Cassius Stanley
Dati personali
–Provenienza: North Hollywood;
–Altezza: 195 cm;
–Peso: 86 Kg;
–Apertura alare: 198 cm;
–Ruolo: guardia;
–Classe: 18/08/1999;
–Paragonato a: Zach LaVine;
Un atleta d’élite tanto da essere paragonato a Zach LaVine e accostato finanche a Vince “Air Canada” Carter: ecco a voi Cassius Stanley, guardia di Harvard Westlake High School. Considerato il terzo miglior giocatore della sua annata, Stanley affianca al suo atletismo fuori misura, un buon tiro, di certo migliorabile, un buon IQ e una spiccata propensione al gioco di squadra. “È davvero altruista,” dice David Rebibo, suo coach all’high school. “Questo è uno dei suoi aspetti migliori. Sta imparando dove e quando segnare e essere aggressivo. Sta migliorando giorno per giorno. È un competitore nato.”
Background
Non è un caso che Cassius Stanley sia un atleta dalla più tenera età. Figlio di Tonya, ex corridora della UCLA, e Jerome, agente sportivo che ha avuto a contratto anche Baron Davis, Cassius (come il più celebre Clay, al secolo Muhammad Alì) muove i primi passi sin da piccolo nel baseball e nella pallacanestro, sport che preferisce perché, come lui stesso dice: “Amo la natura competitiva del basket. […] Mi sento libero in un campo da basket. Posso andare ovunque io voglia.”
Fisico
Stiamo parlando del fisico perfetto per una futuribile point guard NBA, anche se ha solo 17 anni: 195 cm, 86 Kg e delle gambe che lo portano ad altezze proibitive, altezze che raggiunge dai suoi 11 anni, quando è riuscito per la prima volta a schiacciare, e ben pochi atleti al mondo possono vantare un record del genere. Considerato uno dei migliori giocatori, se non il migliore, al camp Nike 100, ha attirato su di sé le attenzioni dei migliori college, i quali sono già in fila per accaparrarsi le sue prestazioni, su di tutte: Alabama, UCLA, USC. 
Il suo futuro: yes we can!
Cassius Stanley è proiettato ai piani alti, questo è indubbio, a meno di brusche deviazioni di percorso il suo futuro è nella Lega di Adam Silver. Quella del commissioner è una figura volutamente citata, poiché Stanley è un ragazzo che scruta molto lontano, addirittura progetta sin da ora il suo post carriera. Esattamente, perché il prodigio californiano oltre a volere una longeva carriera NBA ha intenzione di diventare il primo ex giocatore ad essere eletto commissioner. Che dire? Le idee sono chiarissime e il suo desiderio di governare la massima Lega americana rievoca, con le dovute differenze, il primato del primo presidente americano di colore. Ma questa non è politica, è basket, quindi godiamoci il suo gioco.
