Dalle NBA Finals fino all’imminente free agency, passando dai nuovi corsi avviati da Chicago Bulls, New Orleans Pelicans, Oklahoma City Thunder e Denver Nuggets. Davide Chinellato ha toccato vari argomenti in un‘intervista esclusiva a tutto campo per ‘NBA Passion‘: il giornalista della ‘Gazzetta dello Sport‘ ha parlato dei Golden State Warriors e Cleveland Cavaliers, gli ultimi contendenti all’Anello e ha detto la sua sul futuro di Dwayne Wade, che potrebbe clamorosamente lasciare i Miami Heat. Spazio anche ai progetti di rebuilding di Boston Celtics, New York Knicks e Los Angeles Lakers. Infine, Chinellato ha speso qualche parola sulla nazionale italiana che, tra qualche mese, dovrà affrontare l’intrigante sfida di Eurobasket 2015.
I Golden State Warriors hanno vinto il titolo NBA dopo una grandissima stagione: al di la dei singoli (Curry su tutti) sei d’accordo nel dire che Steve Kerr è stato il vero condottiero verso la vittoria finale? “ Steve Kerr è stato decisamente una rivelazione. Era dura aspettarsi un primo anno più di successo. E’ stato bravo a creare un sistema vincente, a “rubare” un po’ da tutti gli allenatori che ha avuto nel corso della sua carriera da giocatore e da dirigente, a capire come dirigere una squadra che aveva solo bisogno di una spintarella per andare nella giusta direzione. E’ sicuramente una delle ragioni principali per cui Golden State ha vinto il titolo”.
I Cleveland Cavaliers hanno venduto cara la pelle, nonostante le assenze di Irving e Love. Da cosa devono ripartire LeBron James e compagni? Può essere che il rapporto non idilliaco tra David Blatt e il Prescelto abbia inciso in qualche modo sull’andamento della serie?
“I Cavs devono ripartire da LeBron James. E da quell’incredibile finale di regular season. Credo che gli infortuni abbiano inciso in modo determinante sulle Finals, non certo il rapporto tra Blatt e James. Non è sicuramente idilliaco, ha toccato probabilmente il punto più basso proprio in coincidenza con le Finals. Ma LeBron e Blatt sono entrambi dei professionisti con enorme esperienza e dubito che abbiano lasciato le loro divergenze personali influire sul momento più importante della loro stagione. Cleveland è andata ben oltre le aspettative durante le Finals: ricominci da lì, dalla leadership di LeBron, dal tentativo di tutti di dare il 110%”.
Grande attenzione nelle prossime settimane sarà dedicata a Celtics, Knicks e Lakers: tutte e tre le franchigie vogliono ripartire alla grande. Ognuno ha il suo progetto, con diverse sfumature. Quale ti convince di più? Chi tornerà in tempi brevi alla ribalta?
“Punto sui Celtics, e non solo perché il progetto di rilancio è decisamente più avanti di quello di New York e Lakers. A Boston c’è un piano e lo si sta seguendo già da un pezzo, con l’unica eccezione dei primi 3 mesi della scorsa stagione. Ma c’è già un nucleo solido da cui ripartire, un gruppo giovane e interessante che ha già dimostrato di poter fare bene e di poter solo crescere. Arrivasse una superstar diventerebbero ancora più interessanti. Lakers e soprattutto Knicks sono molto più indietro: fare la scelta giusta al draft sarà fondamentale per entrambe
Dwayne Wade rischia di salutare clamorosamente i Miami Heat. Lo vedresti bene ai Cavaliers con l’amico LeBron James? Altre possibili destinazioni?
“Tra Wade e James c’è un rapporto di amicizia tale per cui sarebbero la coppia perfetta. Si, starebbero benissimo insieme. I Lakers sono emersi come altra possibile destinazione. A breve si deciderà il suo futuro: dubito comunque che Miami abbia voglia di lasciarlo andare”.
Ti convince la scelta dei Bulls di affidare la panchina a Fred Hoiberg? Billy Donovan farà bene alla guida dei Thunder? Su Alvin Gentry (Pelicans) e Mike Malone (Nuggets) cosa ti senti di dire?
“A Chicago serviva un cambiamento, e Hoiberg probabilmente è quanto di più lontano ci sia da Thibodeau in termini di filosofia di basket. Ha tutte le carte in regola per avere successo, e in più conosce l’ambiente. Donovan avrà tanta pressione: Okc deve vincere per convincere Durant a non andarsene. Il roster è importante, dovrà convincere subito i giocatori. Avere l’appoggio delle star sarà la scelta giusta. Gentry e Malone sono due ottimi coach: trovavo i Pelicans intriganti già lo scorso anno, ora lo sono ancora di più. Denver dovrà prima di tutto decidere che squadra allestire. Malone però è un coach che può fare benissimo: ricordate Sacramento all’inizio del 2014-15?”
Quali saranno i colpi di mercato della prossima offseason? Chi secondo te li metterà a segno?
“Sarebbe bello saperlo… Restando ai free agent, credo che Love e James rimarranno a Cleveland, e che ne Bulls ne Spurs lasceranno andare Butler e Leonard. Tra Gasol, Aldridge e Jordan, quello che vedo più propenso a cambiare è Aldridge. Vedremo, sarà una free agency scoppiettante”.
Sei fiducioso per il cammino dell’Italia ad Eurobasket?
” Assolutamente sì. Il gruppo a disposizione di Pianigiani è davvero interessante, con i 4 NBA che arrivano all’appuntamento con la voglia e la consapevolezza di giocarsi la chance migliore di fare la storia del basket italiano. E il gruppo di non NBA determinato e interessante. Con una partecipazione olimpica da conquistare a rendere ancora più determinante la buona riuscita di questo Europeo. Ne vedremo delle belle”.
Per NBA Passion,
Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)
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