abbia rifiutato circa 60 milioni all’anno offerti da una televisione locale in quanto sia intenzionato a costruire un servizio online di streaming per la trasmissione delle partite della sua squadra.
La notizia arriva direttametne da Claire Atkinson del New York Post e l’emittente televisiva che si è vista respingere le proprie avanches è la Fox Sports.
Se il piano che sta architettando Ballmer andasse in porto, i Clippers sarebbero la prima società sportiva statunitense (e non solo di basket!) a fornire online le proprie partite e non come tradizionalmente accade tramite satellite o via cavo.
Attualmente le gare dei Clippers vanno in onda in circa 5 milioni di case dell’area losangelina e l’attuale accordo con la Fox Sports è previsto anche per l’imminente stagione 2015-16.
La negoziazione per il rinnovo di questo contratto è scaduto però lo scorso giugno dando la possibilità a Ballmer di esplorare tutte le possibilità per il futuro. Atkinson però aggiunge pure che, secondo molte persone, questa strategia adottata dal proprietario dei Clippers sia in realtà un espediente per riuscire a racimolare un contratto più remunerativo dalle televisioni. D’altro canto però secondo le logiche finanziarie sembra molto difficile riuscire a superare quell’offerta pervenuta di 60 milioni annui.
Nell’ottobre dello scorso anno l’NBA ha firmato i nuovi contratti televisivi nazionali con ESPN e TNT che entreranno in vigore a partire dalla stagione 2016-2017 per un totale di 2.66 bilioni di dollari fino al 2025.
Un servizio di streaming specifico per una singola franchigia sarebbe un concetto nuovo per la NBA. L’attuale pacchetto NBA League Pass completo per tutta la stagione comprende tutte le 30 squadre.
È innegabile però come lo streaming sia ugualmente molto diffuso soprattutto per vie non del tutto legali…. e chi meglio di Ballmer (che ricordiamo esser stato il CEO Microsoft dal 2000 al 2014) all’interno della NBA potrebbe avere le intuizioni e le motivazioni per esplorare questi nuovi orizzonti?
Per NBA Passion,
Antonio Cannizzaro (@AntonioCan22 on Twitter)


