Golden State Warriors-Cleveland Cavaliers 2 a 0.
Nonostante tutti ci aspettassimo una serie piuttosto equilibrata, le vittorie dei “Guerrieri” sui Cavs sono state alquanto pesanti per la franchigia di LBJ. In attesa di gara-3, che si giocherà nell’Ohio, alla Quicken Loans Arena, vediamo insieme i 10 motivi per cui i Cleveland Cavaliers non sono riusciti ad equilibrare la serie in gara 2 ed hanno subito l’onda d’urto dei californiani.
1)La pochezza difensiva
Oklahoma ha avuto ottime possibilità contro questi Warriors perché in difesa, con tanta intensità e voglia, sono riusciti a limitare i tiratori di Steve Kerr. Va bene preoccuparsi del tiro dall’arco, vera arma dei Guerrieri, ma i Cavs subiscono tantissimi punti da tagli dal lato debole. Detto in poche parole, spesso viene perso un uomo durante le rotazioni difensive e così subiscono 2 punti facili al tabellone. Analizzando attentamente la partita, però, si noti come i Cavaliers diano tanto spazio ai tiratori dall’arco sfidandoli al tiro ad eccezione di Curry e Thompson(Green è l’esempio lampante in Gara-2).

Uno degli errori difensivi
2)Andre Iguodala
L’MVP delle passate Finals passa troppo spesso in secondo piano, ma per gli equilibri dei GSW è fondamentale. Negli anni precedenti veniva esaltata la difesa di Leonard su James, ma quello che sta facendo il nativo di Springfield va oltre ogni immaginazione. Nelle ultime 10 partite tra le due finaliste(compresi playoff e Regular Season) LeBron, nelle situazioni in cui è marcato da Iguodala, ha segnato solamente 32 canestri su 91 tentativi, sparando cioè un bassissimo 35%. In questa serie, la situazione cambia leggermente: LBJ ha giocato 57 minuti contemporaneamente con Iguodala sul parquet, segnando 34 punti col 40% dal campo. Lue ha detto che queste statistiche sono casuali, dal momento che si gioca 5 vs 5. Il problema è che Iggy sta creando grattacapi a James e agli altri che marca.
3)Il cammino delle due squadre.
Allora, senza cimentarci in stupide differenze tra Est ed Ovest (i californiani hanno perso una gara sia contro i Rockets di quest’anno sia contro i Blazers) il cammino delle due compagini è stato completamente opposto. Nel Basket, rispetto agli altri sport, più si gioca e più si è in ritmo. I Cavs, cimentandosi in serie più brevi, hanno avuto un lunghissimo periodo di riposo rispetto ai rivali e questo porta “ruggine”. Sembra essere una sciocchezza, ma non lo è affatto: i Warriors, dopo la sanguinosissima serie contro i Thunder, stanno ancora sputando sangue.
4)Draymond Green
35^ scelta a chi? Green, in questi playoff, sta viaggiando con 15.8 punti, 9.7 rimbalzi e 5.9 assist di media. L’unica pecca è stata la serie contro Oklahoma, dove è stato al centro di numerosissime critiche per le botte con Adams. Intensità pazzesca in fase difensiva, grande qualità in fase offensiva. E in Gara-2, ha ammazzato i Cavaliers con 28 punti: il 23, per ora, è l’ago della bilancia.
5) Differenza abissale tra le due panchine.
Da un lato Leandro Barbosa, Shaun Livingstone, Andrew Bogut, Festus Ezeli, dall’altro Richard Jefferson, Timofey Mozgov(ma che fine ha fatto?) Iman Shumpert, Matthew Dellavedova. Con tutto il rispetto parlando, per intensità, qualità, voglia e determinazione, i primi superano di gran lunga i secondi. Se poi quando il Re si siede in panchina per riposare si subiscono quei parziali pazzeschi, allora James non può proprio uscire dal campo.
6)No Big Three, No party.
LeBron James, kyrie Irving e Kevin Love sono stati a lungo esaltati durante i playoff 2016. Ma arrivati alla Oracle Arena, qualcosa sembra essersi intaccato. Fatta eccezione per Il prescelto -anche se è lontanissimo per intensità dagli standard 2015- Irving e Love sono per il momento non pervenuti in questa serie. James è costretto spesso a fare tutto da solo. In Gara-2, 5/14 per Irving, autore di 10 punti ma mai realmente in palla e 2/7 per Love che, a causa di una gomitata, potrebbe saltare Gara-3. Riguardo al play, sembra che risenta molto della pressione perché porta poco la palla, distribuisce pochissimi assist (solo 1 nel secondo incontro) e non è autore delle sue giocate consone di ball handling che lo rendono eccezionale e difficilmente marcabile.
7)Le strane rotazioni di Coach Lue.
Al momento, non sono per nulla chiare le rotazioni del coach. L’anno scorso Blatt aveva a disposizione un Dellavedova cattivo e convinto di sé che mise in difficoltà incredibilmente Steph Curry: invece poco utilizzato da parte di Lue. Lo stesso Mozgov che con il suo fisico potrebbe difendere meglio il pitturato, perché è sparito completamente dalle rotazioni? Altra cosa inspiegabile, lo scarso utilizzo di Channing Frye. Il 33enne, nelle serie passate, ha dimostrato di saper tirare con ottime percentuali, soprattutto dall’arco.
8) Dove è finito il tiro da 3?
Nel cammino verso le finali, i Cleveland Cavaliers sembravano adeguarsi al gioco Warriors, allargando il campo e trovando spesso la conclusione dall’arco con ottime percentuali. Nelle Finals, fino a questo momento, le percentuali dall’arco sono pietose. Nelle 2 Gare giocate, i ragazzi di Lue hanno segnato solamente 12 triple su 44 tentativi: tradotto, uno scarsissimo 27%
9)Fattore campo.
A volte, è davvero decisivo. Una grande squadra deve saper vincere sia in casa che fuori però l’adrenalina che ti danno i tuoi tifosi è un qualcosa di inimmaginabile. Un conto è giocare in una bolgia che ti fa esaltare(spesso, quando ci si esalta, riescono cose che normalmente non riescono) un conto è giocare in un inferno che ti fischia e ti ulula contro. Però, ora, bisogna vedere se Cleveland in casa trasformi il fattore campo in vittorie.
10) JR Smith.
Imprevedibile, letale da 3, scheggia impazzita. Nelle Finals, JR è stato capace di nascondersi solamente e fare errori su errori in difesa. Da uno dotato del suo tiro, Cleveland si aspetta qualcosa di più almeno nella metà campo offensiva e, invece, Smith non è stato un fattore nemmeno in attacco. Anzi, in alcuni tratti è apparso snervante e senza voglia.

