All’AT&T Center di San Antonio, Texas, gli Spurs, desiderosi di tenere la testa della conference, affrontano i Los Angeles Lakers, squadra decimata dagli infortuni di Bryant, Hill e Young, e sull’orlo di non centrare l’obiettivo play-off.
Il primo quarto degli Spurs è una vera e propria lezione di basket ed i Lakers non possono far altro che vedere i padroni di casa andare in fuga. Già nel secondo periodo Popovich può permettersi di mettere in atto un turn-over abbastanza massiccio, ma i Lakers non riescono ad approfittarne e San Antonio prende ulteriori 12 punti di vantaggio, chiudendo il primo tempo, e la partita, sul risultato di 34-61. Al rientro sul parquet gli ospiti non riescono a limitare il passivo e gli Spurs ne approfittano per portarsi sul 60-89. L’ultimo periodo è una formalità, ma San Antonio riesce a rendere la serata dei giallo-viola di Los Angeles ancora più dura, allungando di altri 5 punti, per il risultato finale di 85-119. Missione compiuta per gli uomini di Popovich, che con la vittoria di oggi tengono la testa del proprio girone e consentano a Duncan, Parker e Ginobili di festeggiare il superamento di un record, che prima apparteneva al trio Magic Johnson, Abdul-Jabbar, Copper: 491 vittorie. Per i Lakers resta la grande amarezza di una stagione che non li vedrà approdare ai play-off, cosa che non accadeva da tempo immemore.
Per gli Spurs, che si sono potuti permettere di tenere a riposo tutte le stelle, grande prova di Bonner, che parte dalla panchina e fa registrare una doppia doppia fatta da 13 punti e 10 rimbalzi. Buona anche la prova di Green, autore di 15 punti. Grande prova soprattutto della panchina, capace di mettere a segno ben 76 punti.
Per i Lakers si salva soltanto Pau Gasol, che chiude in doppia doppia con 18 punti e 11 rimbalzi.
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Per Dunk NBA
Shedly Chebbi
(@shedly7)
Gasol
Allo STAPLE Center di Los Angeles, California, i Lakers affrontano gli Indiana Pacers. Nel primo quarto Indiana riesce ad andare in vantaggio e non farsi rimontare dai Lakers. Alla fine del quarto il vantaggio degli ospiti sarà di soli 3 punti: 22-19. Nel secondo periodo i Lakers riescono, con una buona prova, a raggiungere i Pacers sul 49-49, che chiude il primo tempo. Al rientro dagli spogliatoi i Lakers, però, hanno un calo, come spesso gli capita, e lasciano il via libera a Stephenson e compagni, che, con un parziale di 30-20, chiudono il quarto sul risultato di 79-69. Nell’ultimo periodo Indiana è brava a non subire più di tanto e a mettere altri 2 punti tra sé ed i padroni di casa. I Pacers vincono allo STAPLES Center congli i Lakers, che senza le proprie stelle sembranoin evidente difficoltà, per 104-92.
Per Indiana grande prova di squadra, su tutti spiccano i 19 punti di David West. Buone anche le prove di Stephenson, in doppia doppia con 15 punti e 14 rimbalzi, Hibbert, 11 punti e 10 rimbalzi, e George, autore di 14 punti.

Per i Lakers buone prove di Gasol, in doppia doppia con 21 punti e 13 rimbalzi, e Meeks, anch’egli autore di 21 punti. Anche Marshall conclude in doppia doppia, con 11 punti e 13 assist.
Alla AmericanAirlens Arena di Miami, Florida, gli Heat ospitano i Los Angeles Lakers, ancora con l’infermeria piena. Nel primo quarto i padroni di casa riescono ad ottenere un buon vantaggio, arrivando con il risultato di 20-28 a meno di un minuto dalla fine. Nell’ultimo minuto, però, i Lakers riescono a rimettersi in carreggiata portandosi sul 27-30 con il quale si chiude il primo quarto. Anche ne secondo periodo Miami riesce a portarsi subito in vantaggio, ma questa volta i Lakers non riescono nell’impresa di recuperare ed il primo tempo si chiude con il risultato di 46-57. Al rientro in campo la storia non cambia e, nel terzo quarto, i Lakers riescono a limare soltanto un punto agli Heat. Nell’ultimo periodo Miami riesce a gestire senza problemi le minacce portate dai Lakers, che riescono comunque a diminuire lo svantaggio andando a chiudere la partita sul 102-109.
