Buone notizie in casa Bulls: nel giro di 10 giorni, Derrick Rose sarà pronto a tornare a calcare i parquet NBA.
Nella giornata di ieri infatti ha affrontato, per la prima volta dallo stop, un allenamento completo, compreso il 5 vs 5 finale, sintomo che il ginocchio destro sta recuperando in tempi buoni. “E’ in progresso stabile” dice Thibodeau ai microfoni di WGNTV, che però ancora non parla di date certe in merito al rientro. “Deve continuare a lavorarci su e rinforzare quella zona del ginocchio. E’ una lunga strada, non bisogna forzare i tempi. Dobbiamo pensare all’interesse collettivo, prima che del singolo”.
“Niente di nuovo, ci siamo abituati ormai” dice invece Taj Gibson. “Negli ultimi anni purtroppo è sempre stato così”. Ed effettivamente, dal 2012 i Bulls hanno oramai imparato a come rimanere competitivi e giocarsela con chiunque anche senza l’ex MVP, combattuto da tanti, troppi problemi fisici. Certo, l’ultimo infortunio non è paragonabile agli altri due: quest’anno infatti ha già preso parte a 46 partite, che sono già 10 in più di quelle giocate nelle passate due stagioni. Uno stop di 4-6 settimane dunque, che per certi versi ha rinforzato e dato più
Brooks in cabina di regia (almeno sulla carta) è stato sicuramente un buon colpo della dirigenza. Ovvio, Brooks non è Rose, ha uno stile di gioco totalmente diverso con più tiro da fuori ma meno pericolosità in penetrazione. Non dico che non lo abbia fatto rimpiangere (ci mancherebbe), ma aver trovato la propria dimensione in un sistema di gioco nel quale Butler gioca a livelli da All Star su entrambi i lati del campo e Gasol domina come non faceva da un po’ (o forse non aveva mai fatto) ha portato indiscutibilmente i Bulls a un livello tale di equilibrio che ha permesso alla franchigia dell’Illinois di mantenere, e a ragione, una grande scorza di credibilità in vista dei Playoff.
Sensazioni quindi già positive in casa Chicago. E di ancora migliori ne arriveranno.
Per NBA Passion, Nicola Siliprandi


