Chicago sta affrontando una stagione difficile. L’obiettivo dopo la free agency era arrivare ai PlayOff facilmente per poi cercare di arrivare alle Finals di Conference visti gli arrivi di giocatori di esperienza e qualità come Wade e Rajon Rondo. Le cose però sono andate per il verso sbagliato, e adesso Chicago si ritrova al nono posto, con un record di 32-35 dopo una stagione tra alti e bassi.
La scossa di Wade
Dopo 5 sconfitte consecutive, Dwayne Wade, in qualità di leader della squadra, ha parlato ai propri compagni. Questo è il contenuto del suo discorso, come lui stesso ha rivelato alla ESPN:
“Ho soltanto detto loro di mettersi in gioco. Qualche volta esci lì fuori e semplicemente giochi a basket, e non combatti per vincere. Anche nel fare un fallo un po’ più duro si vede la voglia di lottare. Niente di cattivo ovviamente, ma bisogna combattere. Siamo in corsa per un posto ai PlayOff. E’ stato questo il messaggio.
Probabilmente questa scossa serviva ai Bulls che erano reduci da una sconfitta davvero imbarazzante contro i Boston Celtics (basti pensare all’iniziale 1/17 dal campo). Chicago ha vinto la partita di questa notte, giocata contro Charlotte: in gran spolvero è stato il trio composto dallo stesso Wade, da Butler e Rondo.


La faccia di chi sa di aver scritto la storia ed aver battuto un record che sembrava inarrivabile. Con la vittoria contro Memphis, i Warriors raggiungono quota 73 vittorie stagionali, superando il primato appartenuto ai Bulls di Jordan. A quella squadra apparteneva Steve Kerr, artefice di quest’altro successo. Però per Golden State la stagione non finì altrettanto bene.
uno dei migliori giocatori che abbiano calcato quel palcoscenico. L’immagine rappresenta il numero 24 gialloviola che saluta per un’ultima volta il pubblico che lo ha amato. Mamba out.
Draymond Green colpisce con un calcio nelle parti basse Steven Adams, mettendolo ko. Questo è solo uno dei quattro flagrant fouls che impediscono al numero 23 dei Warriors di disputare gara-5 delle Finali.
l’anno. La stoppata di LeBron James su Andre Iguodala è rimasta il simbolo del dominio del “Re” sia dal punto di vista fisico sia da quello tecnico e della vittoria dei Cavaliers.
LeBron James abbraccia il suo compagno Kevin Love e scoppia in lacrime sul parquet dell’Oracle Arena. È finalmente il titolo con la sua Cleveland, che desiderava fin da bambino e non era ancora mai arrivato.
(quasi) tutti gli appassionati. KD si schiera dalla parte dei vincenti e lascia da solo Russell Westbrook, che nel frattempo ha preso più saldamente le redini della squadra.
Dwyane Wade cambia aria. Flash approda a Chicago, dove i Bulls, insieme a Butler e all’altro neo-acquisto Rajon Rondo, hanno grandi ambizioni.
La squadra statunitense si mette in posa per quest’immagine dopo aver vinto il terzo oro olimpico consecutivo e il sesto su sette apparizioni dal 1992, l’anno del Dream Team. Sì scontato il trionfo (+30 in finale sulla Serbia), ma il meno scontato tra tutte le sei vittorie, anche a causa di un roster privato di molte stelle.
in una serata da brividi a Springfield. Julius Erving, Bill Russell, Alonzo Mourning e Isiah Thomas presentano i tre ex-giocatori che emozionano il pubblico con i loro
Nell’immagine Kevin Garnett con il pugno sul petto, uno dei suoi gesti tipici. Nel 2016, oltre a Kobe Bryant e Tim Duncan, si ritira anche KG, alla sua maniera, senza un farewell tour o una partita d’addio.
Craig Sager viene sconfitto dalla leucemia. È questa la terribile notizia che sconvolse il mondo dello sport il 15 dicembre. Una tra le icone sportive statunitensi abbandona la lotta iniziata nel 2014 e tutto il mondo si stringe a lui.
da tre punti di Kyrie Irving è diventato “The Shot”, un rifacimento di ciò che decise le Finals diciotto anni prima. Il tiro della guardia dei Cavs è ciò che decise la partita e portò nell’Ohio il titolo mai arrivato prima.