Alla anagrafe Emanuel David Ginobili nasce a Bahia Blanca il 28 luglio 1977 da mamma Raquel e papa Jorge, terzo figlio della famiglia Ginobili dopo Leandro e Sebastian.
La famiglia Ginobili cresce con il basket nel sangue, infatti papa Jorge era il playmaker della Bahiense. Manu come molti bambini della sua età cresce con il mito di Michael Jordan, in quanto per riuscire a vedere una partita NBA bisognava attendere le Finals uniche partite trasmesse dalla tv nazionale. Come per i suoi fratelli, anche il talento di Manu si palesa più in avanti rispetto ad altri giocatori, e a 18 anni esplode definitivamente debuttando nella serie A argentina.

Manu Ginobili ai tempi della Virtus Bologna
Nella stagione 98/99 viene notato da Gaetano Gebbia, responsabile del settore giovanile della Viola Reggio Calabria che decide di portarlo in Italia. Sin dalla sua prima stagione in Italia Ginobli mette in mostra il suo immenso talento a Reggio Calabria, venendo scelto al draft del 1999 dai San Antonio Spurs alla chiamata numero 57, ma sa che è ancora troppo presto per spostarsi nella lega che da bambino guardava in tv con i suoi fratelli. Resta quindi in Italia trasferendosi a Bologna, con la Virtus vincendo per due anni di seguito il titolo di MVP della lega, un campionato, un Eurolega e due coppe Italia.
Nel 2002 decide che è ora di trasferirsi oltre oceano, firmando un contratto annuale da 2.9 milioni di dollari con i texani che lo avevano scelto 3 anni prima. In quella stessa estate Ginobili prende parte con la nazionale Argentina al mondiale di Indianapolis, vincendo la medaglia d’argento, biglietto da visita perfetto per la stagione che sarebbe iniziata qualche mese più avanti. L’inizio in NBA non è da subito dei migliori, Manu parte come riserva di Steve Smith ma nel marzo del 2003 vince il titolo di Rookie of the month. La squadra riesce a centrare l’obiettivo playoff e con l’argentino che fa ormai parte delle rotazioni arrivano alla conquista dell’anello battendo in finale i New Jersey Nets per 4-2.

Ginobili sul podio dopo aver vinto la medaglia d’oro alle olimpiadi del 2004
Nella stagione successiva gli Spurs non riusciranno a bissare la vittoria del titolo, ma Ginobili entra definitivamente nelle grazie di coach Popovich partendo spesso nel quintetto titolare. L’estate 2004 è quella delle olimpiadi di Atene, nel quale l’Argentina gioca il miglior basket rispetto a tutte le altre squadre del torneo, vincendo la medaglia d’oro dopo aver battuto team USA in semifinale e l’Italia in finale.
La stagione successiva è quella della definitiva consacrazione, Manu diventa definitivamente la guardia titolare dei nero-argento e partecipa al suo primo all-star game. Per gli Spurs il 2005 è l’anno del terzo titolo, il secondo di Ginobili che insieme a Parker e Duncan trascina la squadra in finale battendo i Detroit Pistons in una serie infinita vinta per 4-3.
Il 2005-2006 Manu soffre di un fastidio alla caviglia e non riesce a dare il suo solito contributo alla squadra, che viene eliminata ai playoff al secondo turno dai Dallas Mavericks, rivali storici di San Antonio. L’anno successivo coach Popovich si inventa Ginobili sesto uomo, e gli Spurs raggiungono ancora una volta le Finals, dominate contro i Cleveland Cavaliers di Lebron James spazzati via con un netto 4-0.

Ginobili six man of the year 2008
Nelle stagioni successive Ginobili mantiene il ruolo di sesto uomo vincendo proprio il riconoscimento di sesto uomo dell’anno nel 2008 ma gli Spurs non riusciranno a tornare alle Finals prima della stagione 2012/13 dove perdono una serie incredibile contro i Miami Heat per 4-3 dopo che in gara 6 con la vittoria in pugno un miracolo di Ray Allen ha rimesso in gioco gli Heat che vinceranno poi gara 7 e quindi il titolo. La stagione seguente per Ginobili e compagni è quella della rivincita, arrivando nuovamente in finale contro Miami in una serie che gli Spurs dominano e vincono i 5 partite.
La stagione 2014/15 con il contratto in scadenza sembra essere l’ultima per Ginobili e Duncan in NBA e la squadra fa di tutto per provare a bissare il titolo vinto nella stagione precedente, ma un Chris Paul in stato di grazia trascina i Clippers alla vittoria nel primo turno dei playoff contro gli Spurs. Questa sembrava la fine dei Big Three di San Antonio, ma nel corso dell’estate Manu (come anche Duncan) ha deciso di non lasciare la squadra firmando un nuovo contratto, facendo la felicità di tutti gli appassionati del gioco, che ancora per una stagione hanno la possibilità di ammirare l’argentino in azione.