Per gli Heat grande prestazione di Chris Bosh, che ha segnato 31 punti. Buona anche la prova di LeBron James, in doppia doppia con 27 punti e 13 rimbalzi.

Per i Lakers buone prestazioni di Paul Gasol, che è andato in doppia doppia con 22 punti e 11 rimbalzi, e Jodie Meeks, autore di 22 punti.
Al TD Garden di Boston, Massachusetts, i Celtics affrontano i Los Angeles Lakers, con l’infermeria piena, in quella che solo qualche tempo fa era il big match per eccellenza. Nel primo quarto la partita è molto equilibrata, con i Celtics costretti a rincorrere i Lakers, che però non hanno un vantaggio enerme ed il quarto termina sul 25-23. Nel secondo periodo arriva la risposta di Boston, che in men che non si dica rimonta i Lakers e riesce a tenerli a distanza per tutto il quarto riuscendo a chiudere il primo tempo in vantaggio per 52-58. Al rientro sul parquet le squadre si equivalgono e, nonostante i Lakers facciano di tutto per raggiungere Boston e Boston faccia di tutto per distanziare ulteriormente i Lakers, il quarto termina con un parziale di 24-24 (76-82), lasciando così invariato il distacco tra le due squadre. Nell’ultimo periodo, però, i padroni di casa calano vistosamente. Nonostante riescono a tenere per maggior parte del periodo il vantaggio costruito nel secondo e terzo quarto, a spuntarla sono gli ospiti, che a 1.08 dalla sirena si portano sul 105-104 grazie alla tripla di Kendall Marshall. Il tempo per recuperare ci sarebbe, ma Rondo (impiegato col contaggocce) e compagni non riescono a mettere a referto neanche un punto. La partita si chiude dopo i 2 tiri liberi messi a segno da Ryan Kelly e la tripla mancata da Rondo.
Per i Lakers buona prova di Gasol, in doppia doppia con 24 punti e 13 rimbalzi. Da segnalare anche le prove di Marshall, doppia doppia con 19 punti e 14 assist, Meeks, autore di 17 punti e Kelly, che mette 20 punti dalla panchina.

Per i Celtics Buona prestazione di Olynyk, autore di 25 punti dalla panchina. E, nota positiva, si rivede Rajon Rondo, che ha giocato solo 19 minuti segnando 8 punti, servendo 2 assist e rubando 2 palloni.
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi
NBA results: Pacers indomabili ad Indianapolis , Z.Randolph ferma KD, stop per i Knicks, passano i Cavs a LA
Gli Indiana Pacers raggiungono gli Spurs a quota 30 vittorie, con la diciannovesima grande perla tra le mura domestiche: una sola caduta stagionale per gli uomini di Vogel, il miglior allenatore ad Est, fresco fresco di nomina agli All Stars Game.
George le mette tutte (o quasi) e chiude a 31 punti con il solo West a seguire (da lontano) la sua scia con 16 punti e 8 rimbalzi. Dall’altro lato gli risponde DeMarcus Cousins, anche lui a quota 31, con 13 rimbalzi, (12/21 dal campo e 7/7 dalla lunetta), male Rudy Gay che si ferma invece al minimo sindacale: 12 punti per l’ex Toronto con soli 6 canestri messi dei 15 provati. Finisce 92-116.
Jefferson ferma invece la corsa dei NY Knicks a Charlotte: i Bobcats si impongono con un Jefferson da 35 punti e 8 rimbalzi e Walker da 25, 7 rimbalzi e 5 assist. Per New York Melo si ferma a 20, mentre Bargnani in campo solo 20 minuti chiude sotto la doppia cifra, con 1 solo rimbalzo.
