E’ il 1994 quando Gleen ‘the Big Dog’ Robinson viene selezionato come prima scelta assoluta al Draft dai Milwaukee Bucks dopo due stagioni stratosferiche a Purdue, in cui domina con medie di oltre 30 punti e 10 rimbalzi a partita.
Ma per lui, in quell’anno speciale, le soddisfazioni sportive non sono le uniche: l’8 gennaio 1994 viene alla luce il suo primogenito.
Il bambino nacque prematuro e passò i suoi primi due mesi di vita in ospedale, i medici dissero che ci sarebbe stata la possibilità che il piccolo avrebbe potuto avere problemi con lo sviluppo, ma cosi non fu.
Glenn Robinson III all’età di soli 3 anni incominciò a giocare con la palla a spicchi e successivamente, dopo una parentesi come giocatore di football, venne inserito nella squadra di basket della sua high school.
Quel periodo per il giovane Glenn fu molto duro: pur essendo un buon giocatore non aveva ereditato il talento cristallino del padre, e questo non faceva altro che alimentare le critiche nei suoi confronti.
Nonostante tutto riesce comunque a continuare la sua carriera cestistica andando alla University of Michigan.
Rimane nei Wolverines per due anni, migliorando non di poco il suo gioco e ottenendo ottimi risultati sia personali che di squadra.
Nel 2014 si rende eleggibile al Draft NBA convinto di essere selezionato al primo turno, ma purtroppo per lui viene selezionato solamente con la 41^ chiamata dai Minnesota Timberwolves.
Fa il suo debutto con i professionisti in una partita di preseason proprio contro gli Indiana Pacers, suscitando la curiosità di Larry Bird che si annota il suo nome sul suo personale taccuino.
La stagione non continua nel migliore dei modi: gioca solamente 25 partite in maglia T’wolves prima di essere tagliato a Marzo 2015. Due giorni dopo i Philadelphia 76ers decidono di firmarlo e Robinson III gioca solo 10 partite ma registrando il suo career-high di 10 punti, 8 rimbalzi e 3 assist.
Il suo contratto con i 76ers scade e si ritrova nuovamente a piedi, gioca la Summer League con Atlanta e riesce di nuovo a mettersi in mostra.
Larry Bird, che nel frattempo sta dando un nuovo look ai suoi Pacers, tira fuori il suo taccuino dove c’è annotato il nome di Glenn Robinson III e decide di offrirgli un contratto triennale (parzialmente garantito). Ovviamente il figlio d’arte firma senza pensarci due volte.
In queste ultime settimane, durante la Summer League, Robinson III sta giocando il suo miglior basket di sempre con medie di 11,2 punti tirando con il 56% dal campo, da sottolineare che il 54% dei suoi tentativi sono da tre punti, è il giocatore di Indiana che sta giocando di più con 23 minuti a partita. Ha colpito anche il 13/15 ai tiri liberi e meno di una palla persa di media a partita.
Negli spogliatoi sono tutti entusiasti e l’insider Mark Monteith ha riportato al riguardo alcune dichiarazioni fatte dai suoi teammates.
George Hill: ” Amo quel ragazzo. Non solo perchè come me è nato in Indiana. Ora sta giocando molto bene, scatta bene e difende anche bene. Ha un sacco di iniziativa. E ‘ancora giovane e sta ancora imparando ma, per gli anni a venire, può essere una grande risorsa per noi. “
Paul George: ” Mi piace il ragazzo. Ho passato tutta l’estate con lui. Era completamente diverso quando è arrivato, ora è sulla strada giusta per diventare un buon giocatore, un buonissimo giocatore.
Amo come sta giocando, avrà un grande futuro e ce l’avrà molto presto.”
Coach Frank Vogel: “All’inizio del training camp ero convinto di far giocare Glenn in D-League per qualche tempo. Ma quello che ha mostrato nel mese di settembre mi ha molto, molto impressionato. Credo che se continuerà a progredire avrà un posto nelle rotazioni. Ha un atteggiamento da grande, e ha tutti gli strumenti fisici per essere una steal. “
A questo punto il suo destino è solo ed esclusivamente nelle sue mani.
Per NBA Passion,
Morgan Sala


