I Golden State Warriors sono stati tra i principali contestatori della politica adottata da Donald J. Trump ma ieri durante la gara di preseason contro i Denver Nuggets non hanno mostrato platealmente il loro sdegno verso Donald J. Trump, durante l’inno nazionale come tutti si aspettavano.
La mancata protesta dei giocatori della franchigia della Baia, ha scatenato la polemica tra i tifosi, che abituati alle proteste provenienti da tutti gli sport americani, si sono sentiti traditi dai loro idoli. A risolvere tutto ci ha pensato però Draymond Green, che ai microfoni di Chris Haynes per ESPN dichiara: “Abbiamo già detto quello che dovevamo dire. Tutti sanno come la pensiamo su Donald J. Trump“.
STEVE KERR SPEGNE DEFINITIVAMENTE LE CRITICHE
Dopo il rabbioso intervento di Draymond Green, coach Steve Kerr prova a calmare le acque e spegnere ogni polemica.
L’allenatore dei Golden State Warriors ha dichiarato infatti: “Penso che la discussione stia sfuggendo di mano a tutti. Non abbiamo bisogno di queste critiche inutili, i ragazzi hanno già espresso il loro parere in merito. Ci vogliono criticare per quello che non abbiamo fatto ? Va bene, ma per noi il caso è chiuso” e conclude, “noi facciamo del bene in altri modi ed è di questo che bisognerebbe parlare”.
Steve Kerr con queste parole, rende chiare le intenzioni dei Warriors, che essendosi già esposti, non possono rischiare di inceppare in discussioni sociopolitiche.
Ora la testa andrà alla regular season, ma i giocatori dei Golden State Warriors rimarranno sempre a sostegno delle politiche anti-razziste, per un campionato senza distinzione di razza o colore.