98-108 il risultato finale.
A Memphis i Grizzlies tirano di nuovo su la china: la terza vittoria consecutiva arriva contro i Thunder di KD per 87-90, nel giorno del ritorno di Marc Gasol. Oklahoma City deve fare sempre a meno del suo play titolare, Westbrook e Kevin Durant, che fa 37 punti, non riesce a sopperire totalmente alla sua assenza, con soli 4 assist; nei padroni di casa Z.Randolph fa come vuole con 23 punti, 13 rimbalzi e 4 assist per i compagni, ma bene anche Marc con 12 punti in 24 minuti sul campo e Lee con 24. La gara è molto combattuta e si decide nel finale con i Thunder che subiscono la settima sconfitta stagionale e i Grizzlies che cominciano a fiutare la scia dei Suns.
L’ultima gara della notte vede in scena i Los Angeles Lakers (inutile ribadire le assenze, si fa prima a dire chi era effettivamente disponibile), e i Cavaliers di Loul Deng: passano di misura i Cavs con il risultato finale di 120-118, grazie ai 27 punti dell’ex di Chicago, i 18 di Varejao e i 17 di Waiter. Black Mamba assiste invece all’ennesima sconfitta stagionale, la ventiquattresima (sono solo 14 le vittorie), la quinta consecutiva sintomo di una annata davvero di transizione; dall’altro lato i Cavaliers raggiungono invece la 14esima vittoria (con 24 sconfitte) e restano in scia per i PO: strano caso di una Eastern Conference mai stata così poco competitiva.
Al Barclays Center di Brooklyn i Nets sono chiamati ad affrontare i Miami Heat, campioni in carica ma reduci da un periodo di forma non esaltante. Il primo periodo scorre sul filo dell’equilibrio, a portarsi in vantaggio, anche se di un solo punto, sono i padroni di casa. Nel secondo periodo gli Heat non riescono a tenere il passo dei Nets, che chiudono il primo tempo in vantaggio per 45-53. Nel terzo periodo i Nets resistono bene agli attacchi di James e compagni e riescono a mettere altri 4 punti tra loro e gli ospiti. Nel quarto periodo, però, i Nets calano vistosamente e gli Heat ne approfittano per rifarsi, prepotentemente, vivi. Gli ultimi 3 minuti vedono le due squadre contendersi la vittoria fino all’ultimo secondo, ma i tiri di Joe Johnson e Pierce non vanno a segno e si va all’overtime. Il primo overtime sembra una gara di sprecisione e i Nets, dopo essere andati in vantaggio con un parziale di 2-4, si fanno rimontare a 3 secondi dalla fine dal tiro di Norris Cole, che manda tutto al secondo overtime. A differenza del primo quarto Brooklyn riesce, complice la stanchezza accumolata nelle ultime giornate da Miami, a chiudere la pratica, grazia ad un parziale di 2-11. Miami Heat 95 – Brooklyn Nets 104. Per i Nets grande prova di Joe Johnson, autore di 32 punti. Buone anche le prestazioni di Paul Pierce, autore di 23 punti, Livingston, 19 punti e 11 rimbalzi, e Garnett, autore di 12 punti e 10 rimbalzi. Per gli Heat buone prestazioni di James, autore di 36 punti, Cole, autore di 18 punti, Lewis, 12 punti e Bosh, 10 punti e 10 rimbalzi. In ombra Ray Allen, con 9 punti.
