Berlino, Mercedes Benz Arena, ore 21: l’Italia è chiamata alla grande prova. Non ha il sapore della sfida da dentro fuori ma poco ci manca.
Il giorno di riposo che doveva servire a ricaricare le batterie alla vigilia della “sfida tutta in casa” tra gli azzurri e le furie rosse di coach Scariolo, è stata devastante per il morale del team perchè gli accertamenti confermano le preoccupazioni avute fino a quel momento: Datome sarà indisponibile fino alla fine della fase a gironi almeno. Un’assenza pesante vista la versatilità del capitano azzurro e viste le doti di leadership, cosa che è sembrata mancare parecchio a quest’Italia nelle prime due partite e che contro la Spagna sarebbe potuta pesare notevolmente. Poi, si sa. Quando le cose vanno male, possono andare anche peggio ed ecco che anche Belinelli è a rischio forfait contro la Spagna: adesso si fa ancora più dura.
In questi casi, il gruppo può reagire in due modi: accampando scuse per giustificare i propri fallimenti oppure responsabilizzandosi e cercando di dare il 110% per superare le difficoltà: l’Italia ha scelto la seconda strada.
In pochi avrebbe scommesso un solo Euro sulla nazionale di coach Pianigiani visti i precedenti faticosi contro Turchia e Islanda, ma le partite vanno sempre giocate. L’Italia parte bene, sembra concentrata, precisa in attacco e in difesa, c’è la giusta carica agonistica: insomma, è tutta un’altra Italia. Sorpassi e contro sorpassi; la partita è tiratissima con innumerevoli cambi di vantaggio e tante giocate di pregevole fattura da una parte e dall’altra. Vedere Bargnani giocare da pivot e difendere come ha fatto lui su tale Pau Gasol, è assolutamente l’emblema di una nazionale che vuole lasciarsi gli errori del passato alle spalle. A rovinare un po’ lo spettacolo, alcune chiamate piuttosto rivedibili della terna arbitrale, ma su questo argomento sorvoliamo: la Spagna chiude 45-42 il primo tempo ma le sensazioni sono positive; peccato solo per un Marco Belinelli in evidenti difficoltà. Ma è ancora presto per parlare.

Uno straordinario secondo tempo di Belinelli consente all’Italia di allungare fino al +10 sulla Spagna
Il pubblico sugli spalti e da casa si diverte: finalmente ci si identifica nella nazionale desiderata. Pronti, via e il terzo-quarto parte ancora una volta nel segno dell’Italia: dopo il circus-shot di Danilo Gallinari che regala un grande gioco da 3 punti agli azzurri, inizia il Beli-show. Il canestro spagnolo viene letteralmente assediato dalle bombe da 3 punti di Marco e l’Italia prende ancor più fiducia. Dal palleggio, dalla ricezione, da casa sua e in totale disequilibrio anche! Belinelli ha la mano calda, caldissima. I tifosi sugli spalti sono in delirio e, sostenuti anche dallo speaker del palazzetto tedesco, inizia a riecheggiare il più che famoso “POPOPOPO” di calcistica memoria. Il quarto-quarto è una passerella per il trionfo azzurro, con l’Italia che tocca anche il +12 di vantaggio: finisce 98-105 e la sensazione a fine gara è che sia una vittoria che vada oltre il risultato in sé: l’Italia ha dato una prova di forza di quelle che ti rimangono dentro e ti accompagnano per tutta la spedizione europea.
Oltre ai già citati nomi importanti, sarebbe ingiusto non sottolineare le prove dei vari Cinciarini, Aradori, Melli, Cusin e Hackett, tutti fondamentali allo stesso modo nella vittoria sulle furie rosse. Il gioco espresso questa sera è di quelli incredibilmente perfetti, questa Italia fa sognare! E il “POPOPOPO” partito spesso e volentieri dagli spalti, è sintomo di una voglia di vittoria da parte del tifo azzurro che va oltre ogni immaginazione. L’Italia è rinata ma ora il compito più arduo la attende domani: confermare la crescita contro la Germania di Dirk Nowitski. Inutile dire che vincere è fondamentale per il proseguo del sogno europeo ma non carichiamoci di troppa pressione: i ragazzi hanno iniziato a percorrere la strada giusta, compattati in particolar modo dalla perdita del loro capitano.
“Spesso serve un episodio anche molto forte che possa far scattare una scintilla nella testa del gruppo” diceva Davide Pessina qualche giorno prima dell’inizio dell’avventura e noi, ovviamente, speriamo che quella scintilla sia già scoccata e ci porti verso traguardi importanti.
Per NBAPassion,
Mario Tomaino (@Mariot_22 on Twitter)



