Non è mai abbastanza. Quante volte ci è capitato di dover lottare per qualcosa, di sperare nel raggiungimento di un obbiettivo tanto atteso, per poi dover rimandare ogni volta l’appuntamento con la gioia che si prova nel raggiungere uno scopo. Ogni volta a causa di particolari che all’apparenza ci sarebbero potuti sembrare anche meno importanti di quanto lo fossero in realtà. Questa è la situazione che vivono molte squadre dell’NBA, come Minnesota, Denver, Sacramento e New Orlenas. Squadre dalle indubbie doti tecniche ma che ogni anno si ritrovano a non esser abbastanza per la postseason. Riusciranno a rientrare nella lotta per un posto playoffs nelle prossime stagioni? Andiamo a scoprirlo insieme…

Mar 11, 2016; Oklahoma City, OK, USA; Minnesota Timberwolves center Karl-Anthony Towns (32) reacts after a play against the Oklahoma City Thunder during the fourth quarter at Chesapeake Energy Arena. Mandatory Credit: Mark D. Smith-USA TODAY Sports
Minnesota Timberwolves:
Iniziamo da Minnesota. E’ una squadra indubbiamente affascinante, con giocatori di talento che tra l’altro sono giovani, Wiggins e Towns su tutti. Una coppia che in prospettiva futura promette più che bene. In certe situazioni bisogna concentrasi sul futuro, ovvio, ma non si può non pensare minimamente al presente. Forse puntare alla postseason potrebbe essere affrettato, ma le qualità in campo ci sono ed è impossibile negarlo.
L’esperienza ci sarebbe, con Ricky Rubio (ancora venticinquenne) e Pekovic dopo l’addio di Kevin Garnett, ma anche dei nuovi come Brandon Rush, Aldrich e Jordan Hill che se integrati bene all’interno del contesto potrebbero aiutare più del previsto.
Dal draft è arrivato un giocatore talentuosissimo quale è Dunn, con la quinta chiamata, le possibilità di mettere in campo un bel gioco che sia soprattutto efficiente, sono tante. Ah e c’è di più… In panchina c’è l’ex Chicago Bulls Tom Thibodeau, un allenatore dalle indubbie qualità, che ha dimostrato di poter organizzare una squadra competitiva come quei Bulls del 2011 che arrivarono molto vicini al successo finale.
Tanto talento, tanto lavoro da fare per Thibodeau, sarà questa la stagione della consacrazione? I Lupi hanno fame…
Denver Nuggets:

Danilo Gallinari.
Ci trasferiamo in Colorado, dove giocano i Denver Nuggets. Non saranno intriganti come gli appena citati Timberwloves, ma quella delle pepite resta una squadra organizzata più che discretamente, completa ed interessante per il futuro ma che pecca ancora in qualcosa per centrare l’obiettivo da subito.
Dal draft è arrivato Jamal Murray, decisione non particolarmente condivisa a causa del settore abbastanza affollato in quel di Denver con Mudiay ed Harris. Nonostante tutto la settima chiamata si presenta interessante soprattutto per il buon tiro e per le doti atletiche. L’unica incognita a suo riguardo è quella difensiva.
Buone scelte, soprattutto in prospettiva futura quelle di Juan Hernangomez e Malik Beasley, ottimo tiratore che potrebbe subito avere impatto sulla rotazione. Si, la squadra è ben organizzata, con un Gallinari che al di fuori dei problemi fisici ha dimostrato di poter essere un facile realizzatore con costanza, Faried che è da un paio d’anni un giocatore dalle indubbie qualità, e l’ormai veterano Chandler. C’è da notare anche la Presenza di Jusuf Nurkic, giocatore dalle indubbie doti tecniche, con un futuro abbastanza interessante ad attenderlo.
Denver non sembra poi così pronta per aggiudicarsi un posto tra le prime otto ad ovest, ma la squadra è competitiva e completa, se non quest’anno, il prossimo offrirà sicuramente più possibilità riguardo la postseason.
Sacramento Kings:

SACRAMENTO, CA – APRIL 17: DeMarcus Cousins #15 of the Sacramento Kings celebrates during the game against the Los Angeles Clippers on April 17, 2013 at Sleep Train Arena in Sacramento, California. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2013 NBAE (Photo by Rocky Widner/NBAE via Getty Images)
California, ma non nella Baia ma a Sacramento, la città dei Kings. La città di DeMarcus Cousins. La squadra ha visto andar via sia Belinelli che Rondo, ma che proverà ad accontentarsi con Malachi Richardson, chiamato con la ventiduesima scelta al draft, Aaron Aflalo, e con l’arrivo di due elementi come Ty Lawson e Matt Barnes. Le altre scelte del draft, Skal Labissiere e Papagiannis, possono sembrare promettenti, ma non danno l’impressione di poter far la differenza sin da subito.
Con l’addio di Rondo ci sarà ovviamente Darren Collison in cabina di regia, ma il suo modo di interpretare il gioco non è paragonabile a quello di RR9, sarebbe servito maggiormente l’aiuto di un playmaker che avesse saputo far girare la squadra più che altro (ed inoltre è in corso un processo che potrebbe vederlo saltare non poche gare in stagione)
Nonostante ciò, Sacramento da l’impressione di essere troppo lontana dalla postseason, dove il problema principale sembra essere in spogliatoio, e non in campo. Certo, se questa squadra trovasse un’armonia nel gioco non sarebbe da sottovalutare. Ma le problematiche che la seguono credo siano radicate fin troppo in profondità per poter esser superate in poco tempo. In panchina siede ora David Joerger, a lui l’arduo compito di trasformare il talento in una squadra.
New Orleans Pelicans:

Anthony Davis.
Ultima squadra con talento ma a cui manca ancora qualcosa, forse anche più di qualcosa… Altra squadra guidata da un centro di talento come Anthony Davis. Per la squadra sarebbe già un passo in avanti riuscire a giocare l’intera stagione con tutti i giocatori al massimo fisicamente. Quella di New Orleans è stata una delle franchigie che più ha subito gli infortuni nella passata stagione, con Tyreke Evans che addirittura è arrivato a saltare 57 partite, e Quincy Pondexter, il quale ha subito due operazioni nell’ultimo anno e mezzo.
Ovviamente la perdita di Ryan Anderson ed Eric Gordon non è da sottovalutare, ma la sesta scelta del draft Buddy Hield, e l’arrivo di Solom Hill affiancato da E’twuan Moore lasciano sperare bene per la prossima stagione. Insomma New Orleans potrebbe dover aspettare ancora un po’, come ha “profetizzato” Shaq durante un’intervista, ma la possibilità di far bene c’è, e se si giocassero le carte nel modo giusto potrebbero sorprendere più del previsto come fatto appena qualche stagione fa quando centrarono i playoffs con un ottavo posto insperato ad inizio stagione.
Per NBA Passion,
Giuseppe Cusano