Allo STAPLES Center di Los Angeles va in scena la stracittadina: Lakers-Clippers. Nel primo quarto non c’è storia. I Clippers non battono ciglio contro i rivali e gli rifilano un parziale di 25-43. Il secondo tempo è molto equilibrato, come dimostra il parziale (27-27), e si va al riposo sul risultato di 52-70. Il rientro sul parquet è di quelli imbarazzanti: i Lakers non scendono, quasi letteralmente, in campo ed i Clippers fanno un po’ quello che vogliono. Il parziale è di quelli che non lascia appelli 8-31. Nel quarto quarto Doc Rivers svuota la panchina ed i Lakers hanno così l’opportunità di “accorciare” per l’87-123 con il quale si conclude la partita. Per i Clippers, oggi padroni di casa, ottima prestazione di Griffin, in doppia doppia con 33 punti e 12 rimbalzi. Buone anche le prove di Collison, 20 punti, Redick, 19 punti, e DeAndre Jordan, 13 punti e 10 rimbalzi. Per i Lakers c’è poco da salvare, nonostante tutto il quintetto base in doppia cifra. Da segnalare la doppia doppia di Kendall Marshall, autore di 16 punti e 10 assist.
Durante la notte è stato praticamente fatto uno scambio assai interessante. Come gia ampiamente scritto, Andrew Bynum, centro di 213 centimetri classe ’87, era stato messo fuori rosa dalla sua squadra, i Cavaliers.

Ufficialmente, tramite comunicato, Cleveland ha giustificato la scelta causa “motivi di comportamento” dello statunitense. Ufficiosamente si vocifera una relazione scomoda allacciata dal giocatore con una donna vicina allo staff dei Cavs. E cosi la franchigia dell’Ohio si libera del centro appena in tempo, evitando di pagare i 12 milioni di dollari del suo contratto; stesso discorso per Chicago e per l’ala piccola Luol Michael Deng, classe 1985, che ha rifiutato un rinnovo sostanzioso con la sua ormai ex squadra, Chicago : 30 milioni di dollari in 3 anni. Deng andrà quindi a Cleveland. Chicago ottiene Bynum piu tre future scelte. Tramontata definitivamente la possibile trade con i Los Angeles Lakers che vedeva Pau Gasol come pedina di scambio al posto di Deng.
Operazione accolta con soddisfazione da entrambe le franchigie, cosi come confermato sia dal GM Chris Grant dei Cavs che si è dimostrato fiducioso dicendo che l’ala sudanese possiede tutti i requisiti richiesti per costruire la squadra per l’immediato futuro. “Abbiamo grande rispetto per Luol come giocatore e come persona. Lo scambio che abbiamo fatto ci metterà nella posizione migliore per rendere il roster ancora più forte in futuro e per competere per il titolo” è stato invece il commento di Gar Formar, GM dei Bulls.
M.M.
NBA results: Warriors implacabili, Lebron ferma i Raptors, bene le regine Pacers e Thunder, sorpresa NY a Dallas, vincono anche Nuggets e Grizzlies
La notte NBA si è aperta presto con la sfida di Detroit tra Grizzlies e Pistons, vinta dagli ospiti, trascinati da Z.Randolph che mette a referto 16 punti e 16 assist contro Drummond e compagni: poco spazio per Datome che resta in campo soltanto 5 minuti, sbagliando un tiro da 2 punti e null’altro.
A Cleveland invece sono passati ancora i Pacers: Paul George non sembra essere intenzionato a lasciare lo scettro della Eastern Division e mette 16 punti contro i Cavs, ancora privi di Irving e che danno spazio anche all’oggetto misterioso Bennett che resta in campo 12 minuti e mezzo e tira con 2-4 dal campo, 0-1 da tre e 2-2 da tiro libero, dando segni di miglioramento con 6 punti e 4 rimbalzi.
A Miami va di scena la gara più attesa, con i Miami Heat che aspettano i Toronto Raptors, rientrati con delle vittorie molto importanti e pesanti nei primi posti ad Est: sfida molto equilibrata con un Lebron James che decide di spostare le sorti del match nell’ultimo quarto quando mette 10 dei 30 punti totali, non sbagliando praticamente nulla, con un 12-18 dal campo e 6-7 dalla lunetta. 11 rimbalzi per Bosh, con solo 8 punti mentre meglio fa Flash Wade con 14 punti, 3 assist e 9 rimbalzi.
Nei Raptors da sottolineare la gara di DeRozan (26 punti) e le ottime prestazioni di Valanciunas e Johnson entrambi a 17.
A Washington DC invece i Golden State Warriors a differenza dei Raptors non si fermano affatto, anzi, danno una grande dimostrazione di forza, superando agilmente lo scoglio Wizards dei vari Wall-Beal-Ariza e Gortat: ci pensa Klay Thompson con 26 punti a dare vita alla più lunga striscia vincente dei Warriors in regular season dal 1975, supportato dal solito Curry in double e David Lee (21 punti).
La sorpresa arriva da Dallas, dove i Mavs cadono vittima dell’imboscata dei New York Knicks, che delle tre sfide texane ne vincono due, contro Spurs e appunto Mavericks e perdono soltanto contro i Rockets, riuscendo ad oliare gli ingranaggi per ripartire verso l’ottava posizione di Est.
Melo Anthony trascina i suoi con 19 punti, nonostante Chandler debba abbandonare il campo dopo soli 4 minuti per una infezione respiratoria e la giornata non ottimale del Mago che si ferma a 13 punti, tirando con il 50% dal campo.
Vincono infine le due favorite degli altri match: i Thunder di Kevin Durant, a quota 21 punti, con Reggie Jackson che ne aggiunge 27, il suo massimo punteggio in carriera contro i Boston Celtics ed i Denver Nuggets a domicilio a Los Angeles contro i Lakers, ed infilano la seconda vittoria consecutiva, dopo il trend molto negativo delle ultime gare, grazie a Ty Lawson ed i suoi 20 punti e 12 assist.
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I Los Angeles Lakers e i Cleveland Cavaliers hanno fatto dei progressi sulla possibile trade che porterebbe Andrew Bynum ai Lakers e Pau Gasol ai Cavaliers.
Cleveland vorrebbe eseguire questo scambio tra breve in modo che possa essere completato prima della scadenza di Martedì in cui il contratto di Bynum diventerà pienamente garantito.
I Lakers sarebbero disposti a chiudere lo scambio anche entro oggi ma vorrebbero, oltre a Bynum, un giovane giocatore o una futura prima scelta al Draft. Ancora non è chiaro, però, se l’organizzazione dei Lakers taglierà immediatamente Bynum oppure gli darà una possibilità.
Comunque Cleveland non sta trattando solo con i Lakers. Infatti pare che ci siano dei colloqui anche con gli Utah Jazz per il veterano Richard Jefferson.
Los Angeles Lakers @ Golden State Warriors 83-102: Iggy non va, ci pensano i lunghi di Oakland
I Lakers venivano da due vittorie consecutive, l’ultima conquistata contro i T’wolves, seppur senza Bryant. I Worriors invece erano reduci dalla bruciante sconfitta arrivata all’ultimo secondo contro San Antonio. Il primo tempo era trascorso in sostanziale parità tra le due franchigie (42-46), ma nel terzo quarto arriva l’allungo dei padroni di casa: un break di 6-18, con 8 punti e due triple di Thompson, porta il parziale sul 48-64 per i Warriors, coi Lakers, senza più Marshall e senza Gasol, che non riusciranno più a riportarsi in vantaggio. Risultato finale 83-102. Stephen Curry fa il suo come al solito, ma saranno i 20 rimbalzi recuperati da Bogut e i 10 di Lee a portare l’inerzia di una gara da deludenti percentuali al tiro (32.5% per i Lakers, 38.8% per i Warriors) nelle mani di Golden State, che recupera la maggior parte dei punti dalle triple, 12/31 (38.7%), 4 a testa per Curry e Thompson. Solo 3 punti in 24 minuti per Andre Iguodala. Fra i Lakers, bella prova di Young dalla panchina, top scorer con 20 punti.
Numeri
Los Angeles: Young (20 pts, 4/12 da due), Hill (14 pts, 10 reb), Meeks (13 pts, 4 ast), Henry (13 pts), Kaman (10 pts, 17 reb).
Golden State: Lee (19 pts, 8/18 da due, 10 reb), Curry (18 pts, 4/9 da tre, 9 ast), Thompson (17 pts, 4/8 da tre), Bogut (12 pts, 20 reb).
Detroit cade sul parquet dello Staples Center sotto i colpi di Hill e Meeks. Straordinaria la prestazione di Hill che è stato decisivo grazie a 24 punti e 17 rimbalzi, 12 dei quali colti sotto il proprio canestro.
“Ogni volta che metto piede in campo ho sempre più fiducia. Non abbiamo nè Nash nè Kobe. Ma abbiamo ragazzi che vogliono fare il salto di qualità. Stiamo giocando bene di squadra”. Ha detto Jordan Hill al termine del match. Mike D’antoni, a differenza del suo collega Cheeks, ha potuto contare sul grande apporto dato dalla panchina, che vede tutti i giocatori schierati segnare almeno due punti. Da segnalare su tutti i 19 punti portati da Nick Young. A rendere omaggio alla prestazione della squadra è una delle stelle di Los Angeles: Paul Gasol. “La squadra sta capendo che tipo di sforzo dobbiamo fare per vincere -ha detto Gasol, autore oggi di 12 punti-. Abbiamo tutti bisogno di lavorare e giocare bene“.
Sulla panchina dei Pistons c’è un po’ di amarezza per la partita persa nonostante le buone prestazioni dei singoli e le dichiarazioni di Maurice Cheeks, coach di Detroit, lo lasciano intuire: “Sapevamo che avrebbero cercato il tiro da 3 da ogni posizione. Sono riusciti ad avere dei buoni pick-and-roll e sono stati bravi a liberare il tiro da 3 punti. Noi abbiamo avuto diverse occasioni per segnare, ma abbiamo fallito, così come abbiamo fallito alcuni tiri liberi“. Ottime le prestazioni di di Jennings (23 punti), Drummond (14 punti e 13 rimbalzi), Josh Smith (18 punti e 8 rimbalzi) e Monroe (17 punti). A mancare all’appello sono i giocatori entrati dalla panchina, escluso Stuckey autore di 16 punti.
Dopo le 12 partite in 20 giorni i Lakers potranno beneficiare dei 4 giorni di riposo per recuperare dalle fatiche di quest’inizio di stagione. Buone notizie arrivano anche dall’infermeria visto che Bryant ha ripreso ad allenarsi con la squadra. Ancora non è stata fornita una data realistica sul ritorno in campo di Kobe. D’Antoni ha detto di pazientare e che Bryant salterà un sacco di match. Mentre Nash si sottoporrà in settimana ad alcuni esami per sapere quando potrà tornare a giocare.
Lakers, Marc vince la sfida dei Gasol, Faried blocca Love e i T’Wolves, bene i Pistons male i Cavs
Minnesota Timberwolves-Denver Nuggets 113-117
Al Pepsi Center di Denver, i Nuggets (4-4) conquistano la loro terza vittoria consecutiva, e la terza in casa, contro i Twolves. Partita difficile, giocata al massimo da entrambe le franchigie, ma Denver manda in doppia cifra 7 giocatori, mentre Minnesota deve fare a meno di quella decina di punti standard di Rubio (0/5 FGM-A) e allora i 28 punti di Love, coi 27 di Martin, non bastano più. Fondamentali nel finale il ritorno di Wilson Chandler (19 punti) e i 13 punti di Andre Miller.
Numeri
Denver Nuggets: Chandler (19 pts), Faried (16 pts, 10 reb), Lawson (14 pts, 10 ast), Miller (13 pts), Hickson (12 pts, 11 reb), Mozgov e Fournier (10 pts).
Minnesota Timberwolves: Love (28 pts, 10 reb), Martin (27 pts), Barea (21 pts), Pekovic (14 pts, 6 reb), Cunningham (12 pts), Brewer (11 pts), Rubio (12 ast, 8 reb).
Detroit Pistons-Sacramento Kings 97-90
Detroit (3-5) ritrova la vittoria contro una Sacramento (2-6) chiassosa (il pubblico della Sleep Train Arena, raggiungendo 126 decibels, conquista il Guinnes world record come il più rumoroso al mondo in un’arena al chiuso) ma poco concreta, che si affida ai soli 26 punti e 13 rimbalzi di DeMarcus Cousins, accompagnato da Isiah Thomas e Greivis Vasquez con 18 e 13 punti, per tentar di tener testa ai Pistons. Detroit, dal canto suo, ha la fortuna di ritrovare Josh Smith, che, dopo l’orribile prestazione contro Golden State, ritrova 21 punti, 8 rimbalzi e 7 assist, con una buona precisione al tiro (6/13). Il nostro Datome viene utilizzato per un misero minuto tra il primo e il secondo quarto, ma mette comunque a segno i suoi 2 onesti punti. Potrebbe essere l’arma in più di Detroit, ma al momento viene sfruttato poco e male. Buona prestazione del solito Drummond e di Rodney Stuckey dalla panchina.
Numeri
Detroit Pistons: Smith (21 pts, 8 reb, 7 ast), Stuckey (16 pts, 4 reb, 4 ast), Drummond (15 pts, 18 reb), Jennings (11 pts, 9 ast).
Sacramento Kings: Cousins (26 pts, 13 reb), Thomas (18 pts, 7 ast), Vasquez (13 pts, 6 ast).
Memphis Grizzlies-Los Angeles Lakers 89-86
Ennesima sconfitta per i Lakers, in attesa dei ritorni di Steve Nash e del Mamba, soprattutto: senza di loro, i Lakers d’emergenza hanno racimolato solo 4 vittorie su 11 gare. Ma la vittoria dei Grizzlies (4-5), la prima in trasferta, non può certo dirsi schiacciante: le due franchigie sono state testa a testa per tutta la gara, Los Angeles stava a -3 a 12 secondi dal termine, ma poi due liberi di Randolph, migliore in campo, hanno messo la firma sulla vittoria di Memphis. I Lakers hanno trovato una buona prestazione in Jodie Meeks, che fa 25 punti con 10/16 al tiro.
Numeri
Los Angeles Lakers: Meeks (25 pts), Young (18 pts), Hill (12 pts), P. Gasol (10 pts, 13 reb), Blake (9 pts, 10 ast).
Memphis Grizzlies: Randolph (28 pts, 11 reb), M. Gasol (18 pts, 8 reb, 8 ast), Allen (12 pts, 6 reb), Conley (11 pts, 7 ast).
Charlotte Bobcats-Cleveland Cavalier 86-80
I Cavs si rivelano ancora una volta molto fragili e non riescono a sfruttare il fattore campo contro i modesti Bobcats: Irving non è al meglio della forma e gioca con una maschera al volto e viene limitato e non poco chiudendo lo stesso con 18 punti e 10 assist. I Bobcats approfittano della scarsa vena sotto canestro dei vari Thompson, 6-15, Varejao, Miles 4-13 e Irving 5-16 e portano 5 giocatori in doppia cifra, tra cui spicca sicuramente Kidd-Gilchrist, che ne mette 16, con 8 rimbalzi.
Da rivedere i Cavaliers che questa notte giocheranno contro i Wizards a Washington: fuori casa per Irving e compagni 6 sconfitte su 6, un record impietoso, mentre per i Bobcats impresa impossibile in casa contro i campioni di Miami.
Numeri:
Bobcats: Michael Kidd-Gilchrist (16 pts, 8 reb), Josh McRoberts (13 pts, 5 reb, 4 ast), Kemba Walker (12 pts, 7 ast)
Cavaliers: Irving (18 pts, 10 ast), Tristan Thompson (15 pts, 10 reb), Earl Clark (15 pts)


















